Un ponte tra i grandi impegni internazionali e la vita quotidiana delle aule scolastiche. La Carta di Solfagnano, il documento conclusivo del primo storico G7 dedicato ai temi dell’Inclusione e della Disabilità tenutosi in Umbria nell’ottobre del 2024, si trasforma in uno strumento educativo concreto attraverso un progetto-concorso nazionale. L’iniziativa, annunciata dalla Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, mira a piantare i semi di un cambiamento culturale profondo, partendo proprio dalle nuove generazioni.
“La scuola è il primo luogo in cui si coltivano rispetto e partecipazione”, ha dichiarato la Ministra Locatelli, sottolineando come dalle nuove generazioni “può e deve partire il cambiamento culturale che stiamo promuovendo anche attraverso la riforma della disabilità”. L’obiettivo è ambizioso: superare una visione assistenzialistica per abbracciare una prospettiva che metta al centro i talenti e le capacità di ogni individuo, garantendone la piena partecipazione alla vita della comunità. Un concetto ribadito anche dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha offerto il suo pieno sostegno all’iniziativa, riconoscendo il ruolo fondamentale dell’istituzione scolastica nella formazione di cittadini consapevoli e inclusivi.
Un concorso per le scuole più virtuose
Il progetto-concorso si rivolge specificamente alle scuole primarie e alle scuole secondarie di secondo grado. Il meccanismo di partecipazione prevede una prima fase di selezione a livello regionale: entro il 18 febbraio 2026, gli Uffici Scolastici Regionali avranno il compito di individuare gli istituti che si sono già distinti per l’impegno e l’efficacia delle loro pratiche inclusive.
Le scuole selezionate saranno poi invitate a realizzare un elaborato che interpreti e promuova i principi della Carta di Solfagnano. La creatività sarà un elemento chiave: gli istituti potranno presentare un prodotto in formato cartaceo, multimediale, artistico o interdisciplinare, eventualmente arricchito da un video della durata massima di cinque minuti. La scadenza per l’invio dei lavori è fissata per il 30 aprile 2026.
La valutazione e i premi in palio
Una Commissione nazionale, composta da rappresentanti del Ministero per le Disabilità e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, avrà il compito di valutare gli elaborati pervenuti. I criteri di selezione premieranno l’attinenza ai valori della Carta, l’originalità, la capacità di coinvolgere la comunità e la qualità tecnica del prodotto finale. Sarà scelta un’opera vincitrice per ciascun grado di istruzione.
Le classi vincitrici non solo riceveranno un riconoscimento formale, ma avranno l’opportunità unica di partecipare a EXPOAID 2026 “Io, Persona di valore”. Questo grande evento nazionale, dedicato al mondo della disabilità e dell’inclusione, si terrà a Rimini dal 25 al 27 giugno 2026 e sarà la prestigiosa cornice per la cerimonia di premiazione del concorso. Oltre alla visibilità, le scuole vincitrici otterranno un contributo economico di 2.500 euro ciascuna, da destinare all’implementazione di un progetto per l’inclusione scolastica ispirato ai principi della Carta di Solfagnano. Per tutte le scuole partecipanti, a testimonianza del loro impegno, è prevista una targa ricordo.
I principi della Carta di Solfagnano
Nata da un confronto internazionale, la Carta di Solfagnano si fonda sul principio “Nulla su di noi, senza di noi“, riaffermando la necessità di un coinvolgimento diretto delle persone con disabilità e delle loro famiglie nei processi decisionali che le riguardano. Il documento, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (UNCRPD), identifica temi prioritari come l’accessibilità universale, la vita indipendente, l’inclusione lavorativa, l’uso delle nuove tecnologie, la partecipazione alla vita sportiva e culturale e la gestione delle emergenze. Portare questi temi nelle scuole significa investire in una società futura più equa, dove la diversità è riconosciuta non come un limite, ma come un valore e una risorsa per l’intera comunità.
