MONACO DI BAVIERA – In un intervento carico di significato politico e strategico, l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Kaja Kallas, ha lanciato un messaggio chiaro dalla prestigiosa platea della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. “Contrariamente a quanto alcuni potrebbero dire, l’Europa ‘woke e decadente’ non sta vivendo la cancellazione della sua civiltà. Anzi, le persone vogliono ancora unirsi al nostro club, e non solo i loro connazionali europei”, ha dichiarato Kallas, rispondendo direttamente a una narrazione critica che descrive il Vecchio Continente in declino.
Le parole dell’ex premier estone non sono state solo una difesa d’ufficio, ma un vero e proprio manifesto dell’orgoglio europeo e una chiamata all’azione per il futuro dell’Unione. Il suo discorso ha toccato i nervi scoperti del dibattito attuale: l’identità europea, la sua capacità di attrazione e la necessità impellente di adattarsi a un contesto geopolitico in rapida e costante evoluzione.
Un “Club” Ambito: L’Allargamento come Antidoto all’Imperialismo
Il cuore dell’argomentazione di Kaja Kallas risiede nella constatazione che, nonostante le difficoltà e le critiche, il modello di integrazione, pace e prosperità offerto dall’UE continua a esercitare un fascino potente. “Spero solo che chi aspetta da tempo non debba aspettare ancora a lungo”, ha aggiunto, con un chiaro riferimento ai paesi candidati, come l’Ucraina, la Moldavia e le nazioni dei Balcani Occidentali, che vedono nell’adesione all’Unione una garanzia di stabilità e sviluppo.
Secondo Kallas, l’allargamento non è solo una questione burocratica o economica, ma uno strumento geopolitico fondamentale, definito “l’antidoto all’imperialismo russo”. Integrare i Paesi vicini significa, nella sua visione, sottrarli a influenze esterne destabilizzanti e creare una cintura di sicurezza e valori condivisi ai confini dell’Unione. Per rafforzare questo punto, ha citato un sondaggio secondo cui persino “oltre il 40% dei canadesi sono interessati a entrare nell’Unione Europea”, un dato provocatorio usato per sottolineare l’appeal globale del progetto europeo.
La Necessità di Riforme: “L’Europa a volte è troppo lenta”
Tuttavia, Kallas non ha nascosto le debolezze strutturali dell’Unione. Facendo eco alle parole del presidente francese Emmanuel Macron a Davos, ha ammesso che “l’Europa a volte è troppo lenta e ha bisogno di essere riformata”. Questo riconoscimento è cruciale: per accogliere nuovi membri e per agire con efficacia sulla scena mondiale, l’UE deve rivedere i propri meccanismi decisionali. Il riferimento è, in particolare, alla regola dell’unanimità in politica estera, che spesso paralizza l’azione comune a causa del veto di un singolo Stato membro.
Questa spinta riformista è vista come una condizione indispensabile per rendere l’allargamento sostenibile e per permettere all’UE di assumere quel “ruolo più forte nel mondo” che i suoi stessi cittadini, come dimostrano i sondaggi, le chiedono di avere. Si tratta di difendere i valori democratici, proteggere i cittadini e contribuire al progresso globale.
Risposta agli Alleati e Visione Futura
L’intervento di Kallas è stato anche una risposta, a tratti ironica, a certe critiche provenienti dagli Stati Uniti. In particolare, ha replicato alle osservazioni sulla libertà di stampa, ricordando come i Paesi europei si classifichino molto più in alto degli USA negli indici internazionali. Pur riaffermando la solidità dell’alleanza transatlantica, il messaggio è stato inequivocabile: l’Europa è consapevole della propria identità e non accetta lezioni gerarchiche. “Sappiamo assolutamente chi siamo e ciò per cui ci battiamo”, ha concluso con fermezza.
In un altro passaggio del suo intervento a Monaco, l’Alto Rappresentante ha anche sferrato un duro attacco alla Russia, definendola “non una superpotenza” ma un Paese con “un’economia a pezzi” e scollegato dai mercati energetici europei. Ha avvertito che la minaccia più grande ora è che Mosca possa ottenere al tavolo dei negoziati più di quanto abbia ottenuto sul campo di battaglia, sottolineando la necessità per l’Europa di avere un ruolo centrale in qualsiasi trattativa di pace.
In conclusione, la Conferenza di Monaco ha visto un’Europa, attraverso la voce di Kaja Kallas, rivendicare con forza il proprio ruolo e la propria identità. Lungi dall’essere un continente in declino, l’UE si presenta come un polo di attrazione e un attore globale che, pur consapevole delle proprie lentezze, è determinato a riformarsi per affrontare le sfide del futuro e continuare a essere un faro di democrazia e prosperità.
