AOSTA – Un evento di caratura internazionale approda nelle sale espositive del Museo Archeologico Regionale di Aosta, portando alla luce, per la prima volta in Italia, l’opera raffinata e complessa di Grigory Gluckmann (1898-1973). Dal 28 febbraio al 2 giugno 2026, la mostra “Tra luce e grazia” offrirà al pubblico un’occasione imperdibile per scoprire un artista che ha attraversato le correnti artistiche e le turbolenze del Novecento con uno sguardo unico e profondamente personale. L’esposizione, curata con maestria da Valeria Gorbova e Daria Jorioz, presenta una selezione di 35 dipinti che ripercorrono la vicenda umana e artistica di questo pittore americano di origine bielorussa, la cui carriera è un vero e proprio romanzo di migrazioni culturali.
Un artista in fuga: dall’Impero Russo agli Stati Uniti
La vita di Grigory Gluckmann è un riflesso delle grandi narrazioni storiche del XX secolo. Nato a Polotsk, allora parte dell’Impero Russo, la sua formazione artistica inizia alla prestigiosa Scuola di Pittura, Scultura e Architettura di Mosca. Tuttavia, gli sconvolgimenti della Rivoluzione lo costringono a un esilio che segnerà profondamente la sua esistenza e la sua arte. Nel 1920 emigra a Berlino, per poi trovare in Italia, e in particolare a Firenze nel 1924, una tappa fondamentale per la sua maturazione stilistica. Immergendosi nello studio dei maestri del Rinascimento, Gluckmann adotta una tecnica pittorica rara per il suo tempo: la pittura a olio su tavola lignea. Questa scelta, in netta controtendenza rispetto alle avanguardie dell’epoca, conferirà alle sue opere quella superficie smaltata, preziosa e luminosa che diventerà la sua cifra distintiva.
Il suo percorso lo porta poi a Parigi, all’epoca epicentro artistico mondiale. Qui, il suo talento viene rapidamente riconosciuto: il debutto alla Galerie Druet è un successo di critica e pubblico, e negli anni Venti e Trenta espone regolarmente nei più importanti saloni parigini, dall’Automne alle Tuileries. Nel 1937, la sua arte viene consacrata con la Medaglia d’Oro al Salon di Parigi, uno dei massimi riconoscimenti. Ma la storia bussa di nuovo alla sua porta: lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale lo costringe a un nuovo esilio. Dopo un periodo nel sud della Francia, nel 1941 emigra negli Stati Uniti, grazie anche all’aiuto del celebre violinista Jascha Heifetz, che diventerà uno dei suoi maggiori collezionisti. Si stabilisce prima a New York e poi a Los Angeles, dove continuerà a dipingere e a esporre fino alla sua morte, nel 1973.
Il percorso espositivo: un viaggio tematico nell’universo di Gluckmann
La mostra aostana è strutturata in cinque sezioni tematiche, pensate per guidare il visitatore alla scoperta delle diverse sfaccettature della sua produzione artistica, sfuggendo a una rigida classificazione cronologica per privilegiare un’analisi più profonda dei suoi soggetti prediletti.
- Caffè e interni: Questa sezione esplora le atmosfere intime e sospese della vita parigina. Opere come Rêverie (Due donne al caffè) e Un angolo di Parigi rivelano la sua abilità nel catturare la vita notturna e gli interni dei caffè, luoghi di socialità ma anche di malinconica solitudine.
- Infanzia: Uno sguardo delicato e partecipe sul mondo dei bambini, colto nella sua spontaneità e nei suoi momenti di gioco e riflessione.
- La danza: Un tema caro a Gluckmann, che a un primo sguardo potrebbe ricordare Edgar Degas. Tuttavia, l’artista bielorusso si concentra meno sulla performance e più sui momenti di attesa, dietro le quinte, rivelando la fragilità interiore e la stanchezza delle ballerine in opere come Grandi aspettative.
- L’eco del classico: Qui emerge con forza l’influenza del Rinascimento italiano. Nudi femminili sensuali e composizioni armoniose mostrano come Gluckmann abbia saputo rielaborare la lezione dei grandi maestri del passato con una sensibilità moderna.
- Frammenti di vita: Una raccolta di scene quotidiane, ritratti e momenti fugaci che testimoniano la sua capacità di osservazione e la sua profonda umanità, cercando l’armonia anche nei traumi della storia.
Tra Modernismo e Rinascimento: uno stile inconfondibile
Ciò che rende Grigory Gluckmann un artista unico nel panorama del Novecento è la sua straordinaria capacità di sintesi. Come sottolineato dalle curatrici, la sua pittura oscilla continuamente tra passato e presente. Da un lato, assorbe le innovazioni del modernismo francese, la libertà compositiva e l’attenzione per la vita urbana; dall’altro, rimane fedele all’eredità rinascimentale italiana, ricercando la perfezione formale, la grazia delle figure e una luce quasi metafisica. La sua pittura, lontana da ogni spettacolarizzazione, offre una visione intima e profonda del mondo, un ponte tra culture diverse che riflette la sua stessa biografia di esule.
Informazioni pratiche per la visita
La mostra “Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia” sarà aperta al pubblico dal 28 febbraio al 2 giugno 2026 presso il Museo Archeologico Regionale di Aosta, in Piazza Roncas 12. L’inaugurazione ufficiale si terrà venerdì 27 febbraio alle ore 18. Gli orari di apertura sono dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, con chiusura settimanale il lunedì. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 8 euro (intero) e 6 euro (ridotto). Per l’occasione è stato pubblicato un catalogo bilingue (italiano-francese) edito da Mandragora, con approfondimenti critici delle curatrici.
