Dalle aule del talent show più seguito d’Italia al palco più prestigioso della canzone italiana, passando per un bagno di folla di 70mila persone. Potrebbe essere la trama di un romanzo di formazione, invece è la cronaca di un anno straordinario, quello di Nicolò Filippucci, il giovane cantautore umbro che a soli 19 anni sta tracciando una rotta luminosa nel firmamento della musica italiana. Un percorso fatto di talento, determinazione e un’autenticità disarmante, che lo ha portato a conquistare il pass per le Nuove Proposte del Festival di Sanremo e a preparare il suo primo concerto da protagonista a Milano.

Un’ascesa inarrestabile: da “Amici” al Circo Massimo

Il nome di Nicolò Filippucci ha iniziato a risuonare con forza tra il grande pubblico grazie alla sua partecipazione al talent “Amici” di Maria De Filippi. All’interno della scuola, si è distinto non solo per le sue doti vocali, ma anche per una spiccata sensibilità nella scrittura, firmando inediti come “Non mi dimenticherò”, “Yin e Yang” e “Cuore bucato”. Questi brani, raccolti nel suo primo EP ufficiale “Un’ora di follia”, pubblicato nel maggio del 2025, hanno rivelato un artista capace di esplorare le complesse sfumature dei sentimenti con una maturità sorprendente.

L’eco del suo talento ha superato rapidamente i confini televisivi, portandolo a calcare palchi importanti. L’apice di questa prima fase della sua carriera è stata senza dubbio l’apertura del concertone di Capodanno al Circo Massimo di Roma, dove ha avuto l’opportunità di esibirsi di fronte a una marea di 70mila persone, un’esperienza che ha segnato un punto di svolta nel suo percorso.

“Laguna”: il brano dei record che apre le porte di Sanremo

La consacrazione definitiva è arrivata con la vittoria a Sanremo Giovani, che gli ha garantito un posto tra le Nuove Proposte del Festival. Il brano che ha convinto la giuria e il pubblico è “Laguna”, una power ballad intensa e viscerale che ha già dimostrato di avere tutte le carte in regola per diventare una hit. A testimoniarlo sono i numeri: già a Natale, il singolo ha superato il milione di streaming su Spotify, un traguardo che lo ha reso il primo tra i giovani in gara a raggiungere tale cifra.

“È un pezzo a cui tengo, che mi piace tanto, è anche molto riflessivo, molto introverso e racconta anche un po’ una parte di me”, ha dichiarato Filippucci in un’intervista all’ANSA. “Laguna” non è solo una canzone, ma un manifesto della sua poetica musicale: un brano “vero, sincero”, che incarna la chiave della sua musica. Il pezzo, che fa da apripista al suo prossimo progetto discografico in uscita in primavera, esplora la metafora delle onde come ricordi d’amore che riaffiorano, in un dialogo costante tra luce e ombra, melodia e malinconia.

Radici e influenze: un DNA musicale

Originario di Corciano, in provincia di Perugia, Nicolò Filippucci ha la musica nel sangue. Ispirato da una famiglia in cui l’arte delle sette note è di casa – con una madre appassionata di canto, un nonno che scriveva canzoni per lo Zecchino d’Oro e un fratello, Jacopo, dedito alla musica elettronica – ha iniziato il suo percorso musicale fin da bambino. Ha studiato chitarra dall’età di sette anni e a nove è entrato nel coro di voci bianche del Conservatorio Morlacchi di Perugia.

Il suo background musicale è un crogiolo di influenze diverse. Nell’Olimpo dei suoi idoli figurano giganti internazionali come Michael Jackson, Stevie Wonder e i Queen. Ma forte è anche il legame con la tradizione italiana, con un’ammirazione profonda per artisti del calibro di Giorgia, Tiziano Ferro, Marco Mengoni e per il cantautorato di Francesco Guccini. Un bagaglio culturale ricco e variegato che si riflette nella sua capacità di spaziare tra generi e stili.

Il primo live a Milano e lo sguardo al futuro

Con l’emozione per l’imminente debutto all’Ariston, Filippucci guarda già oltre. Il 13 aprile è infatti in programma il suo primo concerto ufficiale a Milano, ai Magazzini Generali. Un evento, intitolato “La prima volta insieme”, che segna un ulteriore, importante passo nella sua carriera, il primo vero banco di prova personale dopo le grandi platee televisive e degli eventi di massa.

Nonostante la giovane età e il vortice di successi, Nicolò mantiene i piedi per terra. Vive l’agitazione per Sanremo non come uno scoglio, ma come “un’opportunità di cui sono molto grato e una bellissima esperienza”. Una maturità che si riflette anche nelle sue parole sulla generazione post-Covid, in cui vede “tanta voglia di fare e magari di cercare di migliorare le cose”.

Infine, interrogato su temi più ampi come il rapporto tra musica e politica, in riferimento alle polemiche sull’Eurovision, Filippucci esprime una visione chiara: “Secondo me la musica in un certo senso va oltre la politica… La cosa molto bella della musica è il fatto che ci si può esprimere liberamente, e speriamo che rimanga tale. Anche all’Eurovision non credo sia brutto portare un messaggio contro la guerra”. Parole che delineano il profilo di un artista consapevole, pronto non solo a cantare le sue emozioni, ma anche a usare la sua voce per veicolare messaggi di pace e riflessione.

Di euterpe

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