NISCEMI (CALTANISSETTA) – Un’intera giornata sul campo, tra le ferite ancora aperte di una terra che continua a muoversi. Il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, ha guidato personalmente un meticoloso e prolungato sopralluogo nell’area colpita dalla devastante frana di Niscemi. Accompagnato da un team di tre consulenti tecnici nominati dalla Procura, il magistrato ha esteso il raggio delle verifiche ben oltre il perimetro inizialmente considerato, in una corsa contro il tempo per comprendere la reale portata di un disastro che si rivela, ora dopo ora, più vasto e complesso del previsto.

L’inchiesta, aperta per il reato di disastro colposo, entra così in una fase cruciale. L’evidenza emersa dai primi rilievi è netta: il fronte dello smottamento supera ampiamente i cinque chilometri inizialmente identificati, costringendo gli investigatori a ridisegnare la mappa del rischio e ad allargare le analisi a una porzione di territorio molto più significativa.

Ispezioni aeree e tecnologie all’avanguardia per svelare la verità

La morfologia del disastro impone un cambio di strategia investigativa. Gli smottamenti hanno letteralmente ridisegnato il paesaggio, creando profondi canyon e rendendo inaccessibili via terra vaste aree cruciali per le indagini. Per questo motivo, la Procura ha disposto il sorvolo delle zone più impervie con un elicottero della Polizia di Stato, equipaggiato con telecamere ad alta risoluzione. Questa attività aerea, già in parte effettuata, è stata definita “fondamentale” dal procuratore Vella per ottenere una visione d’insieme del gigantesco fenomeno franoso. Il materiale video acquisito, di eccezionale dettaglio, è ritenuto di “grande interesse” per ricostruire il modello geologico della frana e, soprattutto, per individuarne le cause scatenanti.

In una mossa investigativa del tutto sperimentale per un caso di questa natura, la Procura si avvarrà anche dell’intelligenza artificiale. Questo strumento innovativo, sviluppato in collaborazione con la Polizia di Stato, permetterà di analizzare l’evoluzione del territorio nel corso degli anni, osservando le modifiche dei luoghi con un dettaglio che arriva alle singole particelle catastali, strade ed edifici. Un modo per tornare indietro nel tempo e cercare eventuali segnali premonitori o interventi umani che possano aver contribuito al disastro.

Il rischio isolamento e l’allarme sulla viabilità

Le preoccupazioni non si limitano al fronte della frana. Durante le ispezioni è emerso un nuovo, gravissimo allarme: il rischio concreto che possa essere interessata una parte del tracciato della Strada Provinciale 11, attualmente l’unica via di collegamento rimasta per Niscemi. La Procura ha immediatamente condiviso queste criticità con il Centro Operativo Comunale (COC) e il Centro di Coordinamento dei Soccorsi (CCS) di Caltanissetta, proponendo soluzioni tecniche per mettere in sicurezza l’arteria senza interromperne la circolazione, vitale per l’economia e la sopravvivenza della comunità. Nel frattempo, l’Anas è già al lavoro per ripristinare altre strade provinciali danneggiate e creare una viabilità alternativa.

Un passato di fragilità e le prossime tappe dell’indagine

Quella di Niscemi è una storia di fragilità geologica nota da tempo. Il territorio, caratterizzato da strati di sabbia poggianti su argille impermeabili, è storicamente soggetto a fenomeni franosi. Già nell’ottobre del 1997, un’altra vasta frana colpì la stessa zona, portando all’evacuazione di centinaia di persone e alla demolizione di decine di case. Gli esperti oggi sottolineano come la probabilità di un nuovo evento fosse altissima, aggravata da fattori come le intense precipitazioni e un sistema di drenaggio delle acque considerato insufficiente.

L’indagine della Procura di Gela, guidata da un pool di tre Pubblici Ministeri, proseguirà senza sosta. A partire da lunedì, inizieranno le audizioni delle prime persone informate sui fatti. Si tratta prevalentemente di tecnici, la cui testimonianza sarà fondamentale per ricostruire la catena di eventi, le decisioni prese e le eventuali omissioni. Parallelamente, continuerà l’acquisizione di documenti presso gli uffici competenti. L’obiettivo è chiaro: fare piena luce sulle cause e accertare ogni possibile responsabilità in una tragedia che ha segnato profondamente una comunità intera.

Di veritas

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