Roma – Una giornata di alta tensione sul fronte dei trasporti si è conclusa con un rinvio, ma non con una pace. Lo sciopero del settore aereo, proclamato per il 16 febbraio in piena concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, è stato differito al 26 febbraio. Una decisione sofferta, arrivata solo in serata dopo un lungo braccio di ferro tra le sigle sindacali e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, culminato con l’annuncio di quest’ultimo di voler procedere con la precettazione. La mossa del ministro ha di fatto costretto i sindacati a fare un passo indietro, pur ribadendo con forza le ragioni della protesta.
Le Ragioni dello Scontro: Contratti Scaduti e Trattative al Palo
Alla base della mobilitazione, proclamata già a dicembre, vi è una questione annosa e sentita dai lavoratori del comparto: il mancato rinnovo del contratto nazionale e di diversi contratti aziendali, scaduti ormai da mesi, in alcuni casi da oltre 20. Le organizzazioni sindacali, tra cui Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta, Anpac, Anp, Usb e Cub, lamentano l’assenza di risposte concrete da parte delle aziende, definite “sorde alle legittime istanze” dei lavoratori. Lo sciopero del 16 febbraio avrebbe coinvolto il personale di compagnie di primo piano come Ita Airways, EasyJet e Vueling, mentre un’ulteriore agitazione, prevista per il 7 marzo, avrebbe interessato il personale Enav di Roma.
Fabrizio Cuscito, coordinatore nazionale della Filt Cgil, ha sottolineato come le aziende non abbiano “posto condizioni per ritirare” lo sciopero, invitando il ministro Salvini a usare “la stessa forza e gli stessi muscoli nei confronti delle aziende che non rinnovano i contratti”. Gli fa eco Marco Verzari, segretario generale della Uiltrasporti, che ha parlato di una protesta “in piedi da oltre 20 mesi”, respingendo le accuse di irresponsabilità e rivendicando invece la “responsabilità verso le lavoratrici e i lavoratori”.
L’Intervento del Governo: la Precettazione per “Tutelare l’Immagine dell’Italia”
La giornata è stata scandita da un incontro al Ministero dei Trasporti che si è concluso con un nulla di fatto, confermando la distanza tra le parti. Di fronte all’intransigenza dei sindacati, che avevano già ignorato la richiesta del Garante degli scioperi di rinviare le agitazioni, il vicepremier Salvini ha deciso di passare all’azione. “Precettiamo per evitare lo sciopero aereo per le Olimpiadi e le Paralimpiadi per non danneggiare un’immagine di positività e di efficienza che l’Italia sta dando grazie al lavoro di tutti”, ha dichiarato il ministro. Salvini ha sottolineato di agire in linea con quanto richiesto dalla Commissione di Garanzia e permesso dalla legge, con l’obiettivo di “garantire il diritto allo sciopero ma non durante lo svolgimento di una manifestazione che due miliardi di persone stanno guardando”.
Il ministro ha inoltre promesso la convocazione di un tavolo di confronto sul rinnovo dei contratti e sul Piano nazionale degli aeroporti, ma solo dopo la conclusione delle Paralimpiadi, legando di fatto la risoluzione delle vertenze alla “tregua” olimpica.
Le Reazioni: Landini (CGIL) contro Salvini, Sindacati costretti al Rinvio
La replica delle parti sociali non si è fatta attendere. Dura la reazione del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini: “Non c’è sciopero che non tenti di precettare”. Landini ha accusato il governo di non aver voluto affrontare il problema per tempo, nonostante lo sciopero fosse stato proclamato a dicembre. “Se avesse voluto, aveva tutto il tempo di risolvere la situazione”, ha affermato, sottolineando come le ragioni della protesta risiedano nelle mancate risposte su contratti e condizioni di lavoro.
Nonostante la ferma opposizione, in serata è arrivata la comunicazione ufficiale: i sindacati, “in ottemperanza all’ordinanza di oggi del Ministero dei trasporti”, hanno deciso di differire lo sciopero. Una mossa che, se da un lato scongiura il caos nei cieli durante un evento di portata mondiale, dall’altro non placa gli animi e rimanda semplicemente un confronto che si preannuncia ancora molto acceso. La nuova data da segnare sul calendario è ora quella del 26 febbraio 2026.
