Cala il sipario su una settimana intensa per Piazza Affari, con l’ultima seduta che consegna agli archivi un bilancio decisamente negativo per il listino principale. L’indice Ftse Mib ha infatti terminato le contrattazioni in calo dell’1,71%, attestandosi a quota 45.430 punti. Una chiusura in rosso maturata in un contesto di scambi vivaci, che hanno superato i 4,8 miliardi di euro di controvalore, a testimonianza di una giornata nervosa e ricca di spunti operativi.

Tuttavia, in un quadro prevalentemente negativo per l’azionario, emerge un segnale in controtendenza dal mercato obbligazionario. Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi si è ridotto, scendendo a 60,9 punti base. Questo restringimento del differenziale di rendimento, considerato un importante termometro della fiducia degli investitori verso il debito italiano, è stato accompagnato da un calo dei tassi: il rendimento del Btp a dieci anni è sceso al 3,36%, mentre quello del Bund tedesco si è attestato al 2,75%.

La tempesta sul settore bancario

A pesare in maniera determinante sull’andamento del Ftse Mib è stata la performance negativa del comparto bancario, oggetto di vendite diffuse per tutta la durata della seduta. La maglia nera spetta a Bper Banca, che ha registrato un crollo del 5,72%. Pesanti anche le perdite per la Popolare di Sondrio (-4,49%), Banco Bpm (-4,43%), Unicredit (-3,79%) e Intesa Sanpaolo (-2,58%). Hanno contenuto maggiormente i danni, pur chiudendo in territorio negativo, Mps (-1,89%) e Mediobanca (-1,75%). Questa ondata di vendite suggerisce un crescente nervosismo degli operatori riguardo le prospettive del settore, in un contesto macroeconomico che continua a presentare diverse incognite.

Le storie del giorno: da Inwit a Interpump

Non sono mancate le storie di singoli titoli che hanno catalizzato l’attenzione del mercato, nel bene e nel male.

  • Inwit in orbita: In netta controtendenza, la società delle torri di telecomunicazione ha spiccato il volo, chiudendo con un guadagno del 5,16%. A innescare gli acquisti sono state le indiscrezioni, riportate dalla stampa francese, relative a un presunto interesse del fondo Ardian, che starebbe valutando un’operazione per salire al 100% del capitale e procedere con il delisting del titolo da Piazza Affari.
  • Il crollo di Interpump: Giornata da dimenticare per Interpump, che è sprofondata del 18,31% tra i titoli a minor capitalizzazione. La reazione violentissima del mercato è seguita alla pubblicazione dei conti del 2025 e, soprattutto, alle stime prudenti fornite dal management per il prossimo triennio, che hanno deluso le aspettative degli investitori.
  • Prysmian, l’effetto dazi: Seduta debole anche per Prysmian (-2,72%). Il titolo del gruppo dei cavi non è riuscito a beneficiare della notizia di una nuova importante commessa in Francia da oltre mezzo miliardo di euro. A pesare sono stati i timori legati a un possibile taglio dei dazi statunitensi sull’alluminio, una mossa che, secondo gli analisti, potrebbe favorire i concorrenti internazionali e penalizzare le attività locali di Prysmian negli USA.
  • Prese di beneficio su Fincantieri: Dopo il rally della vigilia, scatenato dalla presentazione del nuovo piano industriale 2026-2030, Fincantieri (-1,82%) ha subito le prese di beneficio degli investitori. Il piano prevede, tra le altre cose, il possibile ritorno al dividendo a partire dal 2028.

I titoli in controtendenza e il settore utility

Nonostante il clima generale di avversione al rischio, alcuni titoli sono riusciti a chiudere la settimana con il segno più. Tra questi si segnalano Tenaris (+2,45%), Tim (+2,16%), Buzzi (+1,81%) e Leonardo (+1,54%). Bene anche alcuni titoli del settore utility, che hanno mostrato andamenti contrastati: positive Snam (+1,19%) e Terna (+0,95%), con quest’ultima che ha aggiornato i suoi massimi storici a 9,97 euro, mentre Eni ha registrato un modesto rialzo (+0,45%) e Enel ha chiuso in netto calo (-2,9%).

Tra i titoli a minor capitalizzazione, si segnalano infine i balzi di Ops Retail (+6,36%) e Datalogic (+5,85%), che si sono distinti in una giornata altrimenti difficile per i listini.

Di atlante

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