Il mondo dorato di Hollywood torna a mostrare le sue ombre più cupe con una serie di eventi drammatici che hanno coinvolto giovani attori, un tempo celebrati come promesse del cinema e della televisione. Le recenti, premature scomparse di Blake Garrett e Kianna Underwood, entrambe all’età di 33 anni, insieme alla difficile situazione di Tylor Chase, hanno riacceso il dibattito sulle pressioni e le insidie che attendono le ex star bambine una volta che la fama svanisce.
La prematura scomparsa di Blake Garrett
L’8 febbraio, la notizia della morte di Blake Garrett ha scosso l’opinione pubblica. Divenuto famoso a 13 anni per il suo ruolo nella commedia familiare del 2006 “Come mangiare vermi fritti”, Garrett è stato trovato senza vita nella sua casa a Tulsa, in Oklahoma. La causa ufficiale del decesso non è ancora stata resa nota e la famiglia è in attesa dei risultati dell’autopsia.
Secondo quanto raccontato dalla madre Carol a TMZ, l’ex attore si era recato al pronto soccorso la settimana precedente a causa di forti dolori, dove gli era stato diagnosticato l’herpes zoster, comunemente noto come “fuoco di Sant’Antonio”. La madre ha espresso il timore che il figlio, che in passato aveva lottato e superato problemi di dipendenza, possa aver tentato di “automedicarsi” per alleviare il dolore lancinante causato dall’infezione, suggerendo che la morte potrebbe essere stata un tragico incidente. Nato in Texas nel 1992, Garrett aveva iniziato a recitare a otto anni in teatro, ma dopo il successo cinematografico si era allontanato dalle scene.
La tragica fine di Kianna Underwood, ex stella di Nickelodeon
Poche settimane prima della morte di Garrett, un’altra tragedia aveva colpito il mondo delle ex giovani star. Kianna Underwood, anche lei 33enne e nota per le sue apparizioni sulla rete per ragazzi Nickelodeon, è stata uccisa in un drammatico incidente a New York. L’attrice è stata travolta e uccisa da due veicoli a Brooklyn in un incidente “mordi e fuggi” nelle prime ore del mattino. Entrambi i conducenti hanno abbandonato la scena del crimine e non sono ancora stati identificati.
La Underwood aveva raggiunto la popolarità partecipando alla decima stagione della serie comica “All That” e prestando la voce al personaggio di Fuchsia nella serie animata “Little Bill”. Tuttavia, negli ultimi anni, la sua vita aveva preso una piega difficile. L’ex collega Angelique Bates aveva rivelato già nel 2023, attraverso un video sui social media, che Kianna viveva come senzatetto a New York, lanciando un appello, rimasto inascoltato, per aiutarla. Bates ha espresso profondo dolore per la morte dell’amica, sottolineando come in molti l’avessero abbandonata.
La lotta di Tylor Chase per la sopravvivenza
A completare questo quadro desolante, vi è la continua battaglia di Tylor Chase, 36enne, un altro volto noto di Nickelodeon per il suo ruolo nella serie “Ned – Scuola di sopravvivenza”. Di recente, l’interesse mediatico si è riacceso su di lui dopo la diffusione di video che lo mostravano in condizioni precarie, fisiche e psicologiche, mentre vagava per le strade di Riverside, in California. Chase lotta da tempo con problemi di dipendenza e gli è stato diagnosticato un disturbo bipolare e schizofrenia.
Nonostante gli appelli e le offerte di aiuto, anche da parte di ex colleghi come Shaun Weiss, protagonista di “Stoffa da campioni”, Chase ha finora rifiutato gran parte del supporto offerto, compresi i trattamenti medici e un alloggio stabile. Secondo le ultime notizie, l’attore avrebbe accettato solo di dormire sotto il portico della casa della madre, che descrive la situazione come un modo per tenerlo vicino pur mantenendo dei confini. La polizia di Riverside ha confermato di essere in contatto con Chase quasi settimanalmente, ma ha sottolineato che la scelta di accettare aiuto spetta in ultima analisi a lui.
Il lato oscuro della fama precoce
Queste storie, seppur diverse nelle loro tragiche specificità, evidenziano un modello preoccupante che affligge molte ex star bambine. La pressione di una fama improvvisa e spesso travolgente, la difficoltà di gestire il successo e le aspettative, e il brusco ritorno all’anonimato una vez terminata la popolarità, possono creare un cocktail devastante. Problemi di salute mentale, abuso di sostanze e difficoltà a reintegrarsi in una vita “normale” sono purtroppo comuni.
L’industria dell’intrattenimento, spesso accusata di sfruttare i giovani talenti per poi abbandonarli al loro destino, si trova ancora una volta sotto esame. Le vicende di Garrett, Underwood e Chase sollevano interrogativi urgenti sulla necessità di maggiori tutele e di un sistema di supporto psicologico e finanziario a lungo termine per coloro che entrano in questo mondo in età così vulnerabile.
