Cortina d’Ampezzo – Il boato del pubblico, le lacrime di gioia che si mescolano alla neve e una medaglia d’oro al collo, pesante come la storia che racconta. Federica Brignone, nella splendida cornice di Casa Italia a Cortina, si presenta incredula, quasi sopraffatta dall’emozione di un trionfo che ha il sapore della leggenda. “Sono ancora incredula, mai avrei potuto credere di vincere un oro”, sono le sue prime parole, che racchiudono un percorso di sofferenza, sacrificio e, infine, di gloria indimenticabile alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.

Una Gara ai Limiti della Perfezione

Sull’Olympia delle Tofane, in condizioni di visibilità non perfette che hanno reso il tracciato ancora più insidioso, Federica Brignone ha disegnato una traiettoria magistrale. Partita con il pettorale numero 6, ha fermato il cronometro sul tempo di 1:23.41, lasciandosi alle spalle la francese Romane Miradoli, argento a +0.41, e l’austriaca Cornelia Huetter, bronzo a +0.52. Una discesa interpretata con intelligenza tattica e un coraggio da leonessa, un mix di controllo e aggressività che le ha permesso di fare la differenza nei punti chiave del percorso. “Ho pensato a sciare, ho cercato di fare il mio massimo, ho detto ‘o la va o la spacca’ ma non pensavo di poter vincere l’oro”, ha confessato l’azzurra, svelando la mentalità con cui ha affrontato la gara più importante.

Il Calvario dell’Infortunio e la Rinascita

Questa medaglia d’oro non è solo il culmine di una prestazione sportiva eccezionale, ma rappresenta la fine di un incubo. Meno di un anno fa, il 3 aprile 2025, durante i Campionati Italiani, una terribile caduta le aveva procurato la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alla lesione del legamento crociato. Un infortunio devastante che aveva fatto temere per il proseguo della sua carriera. “Non sapevo neanche se sarei tornata a fare l’atleta dopo l’incidente”, ha sottolineato Federica, ricordando i lunghi e difficili mesi della riabilitazione. Un percorso durato 315 giorni, fatto di dolore, fisioterapia e una forza di volontà incrollabile, con oltre 100 giorni passati al J Medical di Torino per recuperare. “È stato un percorso difficile, penso di aver fatto pochi giorni totalmente positivi”, ha ammesso, rivelando le difficoltà anche psicologiche di un recupero che sembrava una montagna impossibile da scalare.

Una Vittoria per la Storia dello Sci Italiano

Con questo trionfo, Federica Brignone entra di diritto nell’Olimpo dello sci italiano e mondiale. Diventa la prima sciatrice italiana a poter vantare nel suo palmarès un titolo olimpico, un titolo mondiale e la Coppa del Mondo generale. Questa è la sua quarta medaglia olimpica in carriera, la prima del metallo più prezioso, che si aggiunge all’argento e al bronzo di Pechino 2022 e al bronzo di Pyeongchang 2018. Un successo che ha emozionato l’Italia intera, a partire dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presente al parterre per assistere all’impresa.

La valdostana, portabandiera dell’Italia in questa edizione dei Giochi, ha incarnato alla perfezione lo spirito olimpico, dimostrando una resilienza e una determinazione che vanno oltre il risultato sportivo. “Mi sento orgogliosa, una privilegiata, fortunata a essere qui”, ha concluso, con la voce rotta dall’emozione, celebrando non solo una vittoria, ma il privilegio di aver potuto lottare per essa.

La sua impresa è una lezione di vita, la dimostrazione che con la passione, la dedizione e il coraggio di non arrendersi, anche i sogni più impensabili possono diventare realtà. Cortina oggi celebra la sua regina, una campionessa capace di trasformare il dolore nella gioia più pura, dipingendo d’oro il cielo e il cuore di un’intera nazione.

Di nike

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