Roma – Un grido d’allarme si è levato dalle aule di Palazzo San Macuto, sede della Commissione parlamentare per la semplificazione. A lanciarlo è Confesercenti, che, durante un’audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla semplificazione e trasparenza dei contratti pubblici, ha dipinto un quadro preoccupante della realtà vissuta quotidianamente dalle micro, piccole e medie imprese (PMI) italiane. Contratti incomprensibili, clausole capestro e un’aggressività commerciale che sfocia nel “telestalking”: queste le principali criticità che ostacolano la crescita e la competitività del tessuto produttivo nazionale.
Microimprese: i “consumatori” dimenticati del mercato
Uno dei punti più qualificanti dell’intervento di Confesercenti è stata l’equiparazione di fatto delle microimprese ai consumatori quando si interfacciano con i grandi gestori di servizi essenziali. Energia, gas, telecomunicazioni, trasporti: in questi settori, le piccole realtà imprenditoriali si trovano a fronteggiare condizioni contrattuali standardizzate, non negoziabili e redatte in un linguaggio tecnico-giuridico spesso inaccessibile. “L’esperienza ci mostra come molte microimprese si trovino nella medesima condizione dei consumatori”, ha sottolineato l’associazione, evidenziando come questa asimmetria di potere contrattuale porti le imprese a subire passivamente condizioni che non hanno la possibilità di valutare o influenzare.
Le conseguenze sono tangibili e dannose:
- Penali sproporzionate: Sanzioni economiche eccessive in caso di recesso anticipato o di inadempienze anche minime.
- Obblighi informativi onerosi: Richieste di dati e comunicazioni che appesantiscono la già complessa gestione aziendale.
- Modifiche unilaterali: Variazioni delle condizioni contrattuali comunicate con preavvisi insufficienti, che non lasciano il tempo per una valutazione adeguata o per la ricerca di alternative.
Questa situazione, secondo Confesercenti, richiede l’introduzione di “forme di tutela” specifiche, che riconoscano la vulnerabilità di queste imprese e garantiscano un riequilibrio dei rapporti di forza.
L’incubo del “Telestalking” e delle pratiche commerciali aggressive
Un altro fenomeno in crescita, che incide pesantemente sulla vita delle microimprese, è quello delle pratiche commerciali scorrette, con un’enfasi particolare sul cosiddetto “telestalking”. Settori come l’energia e le telecomunicazioni sono diventati un terreno fertile per operatori commerciali che utilizzano metodi al limite della legalità per acquisire nuovi clienti.
Le imprese denunciano un vero e proprio assalto telefonico, caratterizzato da:
- Chiamate insistenti: Contatti ripetuti da parte di operatori non sempre chiaramente identificabili.
- Proposte ambigue: Offerte contrattuali formulate in modo poco trasparente o basate su registrazioni vocali utilizzate in modo improprio.
- Attivazioni non richieste: La stipula di nuovi contratti senza un consenso pieno, informato e verificabile.
- Difficoltà di opposizione: Ostacoli nell’esercitare il diritto di opposizione al telemarketing aggressivo, nonostante gli strumenti normativi esistenti.
Confesercenti ha chiesto con forza un intervento normativo che garantisca la piena tracciabilità e sicurezza delle stipule a distanza e che responsabilizzi maggiormente gli operatori nella vigilanza sulle proprie reti commerciali. È fondamentale, secondo l’associazione, che l’adesione a un contratto avvenga solo sulla base di un “consenso pieno e verificabile”.
Semplificazione e Trasparenza: Leve per la Competitività
L’intervento in Commissione è stato l’occasione per ribadire un principio cardine per Confesercenti: “semplificazione e trasparenza non sono accessori del sistema amministrativo, ma leve fondamentali della competitività del Paese”. Questo vale in particolar modo per i contratti pubblici. Una regolamentazione più lineare, una maggiore coerenza amministrativa e un utilizzo intelligente degli strumenti digitali sono visti come elementi imprescindibili per ridurre gli oneri burocratici che gravano sulle imprese.
Alleggerire il carico della burocrazia non significa solo migliorare l’efficienza, ma anche rafforzare la fiducia nelle istituzioni e costruire un ambiente economico più giusto, prevedibile e favorevole agli investimenti. La richiesta è quella di un quadro normativo che faciliti l’accesso delle PMI agli appalti pubblici, spesso percepiti come un labirinto inaccessibile per chi non dispone di grandi strutture dedicate.
Un Appello al Legislatore
L’audizione di Confesercenti rappresenta un importante campanello d’allarme per il legislatore e le autorità di regolazione. Le micro, piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del sistema economico italiano, chiedono strumenti concreti per poter competere ad armi pari in un mercato sempre più complesso. La tutela dei contraenti più deboli, la lotta alle pratiche commerciali scorrette e una decisa spinta verso la semplificazione burocratica non sono solo richieste di categoria, ma condizioni necessarie per liberare il potenziale di crescita dell’intera economia nazionale.
