PESARO – Un’ombra cupa si allunga sulla sicurezza nazionale e sui Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. La Procura Distrettuale Antimafia di Ancona, sotto la guida della procuratrice Monica Garulli, ha aperto un fascicolo d’indagine contro ignoti per l’incendio che ha devastato una cabina elettrica lungo la linea ferroviaria adriatica a Pesaro, avvenuto all’alba di sabato 7 febbraio. Le ipotesi di reato sono gravissime e delineano uno scenario allarmante: danneggiamento a seguito di incendio, interruzione di pubblico servizio, attentato alla sicurezza dei trasporti e, soprattutto, associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico.

Un Attacco Coordinato in concomitanza con le Olimpiadi

L’episodio di Pesaro non è un caso isolato. Gli inquirenti lavorano sulla pista di un’azione coordinata e premeditata, avvenuta in contemporanea con altri atti di sabotaggio registrati nel nodo ferroviario di Bologna. A Castel Maggiore (Bologna), sono stati rinvenuti due ordigni incendiari rudimentali, costituiti da bottiglie con liquido infiammabile e timer a batteria, uno dei quali è esploso danneggiando i cavi dell’Alta Velocità. La concomitanza degli eventi, avvenuti proprio nel giorno di apertura delle Olimpiadi, ha immediatamente indirizzato le indagini verso la pista di un’azione dimostrativa contro la manifestazione sportiva.

La procuratrice Garulli ha sottolineato la gravità dei fatti, definendoli “eventi particolarmente gravi che hanno non solo una finalità dimostrativa ma che possono mettere a repentaglio la sicurezza degli utenti”. L’obiettivo non sarebbe stato solo quello di creare disagi, ma di attentare alla sicurezza stessa delle infrastrutture e dei passeggeri. I sabotaggi hanno infatti causato il caos sulla rete ferroviaria di mezza Italia, con ritardi che hanno raggiunto picchi di 240 minuti, cancellazioni e disagi per migliaia di viaggiatori.

La Pista Anarchica e la Rivendicazione Online

Poche ore dopo gli attacchi, su alcuni blog di area anarchica sono apparse delle rivendicazioni. In particolare, sul sito ‘La Nemesi’, definito una “piattaforma web di controinformazione anarchica e rivoluzionaria”, è stato pubblicato un messaggio che collega direttamente il sabotaggio di Pesaro alla protesta contro i Giochi Olimpici. “Quest’azione mira a rendere visibili le contraddizioni che si porta con sé lo ‘spettacolo’ delle Olimpiadi”, si legge nel testo, che prosegue criticando i partner ufficiali dell’evento, accusati di speculare “su guerre e devastazione della terra in nome del feroce progresso capitalista”. Un altro post, con lo slogan “Fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce”, era apparso su un diverso blog antagonista.

Questa pista è considerata la più concreta dagli investigatori della Digos, della Polizia Scientifica e della Polfer, che stanno lavorando in stretto coordinamento tra le Procure di Ancona e Bologna. L’analisi dell’ordigno inesploso ritrovato a Castel Maggiore potrebbe fornire elementi cruciali, come impronte digitali o tracce di DNA, per risalire agli autori materiali degli attentati.

Un Fenomeno in Crescita e la Risposta delle Istituzioni

Gli episodi si inseriscono in un contesto di crescente preoccupazione per gli attacchi alle infrastrutture critiche. Dati recenti del Viminale evidenziano un aumento esponenziale di questi atti: nel 2025 si sono registrati 49 casi di sabotaggio alle linee delle Ferrovie dello Stato, in netto aumento rispetto ai 9 del 2024. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha condannato duramente gli eventi, parlando di “attentato premeditato” da parte di chi “vuol male all’Italia” e annunciando che il ministero si costituirà parte civile per chiedere un risarcimento danni milionario una volta individuati i responsabili.

Le indagini proseguono a 360 gradi per fare piena luce su una vicenda che intreccia la cronaca locale con temi di rilevanza nazionale, dalla sicurezza dei trasporti alla minaccia eversiva, gettando un’ombra inquietante su uno dei più importanti eventi internazionali che l’Italia si appresta a ospitare.

Di veritas

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