Avvio di seduta in territorio negativo per Piazza Affari, con l’indice principale Ftse Mib che registra una flessione dello 0,6%. A pesare sul listino milanese sono principalmente le vendite che si sono abbattute sul comparto del risparmio gestito, vero e proprio epicentro delle turbolenze odierne, ma anche le difficoltà di altri settori chiave come quello bancario, assicurativo e della difesa.
Il crollo del risparmio gestito: timori per l’impatto dell’IA
La performance peggiore è senza dubbio quella del settore del risparmio gestito, colpito da un’ondata di vendite che ha affossato i principali titoli. FinecoBank guida i ribassi con una perdita del 5,3%, seguita a stretto giro da Azimut (-4,3%) e Banca Mediolanum (-3,8%). Questo sell-off non sembra legato a notizie societarie specifiche, ma piuttosto a timori più ampi e strutturali che attraversano il settore a livello internazionale. In particolare, il mercato guarda con preoccupazione all’avanzata dell’intelligenza artificiale nel settore dei servizi finanziari. La notizia che Altruist, una startup statunitense, ha lanciato una piattaforma basata sull’IA per la pianificazione fiscale ha scatenato il timore che i modelli di business tradizionali possano essere disintermediati, riducendo la necessità di consulenti finanziari.
Nexi sotto pressione dopo il taglio del target price
Seduta difficile anche per Nexi, che cede il 2,4%. A pesare sul titolo della paytech è stata la decisione di Equita di tagliare il target price a 4 euro per azione, con una revisione del giudizio da “Buy” a “Hold”. Gli analisti della sim milanese hanno espresso una “minore convinzione sui driver di crescita nel medio-lungo termine” e segnalato un “momentum di breve ancora debole”. Tra le preoccupazioni evidenziate ci sono la crescente pressione competitiva da parte di nuovi operatori come Revolut e Adyen, e la necessità di maggiori investimenti per innovare l’offerta in segmenti come le soluzioni software e l’euro digitale. Anche UBS, pur confermando la raccomandazione “buy”, ha limato il prezzo obiettivo da 8 a 7 euro.
Difesa in affanno: pesano le tensioni geopolitiche
Il settore della difesa registra una giornata negativa, con Leonardo e Fincantieri che cedono entrambe l’1,1%. A innervosire gli investitori sono le notizie riportate dal Financial Times riguardo a presunte pressioni da parte degli Stati Uniti sull’Ucraina per indire un referendum su un possibile accordo di pace con la Russia. L’ipotesi di una de-escalation del conflitto, sebbene positiva in termini umanitari, viene letta dai mercati come un potenziale freno per le commesse future del comparto della difesa, che ha beneficiato negli ultimi anni dell’aumento delle tensioni globali.
Debolezza diffusa su banche e assicurazioni
Il clima di incertezza generale si riflette anche sul comparto bancario e assicurativo. Tra le banche, si registrano cali per Intesa Sanpaolo (-1,7%), Mediobanca (-1,2%) e Mps (-0,8%). Anche il settore assicurativo è debole, con Generali che perde l’1,2%. Questa debolezza è parte di un trend più ampio che vede l’intero settore finanziario europeo sotto pressione.
Fuori dal listino principale, prosegue il momento difficile per BFF Bank, che subisce un nuovo tonfo del 5,8%. Il mercato ha accolto con freddezza i conti del 2025, nonostante un utile netto rettificato in crescita. A pesare sono i dubbi sulla visibilità e la prevedibilità della performance operativa futura, oltre alla decisione di non proporre un dividendo per il 2025 per rafforzare la posizione di capitale.
Le note positive: Tim e le utilities in controtendenza
In un quadro prevalentemente negativo, spiccano alcune performance in controtendenza. Tim si distingue con un rialzo del 2,2%, sostenuta dai risultati positivi della controllata Tim Brasil, che continuano a dare fiducia al mercato. Bene anche il comparto delle utilities, tradizionalmente considerato più difensivo in fasi di incertezza. In testa si posizionano Italgas (+1,3%) e A2A (+0,9%). Segno positivo anche per Campari, che avanza dell’1,1%, dimostrando la solidità del suo business anche in un contesto di mercato avverso.
