Una serata magica, quasi irreale, che ha tinto d’oro il cielo sopra Cortina d’Ampezzo e forse anche il futuro degli sport della spinta in Italia. In poco più di un’ora, sulla pista “Eugenio Monti”, l’Italia dello slittino ha scritto una pagina indelebile della sua storia olimpica, conquistando due medaglie d’oro nei doppi. Prima con Andrea Vötter e Marion Oberhofer nel doppio femminile, una disciplina all’esordio assoluto ai Giochi, e poi con l’inaspettato trionfo di Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner in quello maschile. Un’impresa che ha riportato l’Italia sul gradino più alto del podio olimpico nello slittino a 20 anni esatti dall’ultimo oro, quello di un certo Armin Zöggeler a Torino 2006.

E proprio lui, il “Cannibale” delle piste, oggi Direttore Tecnico degli azzurri, non nasconde l’emozione e il peso specifico di questo trionfo. Le sue parole, pronunciate a caldo, sono un misto di gioia e di un appello quasi politico, volto a scongiurare fantasmi del passato: “Non succederà, perché con due ori la politica è obbligata a tenerlo aperto”. Il riferimento, neanche troppo velato, è alla triste sorte della pista di Cesana Pariol, costruita per i Giochi di Torino 2006 e oggi in via di smantellamento. Un monito affinché l’enorme investimento e la ritrovata gloria non si trasformino in un’altra cattedrale nel deserto.

Una doppietta storica che vale il futuro

La portata del successo azzurro è immensa. Per Vötter e Oberhofer si tratta della consacrazione dopo aver dominato il circuito di Coppa del Mondo, diventando le prime campionesse olimpiche in assoluto della specialità. Per Rieder e Kainzwaldner, invece, è un trionfo sorprendente che ha ribaltato ogni pronostico, arrivato grazie a una seconda manche perfetta e a un pizzico di fortuna con l’errore della coppia statunitense. Una serata che ha proiettato l’Italia in alto nel medagliere di Milano Cortina 2026 e ha riacceso i riflettori su una disciplina che ha radici profonde nel nostro Paese, specialmente in Alto Adige.

Ma al di là della gloria sportiva, il vero valore di queste medaglie, come sottolineato da Zöggeler, risiede nella loro capacità di “blindare” il futuro dell’impianto di Cortina. “Adesso una pista in casa vuol dire tanto per il futuro, soprattutto per i giovani e bob, slittino e skeleton”, ha aggiunto il pluricampione. Avere una struttura all’avanguardia sul suolo nazionale significa poter programmare allenamenti, testare materiali e, soprattutto, far crescere un movimento giovanile senza i costi e le difficoltà delle continue trasferte all’estero, una condizione che lo stesso Zöggeler ha vissuto per gran parte della sua carriera.

Il fantasma di Cesana: un errore da non ripetere

Le parole del DT azzurro evocano inevitabilmente il precedente di Cesana Pariol. Costruita per le Olimpiadi del 2006 con un costo di circa 110 milioni di euro, la pista piemontese ha avuto una vita brevissima. Dopo aver ospitato i Giochi, alcune tappe di Coppa del Mondo e i Mondiali del 2011, è stata chiusa nel 2012 a causa degli insostenibili costi di gestione. Nonostante vari tentativi di riapertura, anche in vista di Milano Cortina 2026, il suo destino è segnato: lo smantellamento definitivo è previsto a partire dall’estate del 2026. Un epilogo amaro che rappresenta uno spreco di risorse e un’occasione mancata per lo sport italiano.

Il timore che Cortina potesse seguire la stessa sorte era concreto, alimentato da un iter costruttivo travagliato, ritardi, polemiche e costi lievitati, anche se recentemente ridimensionati grazie a un “progetto light”. I dubbi sulla sostenibilità economica della gestione post-olimpica rimangono, con stime che parlano di perdite significative nei prossimi anni. Tuttavia, la doppia vittoria olimpica assume ora il valore di una potente polizza assicurativa, un argomento quasi inattaccabile per giustificare e sostenere l’operatività dell’impianto nel lungo periodo.

L’eredità dei Giochi: un investimento per le nuove generazioni

Il nuovo Sliding Centre di Cortina, sorto sulle ceneri della storica pista “Eugenio Monti”, teatro dei Giochi del 1956, è stato concepito per avere un’eredità duratura. La struttura non solo proietta nel futuro la tradizione ampezzana negli sport di scivolamento, ma è già stata designata come sede per i Giochi Olimpici Giovanili del 2028. Questo, unito ai successi degli atleti di casa, crea le condizioni ideali per un rilancio del settore.

Zöggeler, che da anni lavora per costruire una nuova generazione di talenti, sa bene quanto sia cruciale questo momento. L’obiettivo è creare un vero e proprio club, andare nelle scuole e dare ai ragazzi la possibilità di avvicinarsi a queste discipline spettacolari ma poco praticate. I trionfi di Vötter, Oberhofer, Rieder e Kainzwaldner diventano così non solo un punto d’arrivo, ma un potentissimo strumento di promozione, capaci di ispirare i campioni di domani. La speranza è che la politica, come auspicato dal “Cannibale”, sappia cogliere questo assist dorato, garantendo che il ghiaccio di Cortina continui a far sognare l’Italia per molti anni a venire, trasformando un costo in un investimento strategico per lo sport nazionale.

Di nike

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