Trento – In una giornata densa di significato istituzionale e culturale, l’Università di Trento ha inaugurato ufficialmente il suo 64° anno accademico, il 2025/2026, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La cerimonia è stata un’occasione per riaffermare i valori fondanti dell’Unione Europea e per lanciare un messaggio di fiducia alle nuove generazioni, vere protagoniste del nostro tempo. In un collegamento video, la Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha dialogato a distanza con gli studenti, sottolineando il loro ruolo cruciale nella costruzione di un’Europa sempre più unita e forte.

Metsola ai giovani: “Siete il presente dell’Europa”

Con parole incisive e cariche di speranza, Roberta Metsola si è rivolta direttamente alla platea di studenti: “Spesso si dice che voi giovani siete il futuro dell’Europa: io preferisco dirvi che siete già il nostro presente”. Un’affermazione che rovescia la retorica tradizionale e investe i giovani di una responsabilità immediata. “L’Unione Europea è un progetto condiviso, sempre in divenire, che cresce e si rafforza grazie all’impegno di ciascuno di noi”, ha proseguito la Presidente, evidenziando la natura dinamica e partecipativa del processo di integrazione europea. Ha poi concluso il suo appello con un’iniezione di fiducia: “Ci affidiamo alla vostra energia, alla vostra passione e alle vostre idee per continuare a farla progredire. Questo è lo spirito europeo”.

Nel nome di De Gasperi: un’eredità per il futuro

La giornata ha avuto un momento di particolare solennità con l’intitolazione della Biblioteca Universitaria Centrale ad Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Unione Europea e figura chiave della storia trentina e nazionale. Sia Metsola che Mattarella hanno reso omaggio allo statista, riconoscendone la visione profetica.

“Visse la transizione tra due epoche. Fu in grado di vedere oltre l’orizzonte storico, e quindi di immaginare un’Europa unita, un mondo dove la diversità poteva rappresentare la forza di un grande progetto comune”, ha ricordato Metsola. La scelta di dedicare la biblioteca a De Gasperi, ha aggiunto, onora la sua eredità e il suo profondo convincimento che “per ridare all’Italia un futuro occorreva inventare un futuro per l’Europa, un futuro diverso dal passato”. Un’impresa, quella di De Gasperi, portata avanti “senza scendere mai a compromessi sui valori in cui credeva e in cui oggi tutti noi crediamo”.

Anche il Presidente Mattarella ha sottolineato l’importanza della figura di De Gasperi, il cui legame con i libri e la cultura fu profondo, come testimonia il suo lavoro presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. Il Capo dello Stato ha definito le biblioteche “un luogo di libertà” e ha ricordato come le intuizioni di De Gasperi, così come quelle di Bruno Kessler, fondatore dell’ateneo trentino, siano ancora vive e attuali.

Durante la cerimonia di intitolazione, è stata scoperta una targa con una celebre citazione dello statista: “Noi vogliamo veramente la pace e, mentre diciamo di volerla, lavoriamo per unire l’Europa”.

Mattarella: “La cultura è la risposta alla barbarie”

Nel suo intervento conclusivo, il Presidente Mattarella ha ampliato la riflessione, collocando il ruolo dell’università e della cultura nel difficile contesto internazionale attuale. “Di fronte ai rischi che elementi di barbarie ritornino nei rapporti tra gli Stati e nella vita internazionale, elaborare, approfondire, sviluppare e trasmettere cultura è la più provvidenziale, indispensabile, preziosa risposta che si possa dare”, ha affermato con forza. Un monito a non dare per scontata la pace e a considerare l’istruzione e la conoscenza come gli strumenti fondamentali per costruire un futuro di convivenza. Il Presidente ha inoltre esortato a “procedere velocemente verso il futuro e l’innovazione”, sulla base solida della storia e dei valori acquisiti.

L’Ateneo di Trento: un bilancio di successi e sfide future

La cerimonia è stata anche l’occasione per il Rettore, Flavio Deflorian, di tracciare un bilancio dell’ultimo anno accademico, definito “una storia fatta di risultati solidi e di traguardi di rilievo”. Tra i successi citati:

  • Il conseguimento di 49 grant del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) dal 2007.
  • Il primato, per il terzo anno consecutivo, nella classifica Censis dei medi atenei statali.
  • La nascita dell’Azienda sanitaria universitaria integrata (Asuit).

Il Rettore ha inoltre ricordato che il 2026 vedrà i primi laureati in Medicina e Chirurgia dell’Università di Trento. Tra le sfide future, un ambizioso piano edilizio e l’integrazione tra il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e il Centro interdipartimentale mente-cervello. Durante l’evento è stato sollevato anche il tema della “fuga dei cervelli” dal Trentino, con un appello alle istituzioni da parte del presidente del Cda Franco Bernabè per creare politiche in grado di trattenere i talenti.

L’inaugurazione dell’anno accademico a Trento si è così trasformata in un momento di profonda riflessione, unendo la celebrazione del sapere alla riaffermazione dei valori democratici ed europeisti, nel ricordo di un grande statista e con lo sguardo rivolto alle generazioni che oggi popolano le aule universitarie, il presente pulsante dell’Europa.

Di veritas

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