L’universo del basket, con la sua energia pulsante e la sua capacità di influenzare stili di vita, musica e moda, si prepara a invadere il grande schermo con una forza visiva senza precedenti. Dal 12 febbraio 2026, le sale cinematografiche italiane accoglieranno “Goat: Sogna in grande”, il nuovo lungometraggio animato di Sony Pictures Animation, già acclamato come una vera e propria “lettera d’amore al basket”. Diretto da Tyree Dillihay, noto per il suo lavoro in “Bob’s Burgers”, e Adam Rosette, il film promette di essere un’esperienza cinematografica adrenalinica e motivazionale, sulla scia dei successi planetari come “Spider-Man: Across the Spider-Verse”.

Una Favola Moderna sull’Accettazione di Sé

Il titolo “Goat” gioca abilmente sul duplice significato del termine: “capra” e l’acronimo di “Greatest Of All Time” (il più grande di tutti i tempi). Protagonista della storia è Will, una giovane capra esile e dall’aspetto trasandato, che nutre un sogno apparentemente irraggiungibile: diventare un campione di “roarball”, una versione più spettacolare e selvaggia del basket, dominata da animali imponenti e fisicamente prestanti. La sua passione, nata sugli spalti durante le partite a cui lo portava la madre, si scontra con una realtà che sembra non lasciare spazio ai “piccoli”.

Il destino, tuttavia, intrecciato a curiose dinamiche di marketing, offre a Will un’opportunità insperata: entrare a far parte dei Thorns, la sua squadra del cuore. Qui, dovrà affrontare lo scherno e la sottovalutazione dei compagni, ma la sua determinazione incrollabile lo spingerà a non omologarsi, bensì a rivoluzionare le regole del gioco. La sua vicenda è un potente inno alla resilienza e alla volontà di dimostrare che il valore di un individuo non si misura dalle sue dimensioni fisiche.

L’Ispirazione di una Leggenda dell’NBA: Stephen Curry

A rendere ancora più autentica e toccante la narrazione è l’ispirazione tratta da una storia vera. La superstar dell’NBA Stephen Curry, che all’inizio della sua carriera fu più volte etichettato come “troppo piccolo” e “troppo magro” per il basket professionistico, ha abbracciato il progetto fin dalle sue fasi iniziali, figurando tra i produttori con la sua società Unanimous Media. La sua parabola sportiva è l’emblema del messaggio che il film vuole trasmettere: “Che tu sia quello piccolo, quello strano o quello fuori posto, se credi in te stesso, alla fine trovi la tua strada”, come sottolinea la produttrice Michelle Raimo Kouyate.

L’influenza di Curry non si è limitata alla produzione: i registi hanno rivelato che il campione ha partecipato a sessioni di motion study, durante le quali i suoi iconici movimenti sono stati analizzati per essere trasposti nell’animazione del protagonista, conferendo al suo stile di gioco un ritmo unico e riconoscibile.

Il Valore della Comunità e del Gioco di Squadra

“Goat: Sogna in grande” non è solo la storia di un riscatto individuale, ma anche un potente elogio della comunità e della forza del collettivo. La città di Vineland, con il suo coro eterogeneo di animali, sostiene e incoraggia Will, trovando nel tifo un elemento di coesione e identità. Allo stesso modo, la squadra dei Thorns dovrà apprendere la lezione fondamentale del gioco di squadra, dove le abilità di ciascuno vengono valorizzate per colmare le lacune del singolo. Come afferma la produttrice, “Nessuno vince da solo”.

Questa dinamica è incarnata dal rapporto tra Will e Jett Fillmore, la stella della squadra, una pantera determinata a vincere il campionato prima del ritiro. Per raggiungere l’obiettivo, anche la più grande campionessa dovrà imparare a passare la palla, a fidarsi dei compagni e a comprendere che a volte un assist vale quanto un canestro.

Un’Estetica Pittorica e una Colonna Sonora Trascinante

A distinguere “Goat: Sogna in grande” è anche una cifra stilistica di grande impatto. L’ambientazione di Vineland è descritta come un “regno in rovina”, una distopia affascinante dove la natura si riappropria degli spazi urbani. Palazzi invasi da rampicanti, campetti da gioco circondati da reti arrugginite e canestri storti creano un fondale vivido e suggestivo, realizzato con una tecnica che evoca la pittura a olio su tela. Su questo scenario, i personaggi spiccano grazie a un uso sapiente della luce, creando un effetto organico e sincero che ha rappresentato una delle principali sfide creative per i registi.

L’energia visiva del film è amplificata da una colonna sonora hip hop, curata da Kris Bowers, che pulsa al ritmo incalzante della palla sul parquet, contribuendo a creare un’esperienza immersiva e adrenalinica. L’animazione, che segue la scia innovativa tracciata da “Spider-Man: Un nuovo universo”, si distingue per la sua dinamicità e per un approccio antirealistico che rende le scene delle partite spettacolari e coinvolgenti.

Un Cast Stellare e un Messaggio Universale

Il film vanta un cast di doppiatori di primo piano, sia nella versione originale che in quella italiana. Nella versione italiana, tra gli altri, figurano i nomi di Beatrice Arnera e del calciatore Alessandro Florenzi. La storia, pur essendo profondamente radicata nella cultura del basket, ambisce a parlare un linguaggio universale. “Cercavamo una storia condivisibile da tutti, non solo dai fan”, spiega il co-regista Adam Rosette. Il cuore pulsante del film risiede nella determinazione di Will di onorare la fiducia di sua madre e di dimostrare che “sognare in grande” non è solo uno slogan, ma una possibilità concreta per chiunque abbia il coraggio di perseguire le proprie passioni con tenacia e autenticità.

Di euterpe

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