Il circuito del Sakhir, in Bahrain, continua a essere il teatro delle prove di forza e delle prime, cruciali, valutazioni in vista del Campionato Mondiale di Formula 1 2026, il cui semaforo verde si accenderà il prossimo 8 marzo in Australia. Nella seconda giornata di test collettivi, i team hanno proseguito il loro intenso lavoro di sviluppo e messa a punto delle monoposto, offrendo ai tifosi e agli addetti ai lavori spunti di analisi tanto interessanti quanto, in alcuni casi, preoccupanti.
McLaren e Lando Norris: la conferma del campione
A svettare in cima alla lista dei tempi è stato il campione del mondo in carica, Lando Norris. Il pilota britannico della McLaren ha fermato il cronometro su un tempo di riferimento impressionante, dimostrando che la scuderia di Woking ha lavorato egregiamente durante l’inverno. La MCL38, erede della vettura che ha mostrato una crescita esponenziale nella seconda parte della scorsa stagione, sembra essere nata sotto una buona stella, confermandosi veloce e consistente. Norris ha completato un programma di lavoro serrato, alternando giri veloci a simulazioni di passo gara, raccogliendo dati fondamentali per comprendere il comportamento degli pneumatici e l’affidabilità della monoposto sulle lunghe distanze. La performance odierna non è solo un’iniezione di fiducia per il team, ma anche un chiaro messaggio ai rivali: per il titolo bisognerà fare i conti, ancora una volta, con la McLaren.
Ferrari: Leclerc si concentra sul passo gara
In casa Ferrari, il volante della SF-26 è stato affidato a Charles Leclerc. Il monegasco, dopo l’ottima prima giornata del compagno di squadra Carlos Sainz, ha proseguito il programma di lavoro definito a Maranello. A differenza di Norris, l’obiettivo primario di Leclerc non è stato la ricerca della prestazione pura sul giro secco, bensì la raccolta di dati sul comportamento della vettura con diversi carichi di benzina. Il team del Cavallino Rampante si è concentrato sulle simulazioni di long run, un’area che ha rappresentato una criticità nelle passate stagioni. I riscontri cronometrici, sebbene non eclatanti come quelli della McLaren, sono stati incoraggianti in termini di costanza e gestione del degrado gomma. La Ferrari sembra aver trovato una buona base di partenza, una piattaforma stabile su cui costruire le performance in vista dell’esordio australiano. Il lavoro oscuro di oggi potrebbe rivelarsi fondamentale per la competitività della Rossa nell’arco dell’intera stagione.
Allarme in casa Aston Martin: il motore Honda fa le bizze
Se a Woking e Maranello si respira un’aria di cauto ottimismo, ben diverso è l’umore nel box dell’Aston Martin. La scuderia di Silverstone ha vissuto una giornata a dir poco travagliata, funestata da un grave problema di affidabilità alla power unit Honda. A farne le spese è stato Fernando Alonso, che avrebbe dovuto portare avanti il programma di sviluppo. Purtroppo, i sensori hanno rilevato un’anomalia che ha costretto i tecnici a un intervento drastico.
A spiegare la situazione è stato Mike Krack, Chief Trackside Officer del team: “Sfortunatamente abbiamo visto dai dati che qualcosa non stava andando nel verso giusto con la Power Unit”, ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti presenti nel paddock. “Abbiamo provato a sistemare il problema durante la pausa pranzo, ma alla fine siamo stati costretti a sostituire il motore. Per questo abbiamo perso tempo prezioso nel pomeriggio.”
La sostituzione di una power unit durante i test è sempre un campanello d’allarme significativo. Non solo comporta una perdita di tempo in pista, fondamentale per macinare chilometri e testare le nuove componenti, ma solleva anche interrogativi sull’affidabilità del propulsore fornito da Honda. Il motorista giapponese, che si appresta a diventare partner esclusivo di Aston Martin a partire dalla rivoluzione regolamentare del 2026, deve ora lavorare a stretto contatto con il team per comprendere l’origine del guasto ed evitare che si ripeta.
“Nel Day 2 avremo Fernando di nuovo alla guida e cercheremo di percorrere tanti chilometri e imparare il più possibile insieme con Honda”, ha aggiunto Krack, cercando di guardare avanti. “Il lavoro da fare è tanto, ma spingeremo al massimo per recuperare il terreno perduto.” La sfida per Aston Martin è ora duplice: risolvere i problemi di gioventù della AMR26 e massimizzare il tempo rimanente per arrivare preparati al primo Gran Premio della stagione.
Il resto della griglia: luci e ombre
Mentre i top team catturavano l’attenzione, anche le altre scuderie hanno continuato il loro lavoro. La Red Bull, con Sergio Perez al volante, ha mostrato una solidità notevole, concentrandosi su prove aerodinamiche e assetti meccanici. La Mercedes, dal canto suo, ha alternato al volante Lewis Hamilton e George Russell, portando avanti un programma differenziato per raccogliere una mole maggiore di dati. Team come Alpine e Williams hanno accumulato un buon numero di giri, cercando di trovare il giusto bilanciamento e di comprendere a fondo le nuove monoposto. La giornata di test ha confermato come la Formula 1 moderna sia una disciplina in cui ogni singolo minuto in pista è oro colato, e dove l’affidabilità rappresenta la prima, fondamentale, tessera del mosaico per costruire una stagione di successi.
