Il mondo dello sport italiano è scosso da un’onda d’urto che mette nuovamente in collisione due universi paralleli, ma destinati a non incontrarsi mai sul campo di gioco: l’agonismo e la politica. Al centro del ciclone, secondo una notizia battuta dalle agenzie, ci sarebbe un video, attribuito al Partito Democratico, che vedrebbe protagonisti involontari due degli eroi più amati degli ultimi anni: Stefania Constantini e Amos Mosaner, la coppia d’oro del curling che ha fatto sognare l’Italia ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022.

L’immagine dei due campioni azzurri, simbolo di tenacia, affiatamento e lealtà sportiva, sarebbe stata utilizzata per promuovere una posizione politica, specificatamente il ‘no’ a un referendum sulla giustizia. Un’associazione che ha fatto immediatamente scattare l’allarme ai piani alti del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, provocando la reazione ferma e sdegnata del suo presidente, Giovanni Malagò.

La Reazione Sdegnata del Presidente del CONI

Le parole del numero uno dello sport italiano, raccolte telefonicamente dall’ANSA, non lasciano spazio a interpretazioni: “Resto sbalordito che si utilizzino immagini di atleti per promuovere una scelta politica. I nostri atleti sono in gara e sto aspettando per capire se fossero stati coinvolti, ma io resto esterrefatto da una cosa del genere”. Una dichiarazione che suona come una condanna senza appello, un monito a tenere giù le mani dallo sport e dai suoi protagonisti.

La preoccupazione del CONI è duplice. Da un lato, c’è la necessità di verificare il grado di consapevolezza e l’eventuale consenso degli atleti stessi. Constantini e Mosaner erano a conoscenza dell’utilizzo della loro immagine a fini politici? Hanno dato il loro benestare? Si tratta di un quesito fondamentale, la cui risposta potrebbe cambiare radicalmente i contorni della vicenda. Dall’altro, e forse ancora più importante, emerge la difesa di un principio cardine.

Il Principio di Neutralità dello Sport

Lo sport, per sua natura e per i valori sanciti dalla Carta Olimpica, deve rimanere un territorio neutrale, un terreno franco al di sopra delle parti. L’articolo 50 della Carta, ad esempio, vieta esplicitamente qualsiasi tipo di “dimostrazione o propaganda politica, religiosa o razziale” in qualsiasi sito olimpico. Sebbene un video di partito non rientri direttamente in questa casistica, lo spirito della norma è chiaro: l’atleta, quando veste i colori della nazionale, rappresenta l’intero Paese e non una sua fazione.

Trascinare gli atleti nell’agone politico significa:

  • Strumentalizzare la loro popolarità: Sfruttare la loro immagine positiva, costruita con sudore e sacrifici, per ottenere un vantaggio di parte.
  • Dividere il tifo: Associare un campione a una specifica ideologia politica rischia di alienargli il sostegno di una fetta di pubblico, minando quella capacità unica dello sport di unire le persone.
  • Compromettere l’atleta: Esporre l’atleta a critiche e polemiche che nulla hanno a che vedere con le sue performance sportive, potendone influenzare negativamente la serenità e la concentrazione.

Un Confine Spesso Ignorato: I Precedenti

Quello che emerge da questa vicenda, purtroppo, non è un caso isolato. La tentazione da parte della politica di “salire sul carro del vincitore” e di appropriarsi dei successi sportivi è una costante. Spesso si manifesta in forme più sfumate, come le passerelle post-vittoria o i tweet celebrativi, ma talvolta travalica il confine del buon gusto e del rispetto istituzionale. Utilizzare l’immagine di un atleta per una campagna referendaria, senza un esplicito e pubblico consenso, rappresenta un salto di qualità negativo, un’invasione di campo che lo sport non può e non deve accettare.

Ora la palla passa alle verifiche. Sarà fondamentale accertare la veridicità della notizia e, soprattutto, la posizione di Stefania Constantini e Amos Mosaner. Indipendentemente dall’esito, questo episodio ha il merito di riaccendere i riflettori su una questione etica fondamentale. Lo sport è un patrimonio di tutti, un linguaggio universale che parla di impegno, rispetto e superamento dei propri limiti. Sporcarlo con i tatticismi e le divisioni della politica è un autogol che nessuno, a prescindere dal colore politico, dovrebbe mai permettersi di segnare.

Di nike

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