Un’azione diretta per “rompere il ghiaccio” e svelare le contraddizioni dello “spettacolo” olimpico. Con queste parole, affidate al blog di controinformazione anarchica e rivoluzionaria “La Nemesi”, è stato rivendicato il sabotaggio incendiario che all’alba del 7 febbraio ha interessato la linea ferroviaria nei pressi della stazione di Pesaro. L’atto, che ha causato disagi alla circolazione dei treni, si inserisce in un più ampio contesto di proteste contro i Giochi invernali di Milano Cortina 2026, definite dagli autori del gesto un evento che incarna le storture del “feroce progresso capitalista”.

La Rivendicazione e le Motivazioni della Protesta

Il post di rivendicazione, apparso online con tanto di foto, non lascia spazio a interpretazioni. L’obiettivo dichiarato dell’azione è quello di rendere “visibili le contraddizioni” legate ai Giochi Olimpici. Nel mirino degli anarchici non c’è solo l’evento sportivo in sé, ma anche e soprattutto i suoi partner ufficiali. Il comunicato cita esplicitamente aziende come Leonardo, Eni e Gruppo FS, accusandole di “collaborare e speculare su guerre e devastazione della terra”. Questa visione critica si salda con una più ampia solidarietà “combattiva”, espressa nel testo, verso i lavoratori “che si ribellano allo sfruttamento dei padroni”, i popoli in lotta e chiunque si opponga al modello sociale ed economico dominante.

La scelta della data, il 7 febbraio, non sembra casuale, coincidendo con l’inizio delle manifestazioni e delle proteste legate all’apertura dei Giochi. L’azione di Pesaro si è verificata in concomitanza con altri episodi di danneggiamento alle infrastrutture ferroviarie, in particolare nel nodo di Bologna, sollevando il sospetto degli inquirenti su una possibile regia coordinata.

Le Indagini e le Ipotesi di Reato

Le procure di Ancona e Bologna hanno immediatamente aperto dei fascicoli d’indagine. Le ipotesi di reato sono molto gravi e vanno dall’attentato alla sicurezza dei trasporti e interruzione di pubblico servizio fino all’associazione con finalità di terrorismo. Gli investigatori stanno analizzando i resti di un ordigno incendiario artigianale, composto da una bottiglia di plastica, liquido infiammabile e un innesco, che non sarebbe esploso correttamente. La Polizia Scientifica è alla ricerca di tracce biologiche o impronte digitali che possano condurre all’identificazione dei responsabili. Una delle piste seguite è quella di un possibile “basista” locale, qualcuno che conosceva bene la zona e ha potuto indicare il punto esatto dove colpire per massimizzare il disagio.

Il Contesto: Proteste Contro le “Olimpiadi Insostenibili”

Il sabotaggio di Pesaro non è un episodio isolato. Si inserisce in una scia di manifestazioni e azioni di protesta organizzate da diversi comitati e movimenti, tra cui il “Comitato Insostenibili Olimpiadi”. A Milano, nei giorni precedenti e concomitanti all’apertura dei Giochi, si sono svolti cortei che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone. Le critiche mosse all’evento sono molteplici e toccano diversi ambiti:

  • Impatto ambientale: I movimenti ambientalisti denunciano la devastazione di territori montani e l’abbattimento di alberi per la realizzazione di nuove infrastrutture, come la contestata pista da bob a Cortina.
  • Speculazione edilizia: Si teme che i grandi investimenti legati alle Olimpiadi favoriscano la speculazione a danno del diritto alla casa e del tessuto sociale delle città coinvolte.
  • Sponsorizzazioni controverse: La presenza tra gli sponsor di aziende del settore energetico come Eni è stata oggetto di proteste da parte di organizzazioni come Greenpeace, che denunciano l’ipocrisia di legare un evento sportivo a compagnie considerate responsabili della crisi climatica.
  • Repressione e sicurezza: Le proteste si sono concentrate anche contro l’inasprimento delle misure di sicurezza e la presenza di agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) statunitense, vista come un’inaccettabile militarizzazione del territorio.

Le Reazioni Istituzionali

La risposta da parte delle istituzioni è stata ferma. Il vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha definito i responsabili “criminali” e “delinquenti”, promettendo il pugno di ferro per “stanarli ovunque si nascondano” e chiudere i loro “covi”. Anche il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha sottolineato la possibile “convergenza verso un unico obiettivo” tra i diversi episodi di protesta e sabotaggio, evidenziando la gravità di azioni che mettono a rischio la sicurezza dei trasporti.

Mentre le indagini proseguono per fare piena luce sui responsabili e sulla portata della rete eversiva, l’episodio di Pesaro accende i riflettori sulle profonde tensioni culturali e sociali che i grandi eventi, come le Olimpiadi, possono generare, diventando catalizzatori di un dissenso che sceglie vie estreme per far sentire la propria voce.

Di veritas

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