Un 2025 da record per Banca Monte dei Paschi di Siena, che archivia l’esercizio con un utile netto di gruppo di 3,036 miliardi di euro. Un risultato in forte crescita se confrontato con gli 1,95 miliardi registrati nell’esercizio precedente. A spingere i conti della banca senese è stato anche il consolidamento di Mediobanca, il cui contributo è confluito nell’ultimo trimestre dell’anno. L’utile netto della sola Mps si attesta a 2,75 miliardi di euro, segnando un incremento del 17,7% su base annua.
Dividendo da capogiro per gli azionisti
Il Consiglio di Amministrazione, forte di questi numeri, ha proposto la distribuzione di una cedola di 0,86 euro per azione. Questo si traduce in un monte dividendi complessivo di oltre 2,6 miliardi di euro, garantendo agli azionisti un rendimento (dividend yield) eccezionale, stimato intorno al 10%. Una remunerazione tra le più elevate nel panorama bancario italiano, che testimonia la solida posizione di capitale raggiunta dall’istituto.
Il futuro è con Mediobanca: attesa per il piano industriale
Tutti gli occhi sono ora puntati sul 27 febbraio, data in cui Mps presenterà al mercato il nuovo piano industriale relativo alla business combination con Mediobanca. L’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, ha sottolineato come l’operazione con Piazzetta Cuccia sia fondata su un “forte razionale industriale” e miri alla “creazione di valore per tutti gli stakeholder”. Le attività per la piena integrazione tra i due istituti hanno subito un’accelerazione, con l’obiettivo di massimizzare le sinergie industriali, stimate in circa 700 milioni di euro.
Il nuovo piano definirà la struttura del gruppo, che vedrà Mediobanca focalizzarsi sui settori del corporate & investment banking e del private banking di alta fascia. L’integrazione, secondo Lovaglio, darà vita a “un player forte e potente nel settore bancario”, valorizzando le competenze distintive di entrambe le realtà. Resta ancora da definire il futuro della quotazione di Mediobanca, con la decisione sul delisting che verrà svelata proprio in occasione della presentazione del piano.
Analisi dei dati finanziari
Scendendo nel dettaglio dei conti, al 31 dicembre 2025 il gruppo ha registrato ricavi complessivi per 4,957 miliardi di euro. Escludendo il contributo di Mediobanca (pari a 883 milioni), i ricavi di Mps si attestano a 4,074 miliardi, in leggera crescita (+1%) rispetto al 2024. A compensare il calo del margine di interesse (-7,4%), penalizzato dalla normalizzazione dei tassi, è stata la robusta crescita delle commissioni nette (+8,2%) e degli altri ricavi della gestione finanziaria (+43,5%).
Sul fronte della solidità patrimoniale, il coefficiente CET1 fully loaded si attesta al 16,9%, confermando una posizione di capitale solida. Prosegue anche il miglioramento della qualità del credito, con l’Npe ratio lordo che scende al 3,5%.
L’amministratore delegato Luigi Lovaglio ha definito i risultati del 2025 una “pietra miliare nella nostra storia, un punto di svolta decisivo che definisce l’andamento del nostro gruppo nel futuro”. “Oggi abbiamo prove tangibili, non previsioni, che la combinazione tra Mps e Mediobanca è fondata su un forte razionale industriale”, ha dichiarato durante la call con gli analisti.
