Un nome che evoca storia, Luigi Filippo, come i suoi avi. Un passaporto che racconta due mondi, quello americano di nascita e quello italiano di cuore. Louie Philip Vito III è molto più di un atleta: è un cosmopolita, un globetrotter con le radici ben salde nella terra d’Abruzzo, precisamente a Introdacqua, paese d’origine della nonna Filomena. A quasi 38 anni, il veterano dello snowboard si appresta a scrivere una delle pagine più emozionanti della sua carriera, gareggiando nell’half pipe alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, spinto da un profondo legame con le sue origini.
Un ritorno a “casa” per i Giochi Olimpici
Per Louie Vito, competere a Livigno non è solo un traguardo sportivo, ma un vero e proprio ritorno a casa. Dopo aver rappresentato gli Stati Uniti a Vancouver 2010, dove ha ottenuto un eccellente quinto posto, e l’Italia a Pechino 2022, questa terza partecipazione olimpica ha un sapore del tutto particolare. “È fantastico, perché ho sempre sognato di gareggiare con il tricolore,” ha dichiarato Vito, sottolineando come l’evento italiano rappresenti il coronamento di un sogno. Sarà il più anziano snowboarder a competere nell’half pipe olimpico, un primato che lo rende “super orgoglioso” e che testimonia una longevità agonistica straordinaria in una disciplina che mette a dura prova fisico e articolazioni.
Un legame indissolubile con l’Italia
La storia della famiglia Vito è quella di tanti italiani che hanno cercato fortuna oltreoceano. I nonni emigrarono negli Stati Uniti, stabilendosi a Rome, New York, un nome scelto forse per alleviare la nostalgia di casa. La nonna Filomena partì da giovane, mentre il nonno Louis arrivò da clandestino senza mai ottenere la cittadinanza americana. Questo legame viscerale con l’Italia è la forza motrice che ha spinto Louie a scegliere di vestire i colori azzurri. “Con queste Olimpiadi voglio onorare mia nonna e le mie origini,” ha affermato, pianificando un viaggio in Abruzzo con il padre, la sorella e la moglie, la golfista professionista Hailey Rae Ostrom, per riscoprire i luoghi della sua famiglia.
Una carriera stellare e un ruolo da mentore
La carriera di Louie Vito è costellata di successi. Con sette medaglie ai prestigiosi Winter X Games, di cui due d’oro, quattro titoli U.S. Grand Prix e due Winter Dew Tour Overall Championships, è considerato una leggenda vivente dello snowboard. La sua influenza va oltre le medaglie: oggi si trova a competere contro atleti che sono cresciuti idolatrandolo, ragazzi che da bambini gli chiedevano foto e autografi. “Il bello è che i miei avversari sono tutti ragazzi che conosco,” racconta. “Sono cresciuti un po’ con il mio mito e tanti di loro li ho aiutati e consigliati.” Questo ruolo di mentore, quasi di “fratello maggiore”, aggiunge un ulteriore strato di significato alla sua partecipazione olimpica, trasformando la competizione in una celebrazione condivisa con le nuove generazioni di snowboarder.
Il futuro dopo Livigno: un nuovo capitolo in Italia?
Mentre l’attenzione è tutta concentrata sulla qualificazione nell’half pipe, l’esito della gara sembra quasi passare in secondo piano rispetto al valore simbolico di questa partecipazione. Livigno 2026 rappresenta la degna conclusione di un percorso sportivo eccezionale, ma potrebbe anche segnare l’inizio di una nuova vita. Vito non nasconde il desiderio di un futuro in Italia, magari con un trasferimento definitivo in Toscana. Un “cavallo di ritorno” che, dopo aver conquistato il mondo con la sua tavola, sceglie di riabbracciare la terra dei suoi avi, chiudendo un cerchio perfetto tra passato, presente e futuro.
