L’avvento dell’intelligenza artificiale generativa sta ridisegnando i contorni del mondo del lavoro a una velocità senza precedenti, introducendo sfide e opportunità che richiedono un radicale cambio di paradigma nel nostro approccio alla tecnologia. In questo scenario di profonda trasformazione, emerge con forza la necessità di non subire passivamente l’innovazione, ma di imparare a collaborare attivamente con queste nuove forme di intelligenza. A colmare questo divario interviene Vincenzo Cosenza, consulente di marketing e innovazione con oltre vent’anni di esperienza nel settore tecnologico, con il suo ultimo libro: “Esercizi di intelligenza aumentata” (disponibile su Amazon, 104 pagine).
Lungi dall’essere l’ennesimo manuale tecnico o una semplice raccolta di “prompt” efficaci, l’opera di Cosenza si propone come una vera e propria “palestra” per la mente. L’obiettivo non è insegnare a usare un software, ma a sviluppare una nuova forma mentis, una postura mentale che ci permetta di dialogare con le macchine in modo produttivo. Il concetto chiave è quello di “intelligenza aumentata”: non l’IA che si sostituisce all’uomo, ma l’IA che lavora insieme all’uomo, amplificandone le capacità cognitive, creative e decisionali.
Il Contesto: Un Mercato del Lavoro in Piena Rivoluzione
L’urgenza di un simile approccio è confermata dai dati. Uno studio recente dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano ha evidenziato come in Italia, nel corso del 2025, il numero di annunci di lavoro che richiedono competenze specifiche legate all’IA sia cresciuto del 93%. Oggi, ben il 76% delle offerte per profili “white-collar” ad alta qualificazione menziona skill legate all’intelligenza artificiale. Questi numeri non lasciano spazio a dubbi: la capacità di interagire con l’IA non è più un’opzione, ma una competenza fondamentale e trasversale, essenziale per rimanere competitivi.
Il mercato italiano dell’AI ha raggiunto a fine 2025 il valore di 1,8 miliardi di euro, con un incremento del 50% rispetto all’anno precedente. Il 71% delle grandi imprese ha già avviato almeno un progetto di intelligenza artificiale, e quasi un lavoratore italiano su due (47%) utilizza già strumenti di IA in azienda. Tuttavia, come sottolinea Cosenza, per molti professionisti il passaggio da un uso saltuario e superficiale a un’integrazione sistematica e strategica di questi strumenti risulta ancora difficile.
Il Metodo Cosenza: 10 Regole e 36 Esercizi per una Nuova Intelligenza
È proprio qui che si inserisce il manuale di Cosenza. Attraverso un percorso strutturato in 10 regole fondamentali e 36 esercizi pratici, il libro guida il lettore in un allenamento quotidiano, da svolgere per circa 20-30 minuti, finalizzato a coltivare le competenze trasversali necessarie per un’efficace collaborazione con l’IA.
Come spiega l’autore stesso: “Sono esercitazioni che servono ad allenare le competenze trasversali che ogni tool richiede: saper formulare bene un problema e scomporlo in passi, dialogare iterando, valutare i risultati e così via”. L’essenza del metodo risiede nel potere del linguaggio. “Il linguaggio scritto e parlato è diventato la nuova interfaccia tra noi e questi software”, scrive Cosenza nell’introduzione. “Le parole che scegliamo sono il nostro strumento di controllo, la grammatica del pensiero computazionale. Saper dialogare con le IA significa padroneggiare l’arte del linguaggio operativo: più preciso è il nostro modo di esprimerci, più potente sarà la collaborazione con la macchina”.
Il libro si propone quindi di educare a un dialogo iterativo e consapevole con la macchina, insegnando a:
- Scomporre problemi complessi in sotto-problemi gestibili.
- Formulare istruzioni (prompt) chiare, precise e ricche di contesto.
- Valutare criticamente gli output generati dall’IA, riconoscendone limiti e potenzialità.
- Iterare e raffinare le richieste per convergere verso il risultato desiderato.
Per facilitare la comprensione, il manuale include anche un utile glossario che demistifica termini ormai entrati nel vocabolario comune ma non sempre compresi a fondo, come ‘prompt’, ‘allucinazioni’ (risposte plausibili ma false generate dall’IA) e ‘inferenza’ (il processo logico che l’IA compie per generare una risposta).
Chi è Vincenzo Cosenza
Autore di saggi di successo come “Social Media ROI” e “Marketing Aumentato”, Vincenzo Cosenza è una delle voci più autorevoli in Italia nel campo dell’innovazione digitale. Con un’esperienza che spazia da ruoli manageriali in aziende come Microsoft a consulenze strategiche, ha fondato il primo Osservatorio Facebook italiano e l’Osservatorio Metaverso. Il suo blog, Vincos.it, è da anni un punto di riferimento per i professionisti del marketing e della comunicazione. La sua profonda conoscenza delle dinamiche tecnologiche e del loro impatto sul business e sulla società gli conferisce la credibilità necessaria per guidare i lettori in questo percorso di “alfabetizzazione” all’intelligenza aumentata.
Oltre la Calcolatrice Evoluta
L’invito finale di Cosenza è a superare la visione dell’IA come una “calcolatrice evoluta”, da interrogare per ottenere risposte rapide. L’obiettivo è più ambizioso: trasformarla in un vero e proprio collaboratore, un partner in grado di “aiutarti ad ampliare ed amplificare la tua conoscenza”. Solo attraverso la pratica costante, sostiene l’autore, sarà possibile sviluppare quella che definisce “un’intelligenza di nuovo tipo”, capace non di sostituire, ma di potenziare ed espandere le nostre facoltà umane in un sodalizio uomo-macchina che si preannuncia come la vera chiave di volta per il futuro del lavoro e della creatività.
