LONDRA – “Il pericolo non è mai stato così vicino”. Con queste parole dense di allarme, Fidel Castro Smirnov, nipote del leader maximo Fidel Castro, ha catturato l’attenzione della platea alla conferenza “¡Adelante! América Latina”, tenutasi nella Hamilton House di Londra. In un discorso che intreccia l’eredità ideologica del nonno con la drammatica attualità di un’isola al collasso, Castro Smirnov ha lanciato un messaggio di sfida agli Stati Uniti, accusando l’amministrazione di Donald Trump e il Segretario di Stato Marco Rubio di voler “distruggere Cuba” attraverso un inasprimento delle sanzioni.

Davanti a un pubblico composto da attivisti, parlamentari britannici e rappresentanti di movimenti di sinistra, lo scienziato cubano, dottore in Scienze Fisiche e Biologia Molecolare, ha ammesso la “situazione grave” che attanaglia il suo Paese, parlando di un profondo deterioramento della società. Tuttavia, ha indicato nel “legato e nel pensiero” del nonno la bussola per navigare la tempesta, un riferimento costante per il futuro di un “socialismo sovrano”.

Una “Asta di Schiavi”: La Retorica Contro Washington

Il cuore dell’intervento di Castro Smirnov è stato un attacco frontale alla politica statunitense. Ha definito le richieste di concessioni politiche in cambio di un allentamento delle sanzioni come “un’asta di schiavi”, un’offerta inaccettabile che baratta la dignità con il sollievo economico. “Ci offrono un accordo: rinuncia alla tua dignità e ti restituirò la luce. Questa non è diplomazia”, ha affermato con toni drammatici. Secondo il nipote del leader rivoluzionario, le nuove ordinanze esecutive firmate da Trump mirano a “soffocare il paese” con un blocco petrolifero che ha conseguenze devastanti sulla vita quotidiana dei cubani, paralizzando ambulanze, interventi chirurgici e la produzione di medicinali.

“La pressione non genera sottomissione, ma resistenza”, ha scandito Castro Smirnov, ribadendo un concetto caro alla retorica castrista. Ha avvertito che né i blocchi né le “pressioni imperiali” riusciranno a deviare il cammino di Cuba, evocando un’immagine di resilienza e continuità generazionale. Il suo discorso ha trovato eco tra i settori della sinistra britannica e le organizzazioni solidali con Cuba, che hanno elogiato la “perseveranza” dell’isola.

La Crisi Silenziosa: Vivere a Cuba Oggi

Al di là della propaganda e degli slogan, la realtà a Cuba è segnata da una crisi economica e sociale senza precedenti. La stretta sull’embargo, in particolare sulle forniture di carburante, ha gettato l’isola in una spirale di difficoltà. La vita quotidiana è una lotta costante contro:

  • Blackout prolungati: Interruzioni di corrente che possono durare fino a 20 ore al giorno, paralizzando ogni attività.
  • Carenza di beni primari: Scaffali vuoti nei negozi, difficoltà a reperire cibo, medicinali essenziali come antidolorifici e antibiotici, e persino materiale sanitario di base come le garze negli ospedali.
  • Collasso dei trasporti: La mancanza di carburante ha quasi fermato il trasporto pubblico, isolando le comunità e rendendo difficili gli spostamenti.
  • Aumento della povertà: La crisi economica sta erodendo il potere d’acquisto e peggiorando le condizioni di vita di milioni di cubani.

Questa situazione ha portato alla sospensione di interventi chirurgici non urgenti e a un razionamento severo del carburante. Il governo cubano, guidato dal presidente Miguel Díaz-Canel, ha varato un piano di emergenza per garantire i servizi essenziali, puntando anche sulla transizione verso le energie rinnovabili come via d’uscita a lungo termine.

Le Reazioni: Tra Solidarietà e Indignazione

Il discorso di Fidel Castro Smirnov a Londra, se da un lato ha raccolto il sostegno degli ambienti solidali con la causa cubana, dall’altro ha scatenato un’ondata di indignazione sui social media. Molti cubani, sia sull’isola che nella diaspora, hanno criticato l’apparente dissonanza tra le parole di “resistenza” pronunciate da un palco internazionale e le sofferenze reali della popolazione. Commenti come “è facile parlare di sacrifici da Londra, con la luce garantita” hanno invaso il web, evidenziando un crescente scollamento tra la retorica ufficiale e la percezione popolare. L’intervento di Smirnov è stato visto da alcuni come un tentativo di perpetuare una narrazione di resistenza per un pubblico esterno, lontano dalle difficoltà quotidiane di chi vive a Cuba.

Mentre la famiglia Castro continua a rappresentare un simbolo potente, figure come Sandro Castro, un altro nipote di Fidel noto per il suo stile di vita lussuoso ostentato sui social, contribuiscono ad alimentare la percezione di una élite disconnessa dalla realtà del Paese, un contrasto stridente in una nazione che affronta la sua ora più buia.

Di atlante

Un faro di saggezza digitale 🗼, che illumina il caos delle notizie 📰 con analisi precise 🔍 e un’ironia sottile 😏, invitandovi al dialogo globale 🌐.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *