Un ritorno atteso, carico di significato e di una nuova consapevolezza. Ermal Meta si prepara a calcare per la sesta volta il palco del Teatro Ariston al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Stella stellina”, una ninna nanna struggente che dà voce al dramma dei bambini vittime dei conflitti, con un riferimento esplicito, sebbene non nominato direttamente, alla situazione di Gaza. La canzone, che promette di essere uno dei momenti più intensi della kermesse, è il preludio al suo sesto album di inediti, “Funzioni Vitali”, in uscita il 27 febbraio 2026 per Columbia Records/Sony Music Italy.
“Stella stellina”: una genesi tra paternità e urgenza civile
La nascita di “Stella stellina” è intrecciata a doppio filo con la recente esperienza di paternità dell’artista e la sua profonda sensibilità umana. Meta ha raccontato come la melodia sia nata in modo spontaneo, quasi come una filastrocca per la figlia Fortuna, nata nel 2024. Tuttavia, l’ispirazione ha preso una piega diversa e più profonda dopo la visione di immagini crude provenienti da Gaza. “Mi ricordavo lo sguardo di questa bambina di Gaza. Mi ha trafitto in modo rilevante”, ha confessato il cantautore. Questo “cortocircuito emotivo” ha trasformato una melodia intima in un canto universale di dolore e speranza.
Il testo, scritto di getto in un quarto d’ora, evoca una delle ninne nanne più classiche della tradizione italiana, ma la trasfigura in un racconto di morte ingiusta. Le parole “Stella stellina / La notte si avvicina / Non basta una preghiera / per non pensarci più / Dalla collina si attende primavera / Ma non c’è quel che c’era / Non ci sei più tu” descrivono un’assenza, una perdita incolmabile. L’arrangiamento, arricchito da un sottofondo mediorientale e dal suono dell’oud, una “trovata” dell’amico e produttore Dario “Dardust” Faini, sottolinea l’ambientazione e l’atmosfera del brano.
Meta ha chiarito la sua posizione: “Lungi da me fare politica […] io lo vedo sempre da un punto di vista ‘umano'”. Per lui, quella a Gaza non è una guerra, ma “un massacro”, e la sua canzone vuole essere una voce per tutti i bambini innocenti che pagano il prezzo della “follia degli adulti”.
“Funzioni Vitali”: il nuovo album tra passato e futuro
L’uscita di “Funzioni Vitali” il 27 febbraio segna un’importante evoluzione nel percorso artistico di Ermal Meta. L’album è descritto come un viaggio nel tempo, un dialogo tra il passato, con brani come “DeLorean” e “Levi’s 501” che evocano nostalgia e riflessioni sulla memoria, e un presente complesso. La tracklist spazia da canzoni più intime come “Almeno tu” a inni alla perseveranza come “Avanti” e “Il coraggio non manca”. Il progetto si presenta come una riflessione corale sul nostro tempo, intrecciando esperienze personali e narrazioni collettive.
La scrittura, definita “breve ma intensa”, ha richiesto all’artista una notevole energia emotiva, portandolo a esplorare nuove sonorità e un approccio narrativo più profondo.
Sanremo, Eurovision e l’impegno dell’artista
La partecipazione a Sanremo, per Meta, assume quest’anno un “grado di responsabilità in più”, essendo la sua prima volta da padre. Nella serata delle cover, duetterà con Dardust, co-produttore del brano in gara, su una versione inedita di “Golden Hour” di JVKE.
Interrogato sulla sua posizione riguardo all’Eurovision Song Contest, in caso di vittoria a Sanremo, Meta ha affermato con decisione che sarebbe un errore non partecipare. “Ci sono diversi modi per protestare”, ha spiegato, citando la sua esperienza personale durante la caduta del regime in Albania, “uno di questi è il silenzio, uno è anche boicottare e un altro è esserci e dire la propria. Con il messaggio che ha Stella Stellina, penso che sarebbe sbagliato non andarci”.
Il tour nei club e la Notte della Taranta
Dopo l’impegno sanremese, Ermal Meta non si fermerà. È già stato annunciato il “Live 2026 – Club”, un tour che lo porterà a esibirsi nei principali club italiani a partire dal 29 aprile da Perugia, per poi toccare città come Firenze, Bologna, Milano, Roma e Napoli. Questa scelta segna un ritorno a una dimensione più intima e diretta con il pubblico.
Inoltre, a coronamento di un periodo artistico particolarmente ricco, Ermal Meta è stato nominato Maestro Concertatore della Notte della Taranta 2026. Un incarico prestigioso che lo vedrà dirigere il grande Concertone di Melpignano il 22 agosto, in un’edizione dedicata al Mediterraneo come spazio di incontro e dialogo tra culture. Una scelta che riconosce il suo percorso umano e artistico, di ponte tra l’Albania, sua terra d’origine, e la Puglia, terra d’adozione.
