Il Governo italiano, per voce del Ministro della Difesa Guido Crosetto, ha posto la questione di fiducia alla Camera dei Deputati sul decreto legge riguardante la proroga degli aiuti all’Ucraina. Una decisione che arriva in un clima politico surriscaldato, con l’obiettivo di serrare le fila della maggioranza e accelerare l’iter di approvazione di un provvedimento considerato cruciale per la politica estera e di difesa del Paese.
Il Contenuto del Decreto e la Scelta della Fiducia
Il decreto in questione, il Dl 201/2025, non si limita a prorogare l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a Kiev. Esso include anche importanti misure come il rinnovo dei permessi di soggiorno per i cittadini ucraini rifugiati in Italia e nuove disposizioni per garantire la sicurezza dei giornalisti freelance che operano in zone di conflitto. La conversione in legge del decreto è prevista entro il 1° marzo, motivo per cui, dopo il passaggio alla Camera, il testo approderà al Senato per il via libera definitivo.
La scelta di ricorrere alla questione di fiducia, uno strumento che lega la sopravvivenza del Governo all’approvazione di un provvedimento, è stata spiegata dal Ministro Crosetto non come una fuga dal dibattito parlamentare, ma come un “atto più forte” per fare chiarezza. “Obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se, su un tema politico così rilevante, continuano ad appoggiare il Governo”, ha dichiarato in Aula, sottolineando come la fiducia non sia un modo per nascondere una crisi interna, ma “semmai di evidenziarla ancora di più”.
Le Tensioni nella Maggioranza e il “Caso Vannacci”
La decisione del Governo arriva in un momento di particolare fibrillazione all’interno della coalizione di centrodestra. Al centro delle tensioni vi è la posizione di alcuni deputati vicini al generale Roberto Vannacci, recentemente organizzatisi nel gruppo “Futuro Nazionale”. Questi ultimi, insieme a Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra, hanno annunciato il loro voto contrario al decreto, creando un asse inedito e politicamente significativo.
Le dichiarazioni dei cosiddetti “vannacciani” sono state particolarmente dure nei confronti della Lega e del suo leader Matteo Salvini, accusato di incoerenza e di aver spinto per la fiducia al fine di evitare un voto palese sugli emendamenti che avrebbe potuto far emergere le spaccature interne al Carroccio. Il deputato Edoardo Ziello ha parlato di una “terribile imboscata” per la Lega, costretta ora a prendere una posizione netta.
Dal canto loro, esponenti di Fratelli d’Italia e Noi Moderati hanno minimizzato il dissenso, definendolo un’occasione per rafforzare la coesione della maggioranza e ribadire il sostegno “convinto” alla resistenza ucraina.
Le Reazioni delle Opposizioni
Le opposizioni hanno criticato aspramente la scelta della fiducia. Il Partito Democratico ha accusato il governo di voler evitare il confronto parlamentare per paura di mostrare le proprie divisioni. Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno presentato ordini del giorno per interrompere l’invio di armi e chiedere maggiore trasparenza sulle forniture militari. Anche Azione e Italia Viva, pur favorevoli al sostegno militare a Kiev, hanno espresso contrarietà allo strumento della fiducia, ritenuto una forzatura.
L’Iter Parlamentare e le Prossime Tappe
Le dichiarazioni di voto sulla fiducia sono iniziate nella mattinata di oggi, 11 febbraio. La votazione per appello nominale è prevista a partire dalle 13:30. Nel pomeriggio si procederà con l’esame degli ordini del giorno e, in serata, con il voto finale sul provvedimento, che passerà poi all’esame del Senato. Il voto di oggi rappresenta un banco di prova fondamentale per la tenuta della maggioranza di governo su uno dei dossier più delicati dello scenario internazionale.
