Nuovi sviluppi giudiziari per la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, che risulta ora indagata dalla Procura di Milano per un’altra ipotesi di bancarotta. La nuova inchiesta riguarda il fallimento di Bioera S.p.A., società attiva nel settore del cibo biologico di cui la senatrice di Fratelli d’Italia è stata presidente fino al 2021. Questa contestazione si aggiunge a un quadro giudiziario già complesso che vede la ministra coinvolta in più procedimenti, destando preoccupazione e accendendo il dibattito politico.

Il crac di Bioera e le nuove accuse

L’iscrizione nel registro degli indagati, come riportato da diverse fonti, è scaturita a seguito del deposito della relazione del liquidatore giudiziale di Bioera. La società, dichiarata in liquidazione giudiziale (procedura che ha sostituito il fallimento) nel dicembre del 2024, presentava un “patrimonio netto negativo”, ovvero un “buco” stimato in circa 8 milioni di euro. Dopo l’analisi di tale documento, la Procura di Milano, sotto la guida di Marcello Viola e con il coordinamento dell’aggiunto Roberto Pellicano e dei pm Luigi Luzi e Guido Schininà, ha aperto un nuovo fascicolo per bancarotta. Oltre alla ministra Santanchè, nel registro degli indagati figurano anche il suo ex compagno Canio Mazzaro e altri ex amministratori della società.

La difesa della ministra, rappresentata dagli avvocati Nicolò Pelanda e Salvatore Pino, ha dichiarato che l’assistita non ha ancora ricevuto alcuna notifica formale e ha definito “singolare” un suo eventuale coinvolgimento, sottolineando che aveva lasciato la carica di presidente senza deleghe operative già da anni e non era azionista della società. L’iscrizione, secondo i legali, potrebbe configurarsi come un “atto dovuto a fini di garanzia”.

La galassia societaria e l’inchiesta su Ki Group

La vicenda di Bioera si intreccia strettamente con quella di Ki Group S.r.l., un’altra società del gruppo per la quale la ministra Santanchè era già indagata per bancarotta. L’inchiesta sul crack di Ki Group, fallita nel gennaio 2024, era emersa alla fine dello stesso anno e coinvolgeva, oltre alla ministra (presidente e legale rappresentante dal 2019 al 2021), anche l’ex compagno Canio Mazzaro e suo fratello Michele. A complicare ulteriormente il quadro, il 5 giugno 2025 è fallita anche una terza società del gruppo, la Ki Group Holding S.p.A. L’ipotesi degli inquirenti è di riunire i tre casi in un unico fascicolo, con più indagati e imputazioni, in vista della chiusura delle indagini. Le ipotesi di reato spaziano dalla bancarotta per reati societari, come il falso in bilancio, alla bancarotta fraudolenta per operazioni dolose.

Il caso Visibilia: falso in bilancio e truffa all’INPS

Parallelamente alle inchieste per bancarotta, la ministra Santanchè è coinvolta in altri due importanti filoni giudiziari legati al gruppo editoriale da lei fondato, Visibilia.

  • Falso in bilancio: La senatrice è già a processo a Milano per presunte false comunicazioni sociali relative ai bilanci di Visibilia. L’accusa è di aver fornito informazioni incomplete o non veritiere sui conti della società.
  • Truffa aggravata all’INPS: È inoltre in corso l’udienza preliminare per un’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. La Procura contesta una presunta gestione irregolare della cassa integrazione in deroga durante il periodo della pandemia di Covid-19 per tredici dipendenti, che avrebbero continuato a lavorare pur risultando a zero ore. Questo procedimento è attualmente sospeso in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale su un conflitto di attribuzione sollevato dal Senato.

Le implicazioni politiche

La moltiplicazione dei fronti giudiziari ha inevitabilmente riacceso il dibattito politico, con le opposizioni che tornano a chiedere a gran voce le dimissioni della ministra. Già in passato erano state presentate mozioni di sfiducia, respinte dalla maggioranza. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha finora mantenuto una linea garantista, affermando che un rinvio a giudizio non costituisce di per sé motivo di dimissioni e che la valutazione va fatta sull’impatto che tali vicende possono avere sul lavoro di governo. La posizione della ministra Santanchè, tuttavia, diventa sempre più delicata, ponendo un’ombra sulla stabilità dell’esecutivo e sollevando questioni di opportunità politica e di etica pubblica.

Di veritas

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