Il panorama del credito in Italia chiude l’anno con una nota di cauto ottimismo. Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, a dicembre i prestiti erogati dalle banche al settore privato hanno segnato una crescita del 2,1 per cento su base annua, un dato che conferma la stabilità rispetto al mese precedente. Questa dinamica, apparentemente lineare, nasconde al suo interno tendenze significative che meritano un’analisi approfondita, soprattutto per quanto riguarda le due principali componenti del settore privato: le famiglie e le società non finanziarie.
Un sostegno robusto per le famiglie italiane
Il dato più incoraggiante arriva dal comparto delle famiglie, dove i prestiti hanno registrato un’accelerazione, passando da un +2,3% a novembre a un +2,5% a dicembre. Questo incremento, che segna il dodicesimo mese consecutivo di crescita per questa categoria, testimonia una rinnovata fiducia da parte dei nuclei familiari italiani. L’aumento della domanda di finanziamenti per l’acquisto di abitazioni e per il credito al consumo suggerisce una maggiore propensione alla spesa e all’investimento, fattori cruciali per la vitalità dell’economia nazionale. Nonostante un leggero aumento del Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) sui nuovi mutui, che a dicembre si è attestato al 3,81%, la domanda di prestiti da parte delle famiglie non sembra aver subito rallentamenti.
Le imprese tornano a investire: un segnale di ripresa
Anche sul fronte delle imprese si osservano segnali positivi. I prestiti alle società non finanziarie sono aumentati del 2,0%, in crescita rispetto all’1,8% registrato a novembre. Si tratta del sesto mese consecutivo di incremento, un chiaro indicatore che le aziende italiane stanno tornando a investire, cercando liquidità per finanziare nuovi progetti, espandere le proprie attività e rafforzare la propria competitività. Questo flusso di credito verso il sistema produttivo è fondamentale per sostenere la crescita economica e l’occupazione nel medio-lungo periodo. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle imprese hanno mostrato un lieve aumento, passando dal 3,52% di novembre al 3,58% di dicembre, con una differenziazione in base all’importo del finanziamento.
Dinamiche della raccolta: depositi e obbligazioni
Parallelamente all’andamento dei prestiti, i dati sulla raccolta bancaria offrono ulteriori spunti di riflessione. I depositi del settore privato sono cresciuti del 2,3 per cento, segnando un leggero rallentamento rispetto al 2,6% del mese precedente. Anche la raccolta obbligazionaria ha mostrato una dinamica simile, con un aumento del 2,1 per cento, in calo rispetto al 2,8% di novembre. Questa lieve frenata potrebbe indicare una maggiore propensione alla spesa e all’investimento da parte di famiglie e imprese, che attingono ai propri risparmi per finanziare le proprie attività. Tuttavia, la raccolta diretta complessiva, che include depositi e obbligazioni, ha continuato a mostrare una dinamica positiva, con un aumento del 2% su base annua.
Il contesto macroeconomico e le prospettive future
Questi dati si inseriscono in un contesto macroeconomico complesso, caratterizzato da un’inflazione ancora presente e dalle decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea. Sebbene i tassi di interesse siano aumentati nel corso dell’anno, la domanda di credito da parte del settore privato si è dimostrata resiliente. Le banche italiane, forti di un 2025 positivo in termini di utili, sembrano in grado di sostenere l’economia reale, continuando a erogare credito a famiglie e imprese. Sarà fondamentale monitorare l’evoluzione dei tassi di interesse e la fiducia di consumatori e imprese nei prossimi mesi per comprendere appieno le prospettive dell’economia italiana.
