Un brivido ha percorso la schiena dei tifosi italiani e degli appassionati di sci di tutto il mondo. Sofia Goggia, la regina della velocità, è caduta durante la discesa libera valida per la combinata a squadre femminile alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Sulla sua amata pista, l’Olympia delle Tofane, che pochi giorni prima le aveva regalato uno storico bronzo in discesa, la campionessa bergamasca ha perso il controllo degli sci a circa tre quarti del tracciato, scivolando per un centinaio di metri prima di fermarsi. Fortunatamente, l’incidente si è risolto solo con un grande spavento: Sofia si è rialzata autonomamente, senza riportare conseguenze fisiche.

La dinamica della caduta e la delusione azzurra

La gara di Sofia Goggia era iniziata con la consueta aggressività, ma senza la stessa efficacia mostrata in altre occasioni. Al momento della caduta, avvenuta nel quarto intermedio di gara nella zona dello Scarpadon, una delle curve più tecniche del tracciato ampezzano, l’azzurra accusava un ritardo di 42 centesimi dall’austriaca Ariane Raedler, in quel momento al comando. Dopo un buon avvio, Goggia aveva iniziato a perdere terreno, accumulando un distacco di 12 centesimi nel secondo settore e altri 30 nel terzo. La scivolata ha messo fine alla sua prova e, di conseguenza, anche a quella della sua compagna di squadra, Lara Della Mea, che non ha potuto disputare la successiva manche di slalom.

La delusione sul volto della campionessa era evidente. Ai microfoni, a caldo, ha ammesso di non essere riuscita a trovare la giusta concentrazione. “Sicuramente oggi non sono riuscita ad entrare in gara con lo stesso focus di domenica scorsa”, ha dichiarato Goggia. “Nonostante mi sentissi bene nel riscaldamento, non ho ricreato l’adrenalina da gara. Ho patito forse un po’ mentalmente la discesa di due giorni fa”. Un pensiero è andato subito alla compagna di squadra: “Mi dispiace per Lara, le ho precluso la possibilità di provare lo slalom. Scusami Lara”.

Nessuna conseguenza fisica, testa al SuperG

L’immagine di Sofia che si rialza da sola ha subito rassicurato tutti sulle sue condizioni fisiche. La paura di un nuovo infortunio, in una carriera purtroppo costellata di stop forzati, è stata immediatamente fugata. La stessa Goggia ha confermato di stare bene, spiegando la caduta più con un calo di tensione mentale che con un errore tecnico. “Alle olimpiadi la gara può andare bene o male, oggi mi riposerò un po’ e cercherò di recuperare il focus soprattutto in vista di giovedì del SuperG, che è sempre andato bene in stagione. Ce la metterò tutta”, ha aggiunto la 33enne orobica.

La gara di combinata a squadre è stata poi vinta dalla coppia austriaca formata da Ariane Raedler e Katharina Huber. Medaglia d’argento per la Germania (Weidle-Winkelmann/Aicher) e bronzo per gli Stati Uniti (Wiles/Moltzan). L’altra coppia italiana in gara, formata da Laura Pirovano e Martina Peterlini, ha visto svanire il sogno di una medaglia a causa di un’inforcata della Peterlini in slalom, dopo che la Pirovano aveva chiuso la discesa con un eccellente terzo tempo.

Un’atleta abituata a rialzarsi

La caduta odierna, seppur deludente per il risultato di squadra, non scalfisce il valore di un’atleta dal carattere indomito. Sofia Goggia ha costruito la sua leggenda tanto sulle vittorie scintillanti quanto sulla sua incredibile capacità di rialzarsi dopo ogni caduta, fisica o metaforica che sia. Il suo percorso sportivo è un manifesto di resilienza. Ora, archiviata la combinata, l’obiettivo è già puntato sul SuperG di giovedì, un’altra occasione per dimostrare, ancora una volta, di essere la più forte.

Di nike

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