La Borsa di Milano ha archiviato la seduta con una variazione minima (-0,04%), un risultato che cela una giornata di forti contrasti tra i diversi settori. Mentre il lusso e l’automotive hanno brillato, trainati da una Ferrari in stato di grazia, il comparto finanziario ha pesato sull’andamento generale del listino. Il tutto in un contesto europeo incerto e con Wall Street che ha invece mostrato segnali di ottimismo.
Ferrari: un cavallino rampante da record
La protagonista indiscussa di Piazza Affari è stata Ferrari, che ha chiuso con un’impressionante impennata del 10,2%. A innescare il rally sono stati i risultati finanziari del 2025, che hanno superato ampiamente le attese. La casa di Maranello ha registrato un utile e ricavi in forte crescita, con un fatturato che ha raggiunto i 7,146 miliardi di euro. L’EBITDA si è attestato a 2,772 miliardi di euro, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente, e l’utile operativo è salito a 2,11 miliardi (+12%). Questi numeri eccezionali, ottenuti nonostante una leggera diminuzione delle consegne, confermano la solidità della strategia del brand, focalizzata sull’esclusività e su un mix di prodotti ad alta marginalità. La reazione del mercato è stata immediata, premiando la visione a lungo termine del management e la capacità di generare valore in modo consistente.
Sulla scia di Ferrari, anche Stellantis ha registrato una performance molto positiva, chiudendo con un rialzo del 3,4%. Bene anche Campari, che ha guadagnato il 3,4%, a testimonianza della vitalità del settore del lusso e dei beni di consumo di alta gamma.
Lusso, tecnologia e utility in territorio positivo
La giornata è stata favorevole anche per altri titoli importanti del listino milanese. Nel settore tecnologico, Stm ha guadagnato il 2,7%, mentre nel lusso si sono distinte anche Moncler (+2,5%) e Cucinelli (+1%). Positiva anche Buzzi nel comparto delle costruzioni, con un incremento del 2,5%.
Tra le blue chip in rialzo, troviamo anche Amplifon (+1,3%) e le utility, con Enel che ha segnato un +0,95% e Terna un +0,9%, aggiornando il suo massimo storico a 9,55 euro. In luce anche Tim, con un progresso dello 0,6%.
Il settore finanziario zavorra il listino
A frenare l’entusiasmo di Piazza Affari è stato il comparto finanziario, che ha registrato vendite diffuse. La performance peggiore è stata quella di Mps, che ha ceduto il 3,4% in seguito alla pubblicazione dei risultati finanziari e in attesa di decisioni strategiche su Mediobanca (-0,4%). Male anche Unicredit (-2,6%), Unipol (-2,4%) e Banco Bpm (-2%). Tra le assicurazioni, Generali ha chiuso in calo dell’1,4%. Questa debolezza generalizzata del settore bancario ha impedito al FTSE MIB di chiudere la giornata in territorio positivo.
In rosso anche altri titoli industriali come Prysmian (-2,1%) e Leonardo (-2%).
Spread e mercato obbligazionario: calma piatta
Nonostante le turbolenze sul mercato azionario, il mercato dei titoli di stato ha mostrato una notevole stabilità. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso poco mosso a 60,5 punti base, con il rendimento del decennale italiano in calo al 3,41%. Questo indica che non ci sono state tensioni sul debito sovrano italiano, un segnale di fiducia da parte degli investitori.
