Una vera e propria rivoluzione nel mondo dei controlli elettronici della velocità è stata avviata in Italia. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha dato il via a quella che ha definito una storica “operazione trasparenza” sugli autovelox. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, aumentare la sicurezza stradale, dall’altro, porre fine all’era degli “autovelox furbetti”, spesso percepiti dagli automobilisti più come uno strumento per rimpinguare le casse comunali che come un reale deterrente.
“Quella sugli autovelox è un’operazione trasparenza che ho voluto da Ministro, da genitore, nel nome della sicurezza stradale, e da automobilista”, ha dichiarato Salvini, sottolineando la necessità di un intervento normativo atteso da oltre un decennio. Al centro della questione, un censimento nazionale che ha rivelato dati sorprendenti e una nuova, più stringente, regolamentazione su posizionamento e, soprattutto, omologazione dei dispositivi.
Il Censimento: Crolla il Numero degli Autovelox Registrati
Il primo passo dell’operazione è stato un censimento nazionale, richiesto ai Comuni per mappare tutti i dispositivi attivi sul territorio. A fronte di stime che parlavano di oltre 11.000 apparecchi, un record a livello europeo, i dati ufficiali hanno disegnato uno scenario completamente diverso. “Si narrava che fossero più di 10mila. Abbiamo chiesto ai Comuni di inserire indirizzo, anno e omologazione, siamo arrivati a neanche 4mila”, ha spiegato il Ministro.
Questo drastico calo, secondo il Ministero, indica che molti enti hanno deciso di registrare solo i dispositivi realmente necessari per la sicurezza, tralasciando quelli considerati “non conformi” o installati in punti non strategici. Un dato ancora più significativo riguarda l’omologazione: “Di questi, con l’omologazione, secondo le regole, ce ne sono la metà”, ha aggiunto Salvini. Ciò significa che solo circa 2.000 dispositivi, ad oggi, sarebbero pienamente conformi alle nuove normative. I Comuni avranno comunque tempo per adeguarsi e aggiornare i loro apparecchi.
Le Nuove Regole: Cosa Cambia per gli Automobilisti
Il cuore della riforma è il nuovo decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 maggio 2024 ed entrato in vigore a giugno, che introduce criteri molto più severi per l’installazione e l’utilizzo dei rilevatori di velocità. L’intento è di legare in modo indissolubile la presenza di un autovelox a una reale esigenza di sicurezza.
Ecco i punti salienti della nuova normativa:
- Posizionamento solo in aree a rischio: Gli autovelox potranno essere installati solo in aree con un elevato tasso di incidentalità, preventivamente autorizzate dal Prefetto. Sarà necessario documentare l’impossibilità o la difficoltà di procedere con la contestazione immediata.
- Limiti di velocità coerenti: È stato introdotto il divieto di posizionare un autovelox in tratti di strada dove il limite di velocità è inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello massimo previsto per quel tipo di strada. Ad esempio, su una strada extraurbana con limite a 90 km/h, non si potranno installare dispositivi dove il limite scende sotto i 70 km/h. Nelle aree urbane, il limite minimo rilevabile non potrà essere inferiore ai 50 km/h, rendendo di fatto inefficaci i controlli automatici nelle cosiddette “Zone 30”.
- Distanze minime obbligatorie: Per evitare le “multe in serie”, sono state fissate delle distanze minime tra un dispositivo e l’altro, che variano in base al tipo di strada: 3 km su strade extraurbane principali e 1 km su quelle secondarie.
- Segnaletica chiara e anticipata: La presenza degli autovelox dovrà essere segnalata con largo anticipo. Fuori dai centri urbani, il segnale di preavviso dovrà essere posizionato almeno 1 chilometro prima del dispositivo. Nelle strade urbane a scorrimento la distanza scende a 200 metri e a 75 metri sulle altre strade urbane.
La Cruciale Questione dell’Omologazione
Un aspetto fondamentale, sollevato anche da una recente sentenza della Corte di Cassazione, è la distinzione tra “approvazione” e “omologazione” degli apparecchi. Molti dispositivi in uso erano semplicemente approvati dal Ministero ma non avevano completato l’iter di omologazione, che prevede verifiche tecniche più approfondite sulla loro funzionalità e precisione. Il nuovo quadro normativo mira a fare chiarezza, stabilendo criteri precisi per l’omologazione. Gli automobilisti, tramite un elenco ufficiale ministeriale, potranno verificare se l’apparecchio che ha rilevato l’infrazione è regolarmente registrato e conforme. Le multe emesse da dispositivi non censiti o non omologati rischiano l’annullamento.
“Abbiamo semplicemente eliminato gli autovelox furbetti o irregolari. E quindi abbiamo messo un po’ di ordine”, ha concluso Salvini, rassicurando i sindaci che rispettano le regole. “Quelli che usavano gli autovelox a ripetizione, nascosti, camuffati, per fare cassa non ci saranno più”.
