Una lezione di educazione civica che parte dai banchi di scuola per arrivare dritta al cuore della città. Questa mattina, a Torino, il marciapiede di fronte all’istituto primario Baricco, in corso Peschiera 380, si è trasformato in un palcoscenico di impegno civile grazie a un’iniziativa tanto semplice quanto potente. Protagonisti assoluti Simone e Giorgio, due alunni di soli 10 anni, che per un giorno hanno smesso i panni di studenti per indossare quelli, in miniatura, di vigili urbani. Con tanto di cappello, fischietto e paletta, hanno presidiato con serietà e dedizione i posti auto riservati alle persone con disabilità, spesso occupati abusivamente.

L’evento, un flash mob intitolato “Il Piccolo Vigile Urbano”, è stato ideato e promosso dalla CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà, in stretta collaborazione con la dirigenza scolastica dell’Istituto Baricco, guidata dalla professoressa Maria Antonietta Roma. L’obiettivo, tanto ambizioso quanto necessario, è quello di scuotere le coscienze partendo dai più piccoli, per combattere un malcostume diffuso e insegnare il valore del rispetto e dell’inclusione. L’idea di fondo, come sottolineato dagli organizzatori, è che una città a misura di bambino è intrinsecamente una città più accessibile e vivibile per tutti.

La Voce della Coscienza: Cipidillo e l’Impegno della CPD

Ad affiancare i due “baby-vigili” nella loro missione c’era anche una presenza speciale: il Cipidillo, la storica mascotte della CPD. Ispirata al Grillo Parlante di Collodi, questa figura rappresenta da oltre 35 anni la “voce della coscienza” della città, denunciando e portando all’attenzione pubblica le barriere, non solo architettoniche ma anche culturali, che le persone con disabilità devono affrontare quotidianamente. Recentemente, per amplificare il suo messaggio, il Cipidillo è anche approdato sui social media, con un canale Instagram (@cipidilloo) dove si propone come “trainer emotivo” per superare l’imbarazzo sulla disabilità.

La Consulta per le Persone in Difficoltà, nata nel 1988, è un’organizzazione di volontariato che opera per garantire inclusione sociale, autonomia e accessibilità, non solo per le persone con disabilità, ma per chiunque si trovi in condizioni di fragilità. L’impegno nelle scuole è uno dei pilastri della sua attività, come ha sottolineato il direttore dell’ente, Giovanni Ferrero: “La CPD è da sempre impegnata in attività di educazione dei più piccoli rispetto ai pregiudizi e al malcostume spesso trasmessi dal mondo degli adulti. Attraverso momenti di formazione all’interno delle scuole, promuove i valori di rispetto e inclusione sociale, necessari per costruire una società più giusta e aperta”.

Dalla Strada all’Aula: Laboratori per Costruire il Futuro

L’iniziativa non si è limitata alla sola azione dimostrativa in strada. Al termine del flash mob, le classi coinvolte hanno partecipato a una serie di laboratori didattici condotti dagli esperti della CPD. Questi momenti formativi sono stati pensati per approfondire il significato del gesto compiuto dai loro compagni e per radicare i concetti di educazione civica e inclusione sociale. L’obiettivo è favorire lo sviluppo del pensiero critico fin dalla più tenera età, fornendo ai bambini gli strumenti per riconoscere e contrastare i pregiudizi.

Questa giornata rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra istituzioni scolastiche e terzo settore possa generare un impatto tangibile sulla comunità. L’immagine di Simone e Giorgio, piccoli ma determinati difensori dei diritti altrui, non è solo una nota di colore nella cronaca cittadina, ma un potente promemoria: la costruzione di una società più equa e rispettosa inizia dai gesti quotidiani e, soprattutto, dall’educazione delle nuove generazioni. Un messaggio che, da Torino, si spera possa risuonare in tutto il Paese.

Di davinci

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