BOLOGNA – Un fulmine a ciel sereno, ma non del tutto inatteso, si abbatte sul futuro dello stadio di Bologna. Il progetto di restyling dello storico “Renato Dall’Ara”, un sogno coltivato a lungo dalla società e dai tifosi, è ufficialmente naufragato. La Giunta comunale di Bologna ha cancellato l’impegno di spesa di 40 milioni di euro, un tassello fondamentale della partnership pubblico-privata che avrebbe dovuto sostenere l’ambiziosa opera di ammodernamento. Una decisione sofferta, arrivata dopo mesi di stallo e incertezze, dettata da un fattore tanto semplice quanto insormontabile: l’esplosione dei costi.
L’INSOSTENIBILE AUMENTO DEI COSTI: DA 140 A 230 MILIONI
A spiegare nel dettaglio le ragioni di questo passo indietro è stato l’amministratore delegato del Bologna, Claudio Fenucci, in una conferenza stampa che ha di fatto riscritto il futuro delle infrastrutture sportive cittadine. “Il piano per il restyling è un percorso iniziato nel 2018“, ha argomentato Fenucci, “sono passati sette anni, è successo di tutto e i costi, inizialmente stimati in 140 milioni, sono lievitati fino a 230“. Un incremento di quasi 90 milioni di euro che ha reso il progetto economicamente insostenibile sia per il club che per l’amministrazione pubblica. “Non possiamo ripetere la stessa esperienza in termini temporali e non c’è l’intenzione dell’azionista e del management di aspettare tanto“, ha aggiunto l’AD, sottolineando la frustrazione per le lungaggini burocratiche e le incertezze che hanno caratterizzato l’iter.
IL BOLOGNA FC CAMBIA RUOLO: DA PROMOTORE A PARTNER
La conseguenza più diretta di questa situazione è un cambio di strategia da parte del Bologna FC 1909. Il club, che si era impegnato per 100 milioni di euro tra crediti e debiti, non sarà più il soggetto promotore di eventuali nuovi progetti. “Se ci saranno nuove idee o progetti, che arrivino da privati o pubblici, potremo essere parte in causa, partner, non più azionisti di maggioranza“, ha chiarito Fenucci. In sostanza, i 100 milioni restano a disposizione, ma la società non intende più accollarsi l’onere e il rischio di guidare operazioni così complesse e dispendiose. “Non può essere il Bologna ad avanzare nuove proposte, perché le condizioni di restyling, per come era concepito, non convengono più e un nuovo stadio nella realtà di Bologna non è remunerativo“, ha sentenziato l’amministratore delegato.
QUALI SCENARI PER IL FUTURO? LE IPOTESI SUL TAVOLO
Cancellato il maxi-restyling, si aprono ora diversi scenari per il futuro dell’impiantistica sportiva a Bologna. Fenucci stesso ha delineato alcune possibili alternative, dimostrando che, nonostante la delusione, lo sguardo è già rivolto al futuro.
- Restyling ridotto del Dall’Ara: una delle prime ipotesi è quella di un intervento meno invasivo e oneroso sull’attuale stadio, da discutere nuovamente con il Comune. Questa soluzione, seppur meno ambiziosa, permetterebbe di apportare migliorie necessarie senza imbarcarsi in un progetto faraonico.
- Un nuovo stadio fuori città: l’idea di un impianto completamente nuovo, magari situato in un’area dismessa per non consumare suolo agricolo, resta un’opzione valida. Lo stesso sindaco Matteo Lepore si è detto aperto a discutere tale eventualità. Fenucci ha sottolineato come, paradossalmente, “uno stadio nuovo costerebbe meno e renderebbe di più” grazie a servizi moderni e aree hospitality, cruciali per i ricavi di un club.
- Un polo multifunzionale sull’esempio del basket: Fenucci ha evocato il modello vincente della Virtus Segafredo Arena, realizzata in collaborazione con la Fiera di Bologna. Un progetto più ampio, che non si limiti al solo stadio ma crei un polo di intrattenimento sportivo e musicale, potrebbe attrarre nuovi investitori privati e il sostegno della Regione. “Se la città e l’imprenditoria vorranno rendere Bologna un polo attrattivo […], potrebbero esserci imprenditori interessati anche a un nuovo stadio“, ha concluso Fenucci, lanciando un appello al tessuto economico cittadino.
LA POSIZIONE DEL COMUNE E LE PROSPETTIVE FUTURE
Da parte sua, l’amministrazione comunale, pur avendo formalizzato lo stop al finanziamento, ha confermato la propria disponibilità a valutare nuove proposte. Il sindaco Lepore ha ribadito l’importanza di dotare la città di un’infrastruttura moderna, anche in vista della candidatura per gli Europei del 2032. Tuttavia, la palla ora passa ad altri attori. Il Bologna FC ha tracciato una linea chiara: parteciperà, ma non guiderà più le danze. Il futuro dello stadio, che sia il vecchio e glorioso Dall’Ara rinnovato o un impianto nuovo di zecca, dipenderà dalla capacità della città, delle sue istituzioni e del suo mondo imprenditoriale di fare sistema e trovare una soluzione sostenibile, concreta e, soprattutto, rapida.
