Oristano – Un sospiro di sollievo collettivo ha pervaso la città di Oristano e l’intera Sardegna. La Sartiglia, una delle più antiche e affascinanti giostre equestri del Mediterraneo, si farà nel pieno rispetto della sua secolare tradizione. La controversia sorta attorno all’applicazione del cosiddetto “decreto Abodi” è stata risolta a meno di una settimana dall’evento, che si svolge come da consuetudine l’ultima domenica e martedì di Carnevale.

La notizia è stata ufficializzata dal sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna, in una conferenza stampa convocata d’urgenza: “La Sartiglia è salva, questo è sicuramente un grande risultato”. Con queste parole, il primo cittadino ha posto fine a settimane di incertezza che avevano tenuto con il fiato sospeso organizzatori, cavalieri e appassionati.

Il nodo del contendere: il Decreto Abodi e la tradizione

Il pomo della discordia era rappresentato dal decreto firmato dal Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che disciplina le manifestazioni pubbliche con impiego di equidi svolte al di fuori degli impianti autorizzati. La normativa prevede l’obbligo per i cavalieri di indossare dispositivi di protezione individuale, come caschi e corpetti, per garantire maggiori standard di sicurezza.

Tuttavia, per la Sartiglia, questa imposizione rappresentava un ostacolo insormontabile. I cavalieri si sono fermamente rifiutati di indossare le protezioni, ritenendole incompatibili con le maschere tradizionali, spesso in ceramica, e con gli abiti storici che costituiscono un elemento identitario e irrinunciabile della manifestazione. L’obbligo, ribadito anche dal prefetto di Oristano nei giorni scorsi, aveva portato i cavalieri a minacciare di disertare la giostra, mettendo a serio rischio un evento che è patrimonio culturale immateriale e uno dei momenti più importanti per l’identità sarda.

La svolta: il riconoscimento dei percorsi da parte dell’ASI

La soluzione è arrivata nella tarda serata di venerdì, grazie a un intenso lavoro diplomatico e istituzionale. La svolta è stata la comunicazione da parte dell’ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane), un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, che ha ufficialmente riconosciuto e omologato i percorsi della Sartiglia e della Corsa delle Pariglie.

È lo stesso decreto Abodi a prevedere una deroga fondamentale: le manifestazioni che si svolgono su tracciati riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole e forestali, dalla FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) o, appunto, da un ente di promozione sportiva, sono escluse dal suo campo di applicazione. Con l’omologazione dei percorsi cittadini – che si snodano tra via Duomo e via Mazzini – la Sartiglia rientra in questa casistica, superando di fatto l’obbligo di caschi e corpetti.

“Abbiamo lavorato per mesi e finalmente è arrivato il risultato,” ha dichiarato il sindaco Sanna, che ha prontamente informato prefetto e questore. “L’ASI ha riconosciuto i nostri percorsi e questo consente alla Sartiglia di uscire dal campo di applicazione del Decreto Abodi. Il risultato, frutto di un incessante lavoro di squadra, consente lo svolgimento della Sartiglia nel pieno rispetto della tradizione e della storia della città.”

Sicurezza e tradizione: un binomio possibile

Il sindaco ha tenuto a sottolineare come la deroga non significhi un abbassamento dei livelli di sicurezza. “I percorsi, inoltre, rispondono pienamente alle norme in materia di sicurezza e quindi anche questo aspetto è garantito, come avviene regolarmente ogni anno”. La città di Oristano, infatti, adotta da sempre rigidi protocolli per tutelare l’incolumità di pubblico, cavalieri e cavalli, con un piano di sicurezza dettagliato che viene definito in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

La soluzione trovata rappresenta un importante precedente per altre manifestazioni storiche italiane che si trovavano ad affrontare problematiche simili, come l’Ardia di Sedilo. Dimostra come sia possibile conciliare il rispetto delle normative sulla sicurezza con la salvaguardia di tradizioni plurisecolari che costituiscono un patrimonio culturale inestimabile. La Sartiglia, le cui origini documentate risalgono almeno al XVI secolo, è un complesso rituale che va oltre la semplice competizione sportiva, intrecciando devozione, abilità equestre e un forte senso di comunità.

La Sartiglia: un rito che si rinnova

Organizzata dai Gremi dei Contadini (la domenica) e dei Falegnami (il martedì), la Sartiglia si articola in due momenti principali:

  • La Corsa alla Stella: i cavalieri, guidati dalla figura quasi sacra de Su Componidori, si lanciano al galoppo nel centro storico per tentare di infilzare con la spada una stella sospesa.
  • La Corsa delle Pariglie: al termine della Corsa alla Stella, i cavalieri, in gruppi di tre, si esibiscono in spettacolari evoluzioni acrobatiche lungo via Mazzini.

Con la risoluzione della controversia, Oristano può ora concentrarsi sugli ultimi preparativi per accogliere le migliaia di visitatori e appassionati pronti a vivere, ancora una volta, la magia senza tempo della sua Sartiglia.

Di veritas

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