Il Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills è stato ancora una volta il palcoscenico di uno dei momenti più attesi della stagione dei premi hollywoodiana. Sabato sera, la 78esima edizione dei Directors Guild of America (DGA) Awards ha incoronato Paul Thomas Anderson come miglior regista per il suo acclamato action-thriller “Una Battaglia dopo l’altra”. Questo prestigioso riconoscimento, che si aggiunge al Golden Globe e al Critics Choice Award già conquistati dal cineasta, proietta con forza Anderson e la sua opera verso la notte degli Oscar, in programma il prossimo 15 marzo.
Un indicatore quasi infallibile per gli Oscar
Il premio della DGA è storicamente considerato uno degli indicatori più affidabili in vista degli Academy Awards. Nelle sue 77 edizioni precedenti, solo in otto occasioni il vincitore della DGA non ha poi conquistato l’ambita statuetta per la miglior regia. Le statistiche, inoltre, suggeriscono che il trionfo in questa categoria è spesso preludio anche alla vittoria come miglior film. Un precedente illustre e recente è quello di Sean Baker, che lo scorso anno con “Anora” ha seguito proprio questo percorso vincente. L’ultima discrepanza tra il giudizio dei registi e quello dell’Academy risale al 2019, quando Sam Mendes vinse il DGA per “1917” ma l’Oscar andò al sudcoreano Bong Joon Ho per il capolavoro “Parasite”, poi premiato anche come miglior film.
Un discorso di ringraziamento toccante
Nel suo discorso di accettazione, un emozionato Paul Thomas Anderson ha voluto dedicare ampio spazio al ricordo di Adam Somner, suo stretto collaboratore e assistente alla regia, scomparso prematuramente alla fine del 2024 a causa di una malattia. Somner, che ha lavorato con alcuni dei più grandi nomi del cinema come Martin Scorsese e Steven Spielberg, ha ricevuto una vittoria postuma insieme a tutto il team di regia del film. “C’è un titolo sfortunato per le persone con cui lavoriamo, ‘assistente alla regia’, perché è impreciso”, ha dichiarato Anderson. “Se ne trovi uno bravo, come l’ho avuto io – ho avuto il migliore, il suo nome era Adam Somner – è riduttivo per quello che ha fatto per me, per noi e per questo film. È per questo che sono qui”. Le sue parole, cariche di affetto e gratitudine, hanno profondamente commosso la platea di oltre 1.000 ospiti.
Una serata di stelle e omaggi
La cerimonia, condotta per la prima volta dal comico e attore Kumail Nanjiani, ha visto la tradizionale consegna delle medaglie DGA a tutti e cinque i candidati al premio principale. A premiare i registi sono state figure di spicco legate ai loro film: Leonardo DiCaprio, protagonista di “Una Battaglia dopo l’altra”, ha consegnato il riconoscimento ad Anderson; Michael B. Jordan ha reso omaggio a Ryan Coogler per “I peccatori – Sinners”; Jacob Elordi ha celebrato Guillermo del Toro per “Frankenstein”; Timothée Chalamet è salito sul palco per Josh Safdie (“Marty Supreme”), mentre il leggendario Steven Spielberg ha introdotto Chloé Zhao per “Hamnet”. Quasi tutti questi nomi si ritroveranno a contendersi l’Oscar: l’unica eccezione è Del Toro, il cui posto nella cinquina dell’Academy è stato preso da Joachim Trier, regista del dramma norvegese “Sentimental Value”.
I premi televisivi: conferme e tributi
Anche sul fronte televisivo, i DGA Awards hanno riservato momenti significativi. Il premio per la miglior regia di una serie drammatica è andato ad Amanda Marsalis per l’episodio “6:00 PM” del medical show “The Pitt”, confermando i favori già espressi da critica e stampa internazionale. Nella categoria comedy, il successo è arriso a Seth Rogen ed Evan Goldberg per l’episodio “The Oner” di “The Studio”, un trionfo che bissa l’Emmy vinto lo scorso settembre.
Il loro discorso di ringraziamento è stato un commosso omaggio a Catherine O’Hara, star della serie recentemente scomparsa. “Siamo cresciuti in Canada e lei è stata ed è il nostro idolo fin da quando eravamo bambini. Ci ha mostrato che si può essere dei geni assoluti e allo stesso tempo le persone più gentili del mondo”, ha detto Goldberg dal palco. La prematura scomparsa dell’attrice ha lasciato un vuoto nel mondo dello spettacolo e incertezza sul futuro del suo personaggio nella seconda stagione della serie.
Gli altri vincitori della serata
Tra gli altri premiati della 78esima edizione dei DGA Awards figurano:
- Charlie Polinger, che ha vinto il Michael Apted Award per il miglior esordio alla regia con il film “The Plague”.
- Mstyslav Chernov, premiato per la miglior regia di un documentario con “2000 Meters to Andriivka”.
- Shannon Murphy, vincitrice nella categoria Limited or Anthology Series per “Dying for Sex”.
- Stephen Chbosky, che si è aggiudicato il premio per i film televisivi con “Nonnas”.
La serata, presieduta per la prima volta da Christopher Nolan, ha celebrato il talento e la dedizione dei registi e dei loro team, confermando ancora una volta il ruolo cruciale della Directors Guild of America nel definire i protagonisti della corsa ai premi più importanti del cinema mondiale.
