MESSINA – In una mossa politica tanto attesa quanto clamorosa, il sindaco di Messina, Federico Basile, ha ufficialmente rassegnato le sue dimissioni durante una conferenza stampa tenutasi nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. La decisione, che diventerà irrevocabile tra 20 giorni, pone fine anticipata al suo mandato iniziato nel giugno 2022 e proietta la città dello Stretto verso elezioni anticipate, previste per la prossima primavera. Contestualmente all’annuncio delle dimissioni, Basile ha lanciato la sua immediata ricandidatura, trasformando un atto di resa in una sfida politica per ottenere un mandato più forte e una maggioranza solida.

“Oggi Federico Basile candida Federico Basile”

Visibilmente commosso ma determinato, il sindaco ha motivato la sua scelta come un atto di responsabilità verso la città. “La città non merita di essere tenuta né sotto scacco né sotto osservazione della politica“, ha dichiarato Basile, sottolineando come l’azione amministrativa sia stata frenata da una situazione di instabilità politica. Il cuore del problema, ha spiegato, risiede nei numeri del Consiglio Comunale. Eletto nel 2022 con una solida maggioranza di 20 consiglieri su 32, oggi il sindaco poteva contare solo su 13 fedelissimi. “È venuta meno la solidità che serve all’azione amministrativa“, ha affermato, accusando alcuni ex membri della maggioranza di aver cambiato schieramento per non meglio specificati “interessi personali”.

Con una frase a effetto, Basile ha voluto segnare una netta cesura con il passato e affermare la propria autonomia politica: “Nel 2022 l’ex sindaco Cateno De Luca ha annunciato la candidatura del semisconosciuto Federico Basile. La città ha dato fiducia alla proposta di De Luca. Oggi è Federico Basile che candida Federico Basile“. Una dichiarazione d’indipendenza che mira a consolidare la sua figura in vista della nuova campagna elettorale, pur rimanendo nell’alveo del movimento “Sud chiama Nord” di De Luca, il quale ha espresso pieno sostegno alla mossa.

Dall’emergenza al “salto di qualità”: la visione di Basile

Nel suo discorso, interrotto a più riprese dagli applausi dei presenti, Basile ha tracciato un bilancio del lavoro svolto, ricordando lo stato di dissesto finanziario in cui versava la città nel 2018, con debiti per 550 milioni di euro. Ha rivendicato i successi della sua amministrazione e di quella che l’ha preceduta, citando tra i risultati:

  • Il risanamento dei conti del Comune.
  • Il raggiungimento del 65% nella raccolta differenziata.
  • La riqualificazione di aree verdi come Villa Dante e il parco Aldo Moro.
  • Interventi sugli impianti sportivi e la messa in sicurezza di edifici scolastici.

Secondo il sindaco dimissionario, Messina è uscita dalla “fase dell’emergenza” e ha ritrovato una condizione di normalità. Ora, però, è necessario un “cambio di passo“, un “salto di qualità” che l’attuale frammentazione politica impedisce. “Potrei fare un bell’accordo politico col centrodestra o centrosinistra e continuare a fare il sindaco. Ma questo serve a me e non alla città“, ha aggiunto, rigettando l’ipotesi di compromessi politici e preferendo rivolgersi direttamente agli elettori per superare l’impasse. “È meglio fermarsi due o tre mesi piuttosto che lasciare un anno e mezzo la città in minoranza“.

Una strategia politica e le reazioni

La decisione di Basile è interpretata da molti analisti come una mossa strategica ben precisa, orchestrata insieme al leader di “Sud chiama Nord”, Cateno De Luca. L’obiettivo sarebbe duplice: da un lato, ottenere una maggioranza più ampia e coesa in Consiglio Comunale per poter governare con maggiore efficacia; dall’altro, “sganciare” le elezioni comunali di Messina dalle elezioni regionali e nazionali del 2027. Le formazioni civiche e locali, infatti, tendono a ottenere risultati migliori quando non sono in concomitanza con consultazioni di carattere nazionale, che polarizzano il voto sui partiti tradizionali.

Le opposizioni hanno duramente criticato la scelta, definendola un “capriccio politico” di De Luca che sacrifica la stabilità della città per calcoli elettorali. Sia il centrodestra che il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle si preparano ora a una campagna elettorale che si preannuncia infuocata. Nel frattempo, con le dimissioni del sindaco, decadrà l’intera giunta e la Regione nominerà un commissario straordinario per guidare il Comune fino alle nuove elezioni. La mossa di Basile apre dunque una fase di incertezza amministrativa, ma anche una nuova, decisiva, pagina politica per il futuro di Messina.

Di veritas

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