Un sospiro di sollievo al fotofinish, ma la Juve non può sorridere
Un colpo di testa di Pierre Kalulu al sesto minuto di recupero ha salvato la Juventus da una sconfitta che avrebbe avuto il sapore della beffa, fissando il punteggio sul 2-2 contro una Lazio coriacea e ben messa in campo. Un punto guadagnato in extremis che permette ai bianconeri di Luciano Spalletti di mantenere l’imbattibilità casalinga in campionato, che dura da quasi un anno, ma che non cancella le ombre di un periodo di forma altalenante. In questo inizio di 2026, la Vecchia Signora viaggia a corrente alternata: su dieci partite disputate in tutte le competizioni, sono arrivate solo cinque vittorie. Un dato che stona con le ambizioni di un club che punta a un ruolo da protagonista nella corsa per un posto in Champions League.
Contro i biancocelesti di Sarri, la Juventus ha mostrato ancora una volta due facce. Da un lato, una produzione offensiva importante, con ben otto conclusioni nello specchio della porta difesa da Provedel, che si sommano alle tredici tentate a Bergamo contro l’Atalanta. Dall’altro, una preoccupante mancanza di cinismo sotto porta, unita a disattenzioni difensive che sono costate carissimo. “Sono davvero dispiaciuto per il mio errore: un pareggio che ci lascia rammarico, ma resta la grande reazione della squadra”, ha scritto sui social il capitano Manuel Locatelli, protagonista in negativo in occasione del primo gol laziale. Un suo errore in fase di impostazione ha spalancato la porta a Daniel Maldini, il cui assist è stato poi finalizzato da Pedro per il momentaneo vantaggio ospite. Anche sul raddoppio, firmato da Isaksen in avvio di ripresa, la difesa bianconera ha mostrato più di una crepa, con Cambiaso superato troppo facilmente dall’attaccante danese.
Spalletti predica calma e applaude la reazione: “Voglio che non si butti mai via il pallone”
Nonostante il risultato e gli errori individuali, Luciano Spalletti ha voluto vedere il bicchiere mezzo pieno, elogiando la reazione dei suoi uomini. “Abbiamo fatto ciò che dovevamo”, ha dichiarato il tecnico toscano nel post-partita. “La richiesta è altissima, perché io voglio che non si butti mai via il pallone. Mi prendo la reazione di squadra, applaudo i miei ragazzi per la loro prestazione”. Parole che mirano a tenere alto il morale di un gruppo che non ha tempo per leccarsi le ferite. All’orizzonte, infatti, si profila una delle partite più sentite della stagione: il Derby d’Italia contro l’Inter.
Per la prima volta nel nuovo anno, Spalletti avrà a disposizione un’intera settimana per preparare la sfida di San Siro. Un appuntamento cruciale non solo per la classifica e la corsa alla Champions, ma anche per il prestigio e la storica rivalità che contrappone i due club. I bianconeri andranno a caccia di una vittoria che a San Siro, sponda nerazzurra, manca dal marzo del 2023. Un’impresa ardua, contro un’Inter che viaggia a vele spiegate in testa alla classifica.
Yildiz, la stella del futuro che brilla già nel presente
In una serata dalle emozioni contrastanti, una delle poche note liete in casa Juventus porta il nome di Kenan Yildiz. Il giovane talento turco, fresco di un rinnovo contrattuale fino al 2030 che lo ha messo al centro del progetto tecnico bianconero, è stato ancora una volta tra i più propositivi. “Volevamo di più e abbiamo dato tutto: non è bastato vincere, ma non abbiamo mai mollato”, ha scritto il classe 2005 su Instagram, dimostrando maturità e attaccamento alla maglia. Il suo talento non è passato inosservato, tanto che nei giorni scorsi ha ricevuto alla Continassa la visita del commissario tecnico della Turchia, Vincenzo Montella. Un incontro che testimonia la crescente importanza di Yildiz anche a livello internazionale, con i playoff mondiali di fine marzo contro la Romania nel mirino. Ma prima, c’è da trascinare la Juventus in una sfida, quella contro l’Inter, che può dire molto sul futuro della stagione bianconera.
