Rapallo – Un fiume di parole denso e vibrante, un viaggio nell’anima che attraversa i secoli per parlare con sorprendente attualità al cuore dell’uomo contemporaneo. Si è consumato in un’atmosfera di palpabile emozione il debutto assoluto di “Tu, Dio”, il monologo che ha visto un magistrale Davide Livermore incarnare il tormento, la ricerca e l’illuminazione di Sant’Agostino. L’evento, andato in scena sabato 7 febbraio nell’Auditorium delle Clarisse di Rapallo, ha segnato non solo un momento di altissimo spessore culturale, ma anche la simbolica rinascita di uno spazio teatrale, trattandosi della prima produzione interamente realizzata dal teatro dopo la sua recente e importante ristrutturazione.
La sala, gremita in ogni ordine di posto, ha tributato un lungo e caloroso applauso al termine di un’ora di spettacolo che ha lasciato il pubblico sospeso tra riflessione e commozione. Presenti in prima fila anche le autorità cittadine, tra cui il sindaco Elisabetta Ricci e l’assessore Fabio Mustorgi, a testimonianza dell’importanza dell’evento per la comunità.
Un Dialogo Universale tra Fede e Ragione
Attingendo a due capolavori fondativi della letteratura e del pensiero occidentale, “Le confessioni” e i “Soliloqui”, la drammaturga e curatrice del testo, Margherita Rubino, ha saputo condensare la complessa profondità del pensiero agostiniano in un testo fluido e potente. Lo spettacolo non si è limitato a essere una semplice lettura scenica, ma si è trasformato in un vero e proprio dialogo interiore, un flusso di coscienza in cui l’uomo Agostino, prima ancora del Santo, si mette a nudo. La sua giovinezza dissoluta, gli studi a Cartagine, il viaggio a Roma e, infine, la folgorante conversione, sono stati ripercorsi non come tappe di un’agiografia, ma come momenti di una ricerca esistenziale universale.
Livermore, figura di spicco del teatro italiano e internazionale e attuale direttore del Teatro Nazionale di Genova, ha offerto una prova d’attore memorabile. Con un ritmo narrativo incalzante e una straordinaria gamma di toni e sfumature, ha saputo restituire tutta la fragilità, la passione e l’inquietudine di un’anima in dialogo costante con il suo unico, supremo interlocutore: Dio. La sua interpretazione ha reso tangibile il conflitto tra desiderio e fede, il dubbio come motore della ricerca, e la fede non come approdo dogmatico, ma come un continuo interrogarsi.
La Musica come Eco dell’Anima
A impreziosire e amplificare la potenza della parola è stato l’accompagnamento musicale del Chimera Ensemble, un trio di musicisti di eccezionale talento: Andrés Locatelli ai flauti, Leon Jänicke ai liuti e alla chitarra, e Sabina Colonna-Preti alla viola da gamba e al lirone. I loro interventi, che hanno introdotto e chiuso lo spettacolo, non sono stati un mero sottofondo, ma un contrappunto sonoro finemente intessuto nella narrazione. Le musiche, ora sospese e meditative, ora drammatiche e incalzanti, ora luminose e festive, hanno creato un paesaggio sonoro che ha dialogato costantemente con le parole di Agostino, sottolineandone i passaggi emotivi e concettuali e offrendo allo stesso Livermore pause di respiro in una performance di notevole intensità fisica e vocale.
Un Progetto Culturale di Rilievo
La realizzazione di “Tu, Dio” rappresenta un segnale forte per il panorama culturale ligure. È il primo, visibile frutto della sinergia tra il Teatro Auditorium delle Clarisse di Rapallo e il Teatro Sociale di Camogli, una collaborazione fortemente voluta dall’amministrazione comunale e diretta da Giuseppe Acquaviva, con l’obiettivo di creare una rete culturale virtuosa e dare nuova linfa alla programmazione teatrale del territorio.
La scelta di inaugurare questo nuovo corso con un testo di tale levatura filosofica e spirituale, affidato a un interprete del calibro di Livermore, testimonia una visione coraggiosa e una scommessa sulla capacità del teatro di essere luogo di pensiero e di crescita. Interrogato sulla possibilità di una tournée nazionale, lo stesso Livermore ha dichiarato che lo spettacolo è “appena nato” e che ora verrà “ascoltato e misurato” per capirne i futuri sviluppi. Il successo della prima assoluta lascia ben sperare che il profondo messaggio di Agostino, così potentemente veicolato da questa produzione, possa raggiungere un pubblico ancora più vasto.
