BRUXELLES – In una decisione che segna un punto a favore per il colosso di Cupertino nel complesso scenario regolatorio europeo, la Commissione Europea ha annunciato che i servizi di intermediazione online Apple Maps e di pubblicità online Apple Ads non saranno designati come “gatekeeper” ai sensi del Digital Markets Act (DMA). Questa conclusione giunge al termine di un’approfondita istruttoria, avviata dopo la notifica presentata dalla stessa Apple il 27 novembre 2025.
La normativa, concepita per garantire mercati digitali più equi e contendibili, impone una serie di obblighi stringenti alle piattaforme che agiscono come “punti di accesso fondamentali” tra le imprese e i consumatori. Tuttavia, secondo l’esecutivo UE, né Apple Maps né Apple Ads raggiungono la soglia critica per essere classificati come tali.
Le motivazioni della Commissione: utilizzo e scala limitati
La valutazione della Commissione si è basata su un’analisi dettagliata delle argomentazioni e dei dati forniti da Apple. L’azienda ha sostenuto con successo che i due servizi in questione non costituiscono un canale imprescindibile per le aziende che desiderano raggiungere i propri clienti finali all’interno dell’Unione Europea.
Nello specifico, due sono stati i fattori determinanti:
- Apple Maps: Nonostante la sua pre-installazione su milioni di dispositivi iOS, il servizio di mappe di Apple registra un “tasso di utilizzo complessivo relativamente basso nell’UE”. Questo ne riduce il peso strategico come intermediario dominante nel settore della navigazione e dei servizi di localizzazione.
- Apple Ads: Per quanto riguarda la piattaforma pubblicitaria, la Commissione ha riscontrato una “portata molto limitata nel settore della pubblicità online nell’UE”. In un mercato dominato da altri giganti, la piattaforma di Apple non possiede una dimensione tale da rappresentare uno snodo cruciale per gli inserzionisti.
In sintesi, l’analisi ha dimostrato che la semplice integrazione in un ecosistema diffuso come quello di Apple non è sufficiente per attivare le severe regole del DMA. Sono necessari numeri, penetrazione di mercato e una dipendenza strutturale da parte delle imprese terze, elementi che in questi due casi specifici non sono stati riscontrati.
La reazione di Apple e il contesto del DMA
Apple ha accolto con favore la decisione della Commissione. In una dichiarazione, l’azienda ha sottolineato come questi servizi affrontino una “concorrenza significativa in Europa”, esprimendo soddisfazione per il riconoscimento da parte della Commissione del fatto che non soddisfano i criteri per la designazione.
È fondamentale ricordare che questa decisione non altera lo status di Apple come gatekeeper per altri suoi servizi di piattaforma principali. Infatti, l’azienda è già stata designata in precedenza per il suo sistema operativo iOS, per l’App Store e per il browser Safari (designazione di settembre 2023), nonché per iPadOS (aprile 2024). Per questi servizi, Apple è tenuta a rispettare tutti gli obblighi previsti dal DMA, che includono, tra le altre cose, consentire l’installazione di app store di terze parti e garantire una maggiore interoperabilità con servizi concorrenti.
Il Digital Markets Act rappresenta uno degli sforzi normativi più ambiziosi al mondo per limitare il potere di mercato delle cosiddette “Big Tech”. La designazione di “gatekeeper” si applica generalmente a piattaforme con almeno 45 milioni di utenti attivi mensili e 10.000 utenti commerciali annuali negli ultimi tre anni.
Uno sguardo al futuro: monitoraggio costante
Nonostante la decisione odierna, la Commissione Europea ha tenuto a precisare che la questione non è definitivamente chiusa. L’esecutivo continuerà a “monitorare gli sviluppi del mercato” relativi ad Apple Maps e Apple Ads. Qualora dovessero verificarsi cambiamenti sostanziali, come una crescita significativa della base di utenti o della loro importanza strategica, la Commissione si riserva il diritto di rivalutare la situazione e, potenzialmente, di procedere con una futura designazione.
Questa vittoria per Apple, seppur parziale, evidenzia l’approccio selettivo e basato sui dati della Commissione nell’applicazione del DMA, dimostrando che ogni servizio viene valutato nel merito del suo reale impatto sul mercato digitale europeo. La versione non confidenziale della decisione sarà resa pubblica sul sito web della Commissione dedicato al DMA.
