LIVIGNO – Il cielo sopra la ‘Piccola Tibet’ si è tinto di tricolore. Un fascio di luce verde, bianco e rosso proiettato da Casa Italia ha squarciato il buio della serata, accompagnato dal suono festoso di un campanaccio. È l’accoglienza trionfale per Lucia Dalmasso, l’eroina di giornata, che ha varcato i cancelli del centro ‘Aquagranda’ stringendo al petto una medaglia di bronzo dal peso specifico enorme. Un bronzo che non è solo un successo personale, ma un traguardo storico per tutto lo snowboard italiano. L’Italia torna infatti sul podio olimpico nel gigante parallelo femminile a 24 anni di distanza dall’ultima volta, quando Lidia Trettel conquistò lo stesso metallo a Salt Lake City 2002.
UNA GARA DI NERVI E CUORE
La giornata di Lucia Dalmasso al Livigno Snow Park è stata un crescendo di emozioni e di prestazioni maiuscole. Partita con il quarto tempo nelle qualificazioni, la 28enne di Feltre ha dimostrato una solidità mentale e una determinazione fuori dal comune. Il suo cammino nella fase a eliminazione diretta è iniziato con un derby fratricida contro la compagna di squadra Jasmin Coratti, superata per appena sei centesimi. Ai quarti di finale, ha avuto la meglio sulla polacca Aleksandra Krol-Walas con un margine più netto, assicurandosi un posto in zona medaglia.
La semifinale l’ha vista opposta all’esperta austriaca Sabine Payer, che è riuscita a prevalere per soli 23 centesimi, spegnendo il sogno della finalissima. Ma per Lucia non era ancora finita. Restava da disputare la “small final”, la sfida per il bronzo, e il destino le ha riservato un’altra avversaria italiana: Elisa Caffont. In un derby che ha tenuto con il fiato sospeso il pubblico di casa, la Dalmasso ha tirato fuori le ultime energie, tagliando il traguardo con 11 centesimi di vantaggio e lasciandosi andare a un urlo liberatorio. L’oro è andato alla ceca Zuzana Maderova, che in finale ha superato l’austriaca Payer.
LACRIME DI GIOIA E UNA DEDICA SPECIALE
Visibilmente commossa, Lucia Dalmasso non ha mai abbandonato la sua medaglia, quasi a volersi sincerare che fosse tutto vero. “Ho iniziato a piangere sul podio e credo che non smetterò fino a stasera“, ha confessato ai microfoni. “Ancora fatico a crederci e continuo a toccare la medaglia per vedere che sia davvero vera. Questa medaglia era un sogno ed ora che ci sono arrivata posso sognare ancora più in grande“.
Un’emozione incontenibile, condivisa con la famiglia presente a Livigno, con il padre Pietro a scandire la festa con il suo campanaccio. “Quando ho abbracciato mia mamma dopo il traguardo non mi ricordo nemmeno cosa mi abbia detto“, ha aggiunto l’azzurra. La dedica, sentita e speciale, è andata al nonno: “È stato lui a trasmettermi la passione per la neve“. Un pensiero anche per i compagni di squadra, sia quelli battuti nei derby, sia quelli della squadra maschile, meno fortunati in gara: “Mi dispiace per i ragazzi, ho sperato per Fischnaller fino alla fine. Mi dispiace per aver dovuto battere due mie compagne di squadra ma la mia emozione è enorme, non la so nemmeno descrivere“.
IL RISCATTO DOPO GLI INFORTUNI E LA FESTA A CASA ITALIA
Questo bronzo olimpico rappresenta per Lucia Dalmasso la realizzazione di un sogno e il culmine di un percorso fatto di sacrifici e di grandi ritorni. Un grave infortunio con la rottura dei legamenti crociati di entrambe le ginocchia, subito dodici anni fa, l’aveva costretta a un lungo stop e a cambiare disciplina, passando dallo sci allo snowboard. Una scelta che oggi si è rivelata vincente. “La tavola in questi anni mi ha dato grandi emozioni: dopo che mi sono rotta i crociati non ci credevo più ed invece ho ricominciato a farlo“, ha dichiarato l’atleta.
La festa per la quinta medaglia della spedizione italiana a Milano Cortina 2026 è poi proseguita a Casa Italia, allestita presso il centro ‘Aquagranda’. Accolta da un’atmosfera trionfale, Lucia ha potuto rivedere le immagini della sua impresa sul maxi-schermo, lasciandosi andare a nuove lacrime di gioia. Un momento indimenticabile per celebrare un’atleta che ha saputo trasformare le difficoltà in un’incredibile vittoria.
