CORTINA D’AMPEZZO – Una storia di cadute, risalite e trionfi che sembra scritta per un film. La protagonista è Breezy Johnson, sciatrice alpina statunitense che ha trasformato il palcoscenico dei suoi incubi nel teatro della sua più grande vittoria. Sull’Olympia delle Tofane, a Cortina d’Ampezzo, ha conquistato la medaglia d’oro nella discesa libera femminile ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, chiudendo un cerchio fatto di dolore, determinazione e, infine, di pura gioia.
Il Destino sulle Tofane: Dal Dolore all’Oro
L’Olympia delle Tofane non è una pista qualunque per Breezy Johnson. È qui che, nel gennaio 2022, durante una prova di Coppa del Mondo, una rovinosa caduta le procurò un infortunio al ginocchio che mandò in frantumi il suo sogno di partecipare ai Giochi di Pechino. Un colpo durissimo per un’atleta che si presentava come una delle favorite. Ma è proprio su quella stessa neve, carica di ricordi dolorosi, che la Johnson ha costruito il suo capolavoro a cinque cerchi. Con una discesa aggressiva e tecnicamente impeccabile, ha fermato il cronometro sul tempo di 1’36″10, lasciandosi alle spalle la tedesca Emma Aicher, argento per soli quattro centesimi, e l’italiana Sofia Goggia, medaglia di bronzo.
Questa vittoria rappresenta la prima medaglia per gli Stati Uniti in questa edizione dei Giochi e fa di lei la seconda sciatrice americana a vincere l’oro olimpico in discesa libera, dopo l’icona Lindsey Vonn nel 2010. Un successo che assume contorni ancora più epici se si considera il percorso a ostacoli che l’atleta ha dovuto superare.
La Squalifica e il Rischio del Ritiro
Il cammino verso l’oro olimpico non è stato segnato solo dall’infortunio. Johnson ha dovuto affrontare anche un periodo buio lontano dalle competizioni a causa di una squalifica di 14 mesi. La sanzione è arrivata dall’Agenzia Antidoping degli Stati Uniti (USADA) per aver mancato tre controlli antidoping in un periodo di 12 mesi, una violazione delle regole sulla reperibilità (i cosiddetti “whereabouts”). Le mancate reperibilità si sono verificate il 29 ottobre 2022, il 13 giugno 2023 e il 10 ottobre 2023.
Questo stop forzato, che ha coperto l’intera stagione 2023-24, l’aveva portata a considerare seriamente il ritiro. “Mi scuso con i miei tifosi per averli delusi e per non aver potuto correre la scorsa stagione“, aveva scritto sui social, “ho commesso un errore umano e ne sto pagando le conseguenze“. Johnson ha sempre sottolineato che non si trattava di una positività a un test, ma di un problema legato alla mancata comunicazione della sua posizione per i controlli a sorpresa. Nonostante ciò, la squalifica ha rappresentato una prova mentale e fisica enorme, superata con una determinazione che l’ha resa ancora più forte.
Un Ritorno da Campionessa
Il rientro alle competizioni è stato folgorante. Prima della consacrazione olimpica, Breezy Johnson aveva già dimostrato di essere tornata ai massimi livelli vincendo due medaglie d’oro ai Campionati del Mondo di Saalbach 2025, in discesa libera e nella combinata a squadre. Questi successi hanno segnato la sua rinascita e l’hanno proiettata come una delle atlete da battere a Milano Cortina 2026. Curiosamente, la sciatrice del Wyoming ha vinto i suoi titoli più prestigiosi, Mondiale e Olimpico, senza aver mai ottenuto una vittoria in Coppa del Mondo, dove vanta comunque nove podi.
La sua vittoria a Cortina è stata offuscata dalla drammatica caduta della sua connazionale e leggenda dello sci, Lindsey Vonn, che ha riportato un grave infortunio. Un evento che ha aggiunto un’ulteriore nota emotiva a una giornata già carica di significato. E per aggiungere un tocco di colore, nel pieno dell’euforia dei festeggiamenti, la Johnson ha persino rotto la sua medaglia d’oro, che si è staccata dal nastro. “Stavo saltando su e giù per l’eccitazione, poi è caduta“, ha raccontato con un sorriso. Un piccolo incidente che non scalfisce minimamente la grandezza di un’impresa sportiva e umana straordinaria.
