Svolta nell’attentato a Mosca: arrestato a Dubai il presunto killer

In una complessa operazione internazionale che evidenzia le profonde tensioni geopolitiche attuali, il Servizio di Sicurezza Federale russo (FSB) ha annunciato l’arresto dell’uomo sospettato di aver tentato di assassinare il tenente generale Vladimir Alekseyev, primo vicedirettore del GRU, l’intelligence militare russa. L’uomo, identificato come Korba Lyubomir, cittadino russo nato nel 1960, è stato fermato a Dubai e successivamente estradato in Russia grazie alla cooperazione delle autorità degli Emirati Arabi Uniti.

L’attentato è avvenuto venerdì scorso in un condominio sulla Volokolamsk Highway, nella zona nord di Mosca. Il generale Alekseyev, 64 anni, è stato raggiunto da tre colpi di pistola Makarov dotata di silenziatore ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale, dove ha subito un intervento chirurgico. Secondo fonti russe, le sue condizioni sono gravi ma stabili e avrebbe ripreso conoscenza.

Le accuse di Mosca e la pista ucraina

Le autorità investigative russe hanno puntato il dito contro i servizi segreti ucraini, sostenendo che Korba, originario della regione di Ternopil nell’allora Ucraina sovietica, abbia agito su loro diretto incarico. Secondo la ricostruzione del Comitato Investigativo russo, Lyubomir sarebbe arrivato a Mosca alla fine di dicembre con il preciso obiettivo di compiere un “attacco terroristico”. Poche ore dopo l’agguato, sarebbe volato negli Emirati Arabi Uniti nel tentativo di dileguarsi.

L’Ucraina, da parte sua, ha fermamente negato ogni coinvolgimento nell’attentato. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha parlato di una possibile “lotta interna” ai vertici del potere russo, suggerendo un regolamento di conti interno come possibile movente. Questa versione, tuttavia, è stata respinta da Mosca, con il ministro degli Esteri Sergei Lavrov che ha definito l’attacco un “atto terroristico” volto a minare i processi negoziali in corso.

Identificati e arrestati i complici

Le indagini dell’FSB non si sono fermate all’arresto del presunto esecutore materiale. Le autorità russe hanno infatti annunciato di aver identificato e catturato anche due complici, entrambi cittadini russi:

  • Vasin Viktor, arrestato direttamente a Mosca.
  • Serebritskaya Zinaida, una donna che sarebbe riuscita a fuggire in Ucraina per sottrarsi alla cattura.

L’FSB ha dichiarato che la “caccia ai mandanti” continua, lasciando intendere che l’operazione non è ancora conclusa e che si sta lavorando per risalire all’intera catena di comando dietro l’attentato.

Chi è Vladimir Alekseyev: un profilo di peso nel GRU

Il tentato omicidio ha acceso i riflettori su una figura chiave dell’apparato di sicurezza russo. Vladimir Stepanovich Alekseyev, nato nel 1961 in un villaggio della regione ucraina di Vinnytsia, ricopre dal 2011 la carica di primo vicedirettore del GRU. Conosciuto con il soprannome di “Stepanich” tra i suoi uomini, è una figura di spicco con una lunga carriera nei reparti speciali (Spetsnaz).

Alekseyev è considerato una figura centrale nelle operazioni militari e ibride della Russia, in particolare per quanto riguarda il conflitto in Ucraina fin dal 2014. Si ritiene sia stato uno degli architetti e coordinatori della milizia privata Wagner. Il suo ruolo è stato cruciale anche nell’intervento militare russo in Siria, attività per la quale è stato insignito del titolo di Eroe della Federazione Russa nel 2017.

Il generale è inoltre una figura controversa a livello internazionale, essendo soggetto a sanzioni da parte dell’Unione Europea e del Regno Unito per il suo presunto coinvolgimento nell’avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Skripal nel 2018 e per tentativi di interferenza nelle elezioni presidenziali statunitensi.

Implicazioni internazionali e la cooperazione con gli Emirati Arabi

L’arresto e la rapida estradizione di Korba da Dubai sottolineano la stretta collaborazione in materia di sicurezza tra la Russia e gli Emirati Arabi Uniti. Il presidente russo Vladimir Putin ha personalmente ringraziato il suo omologo emiratino, lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, per l’assistenza fornita nella cattura del sospettato. Questo episodio rafforza l’immagine di un asse strategico tra Mosca e Abu Dhabi, con importanti implicazioni economiche e di sicurezza.

L’attentato si inserisce in una serie di attacchi contro figure di alto profilo russe coinvolte nel conflitto ucraino, alimentando ulteriormente la spirale di violenza e accuse reciproche tra i due paesi. Mentre le indagini proseguono, la vicenda rimane un intricato puzzle di spionaggio, politica internazionale e guerra, i cui contorni completi devono ancora essere pienamente svelati.

Di atlante

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