Un evento di portata strategica si è svolto oggi a Pointe Noire, nella Repubblica del Congo, segnando una tappa fondamentale per il settore energetico globale e, in particolare, per la sicurezza degli approvvigionamenti europei. Alla cerimonia per la partenza del primo carico di gas naturale liquefatto (GNL) dall’impianto flottante Nguya Flng hanno presenziato le massime autorità, tra cui il Presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou N’Guesso, e l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi. Questo carico inaugura l’avvio della produzione commerciale e dell’export della Fase 2 del progetto Congo Lng, consolidando il ruolo del paese africano nel panorama dei produttori globali di GNL e rafforzando la posizione di Eni come attore chiave nel mercato.

Un Progetto Realizzato a Tempo di Record

L’avvio della seconda fase del progetto Congo Lng rappresenta un successo ingegneristico e gestionale, completato in tempi record rispetto alla media del settore. Come sottolineato da Claudio Descalzi, questo traguardo è il frutto di un “rapporto di fiducia costruito con le istituzioni del Paese e con le comunità locali”. Eni, presente nella Repubblica del Congo fin dal 1968, ha investito per oltre vent’anni nello sviluppo delle risorse di gas locali, inizialmente per soddisfare il mercato domestico e ridurre la pratica del gas flaring (la combustione del gas in eccesso), una scelta che si è rivelata lungimirante e che ha permesso di scoprire volumi tali da sostenere anche l’esportazione.

Il progetto si articola in due fasi principali, sfruttando le vaste risorse dei giacimenti di Nené e Litchendjili, situati nella licenza offshore Marine XII.

  • Fase 1: Avviata nel dicembre 2023, a poco più di un anno dalla decisione finale di investimento, ha visto l’entrata in funzione dell’unità di liquefazione flottante Tango FLNG, con una capacità di circa 1 miliardo di metri cubi di gas all’anno.
  • Fase 2: Inaugurata oggi con la partenza della nave Nguya FLNG, porta la capacità di liquefazione complessiva del progetto a 3 milioni di tonnellate all’anno (Mtpa), equivalenti a circa 4,5 miliardi di metri cubi di gas. Questo secondo impianto è stato realizzato in soli 35 mesi dall’inizio della costruzione, stabilendo un nuovo standard di efficienza nel settore.

Implicazioni Strategiche per Eni e per l’Europa

Il progetto Congo Lng è un pilastro fondamentale della strategia di Eni, che mira a espandere il proprio portafoglio GNL fino a 20 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030. Questa strategia si basa su progetti competitivi in termini di costi e geograficamente diversificati, elementi chiave per costruire una posizione di leadership in un mercato sempre più competitivo e volatile. L’aumento della disponibilità di gas sui mercati internazionali, garantito da progetti come questo, è cruciale per la sicurezza energetica italiana ed europea, offrendo un’alternativa concreta per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

L’approccio di Eni in Congo non si limita alla mera estrazione e esportazione di risorse. La compagnia è profondamente impegnata a generare valore condiviso per il territorio. Infatti, Eni è il principale fornitore di gas alla Centrale Elettrica del Congo, che copre circa il 70% del fabbisogno nazionale di energia elettrica. Inoltre, l’azienda promuove numerosi programmi di sviluppo locale volti a migliorare l’accesso all’energia, all’acqua, alla sanità e a favorire la diversificazione economica, come il progetto di produzione di materie prime agricole per le bioraffinerie (agri-feedstock).

Sostenibilità e Innovazione al Centro del Progetto

Il progetto Congo Lng si distingue non solo per la rapidità di esecuzione ma anche per le sue performance ambientali. L’obiettivo di zero gas flaring di routine e l’utilizzo di tecnologie avanzate per ridurre l’impronta carbonica sono elementi centrali. Un esempio concreto di economia circolare è il riutilizzo dell’impianto di perforazione Scarabeo 5, trasformato in un’unità flottante di produzione e compressione, una soluzione innovativa che ha permesso di contenere costi e impatto ambientale.

Con questo progetto, la Repubblica del Congo entra a far parte del novero dei paesi esportatori di GNL, aprendo nuove prospettive di sviluppo economico. Per l’Italia e l’Europa, rappresenta una nuova, importante fonte di approvvigionamento che contribuirà a stabilizzare i mercati e a rafforzare la sicurezza energetica in un contesto geopolitico complesso. Il primo carico di GNL della Fase 1, partito a febbraio 2024, era stato destinato al terminale di rigassificazione di Piombino, a testimonianza del legame diretto tra questa nuova produzione e il fabbisogno energetico nazionale.

Di atlante

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