Nella settimana in cui Sanremo si veste a festa per la 76ª edizione del suo Festival, un nuovo astro sorge nel firmamento culturale della città dei fiori. Non si tratta di una canzone in gara, né di un ospite sul palco dell’Ariston, ma di un luogo dell’anima, un progetto che porta impresso il nome e lo spirito di uno dei più amati direttori d’orchestra italiani: Casa Vessicchio. Inaugurata sul Lungomare Vittorio Emanuele II, 31, questa iniziativa rappresenta il compimento di una visione, l’ultimo, appassionato progetto ideato e voluto dal Maestro Peppe Vessicchio, scomparso lo scorso 8 novembre. Un’eredità preziosa che, in pieno accordo con la famiglia, prende vita per celebrare non solo la sua memoria, ma soprattutto la sua incrollabile fede nel potere formativo e aggregante della cultura.
Il Sogno del Maestro: una Fucina per le Arti
Chiunque abbia conosciuto Peppe Vessicchio, anche solo attraverso il piccolo schermo, ne ricorda la professionalità impeccabile e il sorriso contagioso. Ma dietro l’iconica bacchetta si celava un mentore, un uomo profondamente convinto che l’arte dovesse essere un patrimonio condiviso, un’opportunità per tutti. Casa Vessicchio nasce da questo seme, da un’idea coltivata a lungo dal Maestro insieme a Niccolò Petitto e Andrea Rizzoli: creare uno spazio polifunzionale, un crocevia dove le diverse forme d’arte potessero dialogare e contaminarsi. Un luogo pensato non come un sacrario, ma come un laboratorio vibrante di vita, di scambio e di crescita. La missione, chiara e potente, è quella di offrire opportunità ai giovani artisti e a chiunque desideri coltivare il proprio talento, proseguendo idealmente l’impegno che Vessicchio aveva già profuso in contesti come la Peparini Academy, dove era responsabile del reparto canoro.
Un Mosaico di Creatività e Convivialità
Durante la settimana del Festival, dal 23 al 28 febbraio, Casa Vessicchio si animerà con un ricco palinsesto di format, incontri ed eventi. Diventerà un punto di riferimento per artisti, addetti ai lavori e semplici appassionati, un ambiente unico capace di fondere formazione, intrattenimento e valorizzazione dei talenti emergenti. Ma la visione del Maestro andava oltre la pura didattica. Egli sognava un luogo dove la cultura si sposasse con il piacere della convivialità, del buon cibo e del buon vino. Un cenacolo moderno dove una discussione sulla drammaturgia contemporanea potesse sfociare in una degustazione, e una masterclass di musica potesse concludersi con un brindisi all’amicizia e alla collaborazione. Questo progetto, organizzato da Enpi Entertainment e We Agency in stretta collaborazione con la famiglia Vessicchio e Andrea Rizzoli, e con il progetto grafico curato da Bros Creative Studio, incarna perfettamente questa filosofia.
Un’Eredità che Guarda al Futuro
L’apertura di Casa Vessicchio durante il Festival di Sanremo non è casuale. È un omaggio al luogo che ha consacrato il Maestro Vessicchio come un’istituzione della musica italiana. Tuttavia, l’ambizione del progetto va ben oltre la settimana della kermesse. Si propone come un’iniziativa destinata a lasciare un’impronta duratura, un faro culturale che possa attrarre e coltivare talenti ben oltre i riflettori del Festival. In un panorama di eventi collaterali sempre più ricco, che include realtà consolidate come Casa Siae e i concerti di “Tra Palco e Città”, Casa Vessicchio si distingue per la sua specifica vocazione: essere un incubatore di creatività, un luogo dove la memoria di un grande artista diventa il propellente per le generazioni future. È la dimostrazione tangibile di come la cultura, quando nutrita con passione e visione, possa generare valore continuo, trasformando un’assenza dolorosa in una presenza feconda e ispiratrice.
La musica del Maestro Vessicchio, dunque, non si è spenta. Ha solo cambiato forma. Oggi risuona tra le pareti di questa nuova casa, nelle voci e nelle idee dei giovani che la abiteranno. È una melodia incompiuta che ora diventa un coro, un’eredità che non si limita a ricordare il passato, ma che, con coraggio e speranza, scrive il futuro.
