Caracas – Una promessa che accende la speranza e potrebbe segnare un punto di svolta nel complesso panorama politico del Venezuela. Il presidente dell’Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, ha assicurato che tutti i detenuti politici del paese saranno liberati “tra martedì prossimo e, al più tardi, venerdì”. Questa importante dichiarazione è avvenuta durante una visita a sorpresa alla veglia che i familiari dei prigionieri mantengono da 29 giorni davanti alla Zona 7 della Polizia Nazionale Bolivariana (PNB), nel quartiere Boleita di Caracas. Un gesto significativo che arriva in un momento di grande attesa e tensione, mentre il paese attende l’approvazione definitiva di una controversa legge di amnistia.

L’incontro con i familiari e la promessa di liberazione

Dopo settimane di proteste e presidi permanenti, i familiari dei detenuti hanno ricevuto la visita inaspettata di una delle figure più influenti del governo. Jorge Rodríguez, accompagnato da altri deputati, si è intrattenuto con i manifestanti, ascoltando le loro storie e le loro preoccupazioni, in particolare riguardo alle condizioni di salute di alcuni reclusi. L’incontro, documentato e diffuso sui social media dal sito indipendente Monitoreamos, ha avuto un forte impatto mediatico e sociale. “Vengo a raccontarvi quello che stiamo facendo; abbiamo già approvato (in prima discussione) la legge di Amnistia e martedì ci sarà la seconda discussione e l’approvazione definitiva. Una volta approvata la legge, quello stesso giorno usciranno tutti”, ha affermato Rodríguez, le cui parole sono state accolte con un misto di emozione e cauto ottimismo.

La legge di amnistia: un percorso verso la riconciliazione?

La promessa di Rodríguez è strettamente legata al progetto di legge di amnistia attualmente in discussione in Parlamento. Approvato in prima lettura all’unanimità, questo provvedimento mira a “perdonare e liberare manifestanti, critici del Governo e persone processate per reati politici dal 1999”. La legge, promossa dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, è presentata come un passo fondamentale verso la pace e la riconciliazione nazionale dopo decenni di aspri conflitti.

Il testo prevede l’estinzione dei procedimenti penali, la liberazione immediata dei prigionieri, la cancellazione dei precedenti penali e la restituzione dei beni sequestrati. L’ambito di applicazione è ampio e copre reati connessi a proteste, manifestazioni e dissenso politico, inclusi reati come istigazione, ribellione e tradimento. Tuttavia, la nuova versione del testo esclude esplicitamente gravi violazioni dei diritti umani, crimini di lesa umanità, omicidi e narcotraffico.

Questo processo di scarcerazioni, iniziato gradualmente a gennaio, ha visto finora la liberazione di un numero di detenuti su cui le cifre ufficiali e quelle delle organizzazioni per i diritti umani, come Foro Penal, non concordano pienamente, alimentando un clima di incertezza.

Il contesto di una crisi profonda

La questione dei detenuti politici si inserisce in una crisi multidimensionale che attanaglia il Venezuela da anni. Una crisi economica devastante, caratterizzata da iperinflazione, carenza di beni di prima necessità e un crollo della produzione petrolifera, ha esacerbato le tensioni sociali e politiche. La polarizzazione politica ha portato a ondate di proteste, duramente represse, e a una situazione di stallo istituzionale. La comunità internazionale ha seguito con grande attenzione gli sviluppi, esercitando pressioni per una soluzione pacifica e democratica della crisi.

L’annuncio di un’amnistia generale e la promessa di liberazione dei prigionieri sono visti da molti come un segnale di apertura da parte del governo, forse anche in risposta alle pressioni interne ed esterne. Tuttavia, lo scetticismo rimane diffuso tra l’opposizione e la società civile, provate da anni di promesse non mantenute. La trasformazione del famigerato carcere El Helicoide in un centro sociale e sportivo, annunciata anch’essa di recente, è un’altra delle misure simboliche volte a segnare un cambio di passo.

Mentre le famiglie continuano la loro veglia, gli occhi del Venezuela e del mondo sono puntati sul Parlamento, in attesa che le parole di Jorge Rodríguez si traducano in fatti concreti, aprendo forse un nuovo capitolo per il futuro del paese.

Di atlante

Un faro di saggezza digitale 🗼, che illumina il caos delle notizie 📰 con analisi precise 🔍 e un’ironia sottile 😏, invitandovi al dialogo globale 🌐.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *