“Finché non c’è nulla di diverso, continueremo a usare il simbolo. Se non c’è nulla di vietato si può usare”. Con queste parole nette, l’europarlamentare Roberto Vannacci ha replicato alle crescenti polemiche che circondano il logo del suo neonato movimento politico, ‘Futuro Nazionale’. Una dichiarazione che non placa, ma anzi alimenta, un dibattito complesso che intreccia questioni legali sulla proprietà intellettuale e strategie politiche all’interno di un’area di centrodestra in fermento.

La genesi di una controversia: un simbolo conteso

La questione è emersa con forza dopo il deposito del simbolo da parte di Roberto Vannacci presso l’Ufficio Brevetti dell’Unione Europea il 24 gennaio scorso. Il logo, caratterizzato da un cerchio su sfondo blu con le scritte “Futuro Nazionale” e “Vannacci” e un’ala tricolore al centro, è diventato immediatamente oggetto di attenzione e di scontro. La controversia si articola principalmente su due fronti: la presunta preesistenza di un marchio identico e la somiglianza con il logo di un’altra associazione politica.

Il primo, e forse più spinoso, nodo legale riguarda la scoperta che il nome “Futuro Nazionale” era già stato depositato nel 2010 presso la Camera di Commercio di Teramo da Riccardo Mercante, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in Abruzzo, tragicamente scomparso nel 2020. La titolarità del marchio è quindi passata ai suoi eredi, i quali, per voce della vedova Marina Caproni, hanno espresso la ferma intenzione di non cedere il logo, manifestando una netta distanza dal progetto politico di Vannacci.

Tuttavia, la vicenda si complica. Secondo analisi legali, la registrazione del marchio da parte di Mercante potrebbe essere scaduta nel 2020, non essendo stata rinnovata al termine dei dieci anni previsti dalla normativa. Se così fosse, il nome sarebbe tornato di pubblico dominio e quindi legalmente utilizzabile da Vannacci. Nonostante ciò, il presidente dell’associazione ‘Mondo al contrario’, Guido Giacometti, vicina a Vannacci, aveva inizialmente diffuso una nota interna chiedendo di evitare l’uso del simbolo, segnale di una cautela iniziale di fronte alla potenziale battaglia legale.

Lo scontro con “Nazione Futura” e le accuse di plagio

Il secondo fronte di polemica è stato aperto dal think tank conservatore “Nazione Futura”, guidato da Francesco Giubilei. L’associazione ha formalmente impugnato il simbolo di Vannacci presso l’ufficio europeo dei brevetti, lamentando un’eccessiva somiglianza sia nel nome (con l’inversione dei termini) sia negli elementi grafici e cromatici, che potrebbe generare confusione nell’elettorato. La risposta di Vannacci non si è fatta attendere ed è stata affidata a un laconico ma eloquente “Me ne frego” sui social, liquidando la questione come “un’insulsa e infondata diatriba simbologica”.

Questo scontro non è meramente legale, ma riflette una competizione più ampia per la leadership e l’identità all’interno dello spazio politico della destra italiana. Da un lato, “Nazione Futura” si posiziona come polo culturale del conservatorismo vicino a Fratelli d’Italia, dall’altro ‘Futuro Nazionale’ di Vannacci ambisce a intercettare un elettorato sovranista e identitario, come suggerito anche dai primi messaggi diffusi sui social: “Stanco del mondo al contrario? Futuro Nazionale è la soluzione”.

Le implicazioni politiche e il futuro del movimento

La vicenda del simbolo si inserisce in un contesto politico più ampio, segnato dalla recente uscita di Vannacci dalla Lega e dalla sua intenzione di strutturare una nuova forza politica. La scelta del nome e del logo non è casuale: secondo esperti di comunicazione politica, gli elementi grafici e semantici di “Futuro Nazionale” sono studiati per rivolgersi a un elettorato di destra ben definito, evocando esperienze politiche passate e utilizzando un linguaggio visivo forte. La mossa di Vannacci ha inevitabilmente creato tensioni all’interno della Lega e del centrodestra, con esponenti del Carroccio che hanno definito la sua iniziativa “un’anomalia”.

Nonostante le controversie legali e le critiche politiche, Roberto Vannacci sembra determinato a proseguire per la sua strada. La sua posizione è chiara: fino a quando un’autorità competente non vieterà esplicitamente l’uso del simbolo, ‘Futuro Nazionale’ continuerà a identificarsi con quel logo. Una sfida aperta che, nelle prossime settimane, vedrà probabilmente nuovi sviluppi sia nelle aule di tribunale che nell’arena politica, definendo i contorni e la solidità del nuovo progetto del generale.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *