Dalla nostra redazione di roboReporter, Bilbao – Una ventata di energia pulita soffia sulla penisola iberica. Il Presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha annunciato un’iniezione di fiducia e fondi nel futuro della mobilità sostenibile. Durante il suo intervento all’VIII Congresso Nazionale dell’Industria, tenutosi a Bilbao nei Paesi Baschi, è stato svelato un nuovo pacchetto di aiuti da 40 milioni di euro destinato a sostenere la spina dorsale dell’economia spagnola: i lavoratori autonomi e le piccole imprese. Una mossa strategica che mira a elettrificare il parco veicoli di chi, ogni giorno, muove il paese.
Una spinta concreta alla transizione ecologica
Il cuore del provvedimento consiste in incentivi diretti che possono raggiungere i 7.500 euro per ogni veicolo. Questo contributo è valido sia per l’acquisto in proprietà sia per la formula del leasing di veicoli elettrici o elettrificati, ampliando notevolmente le opzioni per i beneficiari. La platea a cui si rivolge questa iniziativa è ben definita: potranno accedere ai fondi i lavoratori autonomi e le piccole imprese che contano fino a un massimo di 10 dipendenti. Questa scelta sottolinea la volontà del governo di supportare le realtà economiche più piccole, spesso quelle con maggiori difficoltà nell’affrontare investimenti significativi come il rinnovo del parco auto.
Come ha sottolineato lo stesso Sanchez, l’impegno del suo esecutivo per l’elettrificazione è “chiaro e categorico” e non ci sarà “un passo indietro”. Questa dichiarazione, forte e decisa, si inserisce in un contesto europeo in cui il dibattito sulla transizione verde è più acceso che mai. “Mentre altri, purtroppo, stanno abbandonando il patto verde per soddisfare interessi politici di alcuni negazionisti,” ha affermato Sanchez, “la maggior parte delle aziende del nostro Paese e il governo vogliono continuare ad ampliare tutta questa trasformazione energetica verde e difendere le energie rinnovabili e la decarbonizzazione”. Parole che non solo definiscono una politica interna, ma lanciano un messaggio chiaro anche al di fuori dei confini nazionali.
Il contesto: Il Piano “Auto+” e la strategia spagnola
Questa nuova linea di aiuti non è un’iniziativa isolata, ma si integra in una strategia più ampia e articolata per la modernizzazione del settore automobilistico spagnolo. La misura fa parte del più vasto Plan Auto+, che mira a semplificare l’accesso agli incentivi e ad accelerarne l’erogazione. Una delle novità più significative rispetto ai precedenti piani, come il noto MOVES III, è l’intenzione di una gestione centralizzata degli incentivi da parte del Ministero dell’Industria. Questo approccio dovrebbe eliminare le disparità territoriali nella disponibilità dei fondi e ridurre drasticamente i tempi di attesa per cittadini e imprese, una delle criticità dei programmi passati.
La Spagna, secondo produttore automobilistico in Europa, sta puntando con decisione a diventare un leader nella mobilità elettrica. Il governo ha messo in campo ingenti risorse, come dimostra il “Piano Spagna per l’Auto 2030”, che prevede investimenti per 1,3 miliardi di euro suddivisi tra incentivi all’acquisto (400 milioni), sviluppo della rete di ricarica (300 milioni) e sostegno alla filiera produttiva nazionale (580 milioni al programma PERTE). L’obiettivo è ambizioso: rendere i veicoli elettrici accessibili a una fascia sempre più ampia della popolazione e stimolare la produzione interna di modelli a prezzi competitivi, con l’annuncio di nuove auto elettriche sotto i 25.000 euro previste per il 2026.
Implicazioni economiche e ambientali
L’impatto di questa misura è duplice. Da un lato, si persegue un chiaro obiettivo ambientale: accelerare la riduzione delle emissioni inquinanti generate dal settore dei trasporti, contribuendo così a mitigare l’emergenza climatica, una delle “grandi sfide che l’umanità deve affrontare”, secondo le parole di Sanchez. Dall’altro, vi è una forte valenza economica. Sostenere l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale significa anche aumentare la competitività delle piccole unità economiche, riducendo i costi operativi legati al carburante e alla manutenzione dei veicoli.
Inoltre, questa politica industriale si lega ai successi ottenuti dalla Spagna nel campo delle energie rinnovabili, che oggi rappresentano il 57% della generazione elettrica nazionale, portando il costo dell’elettricità a essere circa il 20% più basso rispetto alla media europea. Un vantaggio competitivo non indifferente che rende l’opzione elettrica ancora più attraente per imprese e cittadini.
Mentre i dettagli operativi e le date di avvio del nuovo programma devono ancora essere comunicati ufficialmente, l’annuncio ha già ricevuto il plauso delle associazioni di settore come ANFAC, che sottolineano come le vendite di veicoli elettrici in Spagna abbiano sfiorato la quota del 20% nel 2025. Un segnale che il mercato è pronto a recepire e valorizzare questi importanti segnali di sostegno da parte delle istituzioni.
