ROMA – La sicurezza durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 sarà garantita esclusivamente dalle Forze di Polizia italiane. Nessun agente straniero, inclusi quelli della discussa agenzia statunitense Immigration and Customs Enforcement (ICE), potrà svolgere attività operative sul territorio nazionale. A sgombrare il campo da polemiche e preoccupazioni è stato il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con una dettagliata informativa alla Camera dei Deputati.

Le parole del titolare del Viminale arrivano in risposta a un acceso dibattito politico e mediatico sorto nelle ultime settimane, alimentato dai timori di una possibile “compressione della sovranità nazionale”. Piantedosi ha fermamente respinto questa interpretazione, definendola “completamente infondata”.

Un Ruolo di Analisi e Collaborazione, non di Polizia

Il punto centrale dell’intervento del Ministro è stato chiarire la natura della presenza del personale ICE in Italia. “L’Ice non svolge e non potrà mai svolgere attività operative di polizia sul nostro territorio nazionale”, ha dichiarato Piantedosi. La sicurezza e l’ordine pubblico, ha ribadito, “sono assicurate esclusivamente dalle nostre Forze di Polizia”.

I membri dell’agenzia statunitense, in particolare della sezione investigativa Homeland Security Investigations (HSI), “saranno impegnati solo in attività di analisi e scambio di informazioni con le autorità italiane”. Questa collaborazione, ha spiegato il Ministro, si svolgerà all’interno degli uffici diplomatici statunitensi, il che significa che gli agenti “non saranno neanche tecnicamente su suolo italiano”. Si tratta di una prassi consolidata, che avviene da anni in oltre 50 nazioni, Italia compresa, senza mai destare scandalo.

Un’Intesa Internazionale Preesistente

Lungi dall’essere “un’improvvisa e unilaterale iniziativa”, la collaborazione si fonda su basi giuridiche solide e di lunga data. Piantedosi ha ricondotto la presenza degli agenti all’ottemperanza di “un’intesa internazionale giuridicamente vincolante”. Nello specifico, si tratta di un accordo bilaterale tra Italia e Stati Uniti sulla cooperazione di polizia, stipulato nel 2009 sotto il governo Berlusconi e ratificato dal Parlamento nel luglio 2014, durante il governo Renzi.

Il Ministro ha colto l’occasione per lanciare una stoccata alle opposizioni, sottolineando come “al Governo c’era quella stessa opposizione che oggi mostra di indignarsi”. Ha definito quella scelta “vantaggiosa”, in quanto l’accordo corrispondeva e corrisponde tuttora all’interesse di entrambi i Paesi per aumentare i livelli di sicurezza.

Il Contesto della Cooperazione Internazionale per i Grandi Eventi

La collaborazione con agenzie di sicurezza straniere in occasione di grandi eventi internazionali è una procedura standard. Come sottolineato anche dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, la presenza di funzionari di altri Paesi “non sul terreno, ma nelle sale operative” è una costante per garantire la sicurezza in manifestazioni di tale portata. Anche in questo caso, gli agenti HSI supporteranno il servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato USA e collaboreranno con le autorità italiane per mitigare rischi legati a organizzazioni criminali transnazionali.

Il governo italiano ha previsto un imponente dispiegamento di forze per l’evento, con circa 6.000 operatori di polizia, inclusi specialisti come artificieri, cinofili, cecchini e nuclei antiterrorismo, per garantire la massima sicurezza. A questo si aggiunge un accordo specifico per la cybersicurezza, siglato tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e la Fondazione Milano Cortina 2026, per proteggere le infrastrutture critiche da attacchi informatici.

Le Reazioni Politiche

Nonostante le rassicurazioni, le opposizioni hanno mantenuto una posizione critica. Deputati di Alleanza Verdi e Sinistra hanno manifestato in aula indossando spille con la scritta “Ice Out”. Il Partito Democratico ha accusato il ministro di non aver speso “una parola per ricordare i due cittadini americani uccisi a Minneapolis” in episodi che hanno visto coinvolta l’agenzia ICE. La polemica, quindi, tocca non solo la questione della sovranità, ma anche quella dei diritti umani e dell’immagine controversa che l’ICE ha a livello internazionale.

In conclusione, il governo ha tracciato una linea netta: la collaborazione con gli Stati Uniti è fondamentale e si basa su accordi pregressi, ma la sovranità e il controllo operativo del territorio italiano rimangono saldamente e unicamente nelle mani delle autorità nazionali.

Di veritas

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