Milano – Una serata magica, di quelle che restano impresse nella memoria collettiva di una nazione. La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 ha regalato al pubblico dello stadio di San Siro e a milioni di telespettatori uno spettacolo indimenticabile, un inno all’Italia e ai suoi valori. E in questa cornice straordinaria, lo sport italiano ha brillato di una luce speciale, con la pallavolo grande protagonista di uno dei momenti più iconici e toccanti: il percorso finale della torcia olimpica.

Sei stelle del volley azzurro, simboli di un movimento che continua a regalare successi e a far sognare, hanno avuto l’onore di portare la fiamma olimpica, incarnando lo spirito di un’intera nazione. Un riconoscimento prestigioso per una disciplina che ha saputo conquistare il cuore degli italiani a suon di vittorie e imprese memorabili.

Le stelle del volley femminile aprono le danze

Il momento clou per la pallavolo è iniziato quando due leggende del calcio italiano, Franco Baresi e Beppe Bergomi, hanno passato il testimone a tre delle più fulgide stelle della nazionale femminile. La capitana Anna Danesi, accompagnata dalla fuoriclasse Paola Egonu e dalla palleggiatrice Carlotta Cambi, ha ricevuto la torcia tra gli applausi scroscianti del pubblico. Un trio eccezionale, che rappresenta la forza, il talento e la determinazione di una squadra capace di salire sul tetto del mondo e d’Europa.

Le parole di Anna Danesi, raccolte a caldo, trasmettono tutta l’emozione di un’esperienza unica: “È stato tutto fantastico e bellissimo, qualcosa che va oltre le mie più rosee aspettative nella vita. Al risveglio, guardando tutte le storie su Instagram e le immagini di ieri sera, me la sto godendo appieno. Dall’ondata di messaggi e affetto che sto ricevendo in queste ore sembra di rivivere i momenti più belli delle mie vittorie. Essere presente alla cerimonia di apertura di un’Olimpiade è certamente per me una vittoria, perché lo spirito olimpico è qualcosa che ho dentro fin da quando ero piccola e tutto questo lo vedevo solo in tv“.

Il passaggio di testimone alla nazionale maschile

Subito dopo, in un ideale passaggio di consegne tra le due nazionali che hanno dominato la scena internazionale, la torcia è passata nelle mani dei campioni del mondo della selezione maschile. Il capitano Simone Giannelli, faro e leader indiscusso del gruppo, ha ricevuto la fiamma dalle colleghe, affiancato da due pilastri della squadra come il centrale Simone Anzani e il giovane schiacciatore Luca Porro. Un momento di grande impatto visivo e simbolico, che ha unito idealmente le due anime vincenti della nostra pallavolo.

Anche per Simone Giannelli l’emozione è stata travolgente, come traspare dalle sue dichiarazioni: “Un’emozione incredibile. Mai avrei pensato nella vita di poter vivere un altro momento di questo tipo. È stato veramente pazzesco. Sono onorato e grato dell’opportunità che mi è stata data, ringrazio chi ha scelto me e tutti noi pallavolisti. Portare la fiamma è stata davvero unico“.

Un riconoscimento ai trionfi del 2025

La scelta di omaggiare la pallavolo in un momento così solenne non è casuale, ma rappresenta il giusto tributo a una stagione, quella del 2025, a dir poco fenomenale per le nazionali italiane. Sia la squadra femminile, guidata da Julio Velasco, sia quella maschile hanno infatti conquistato il titolo di Campione del Mondo, realizzando una doppietta storica che ha proiettato l’Italia ai vertici assoluti del volley mondiale. Le azzurre hanno aggiunto al loro palmarès anche la Volleyball Nations League, confermando un dominio iniziato con l’oro olimpico di Parigi 2024.

La polemica sulla telecronaca e la classe di Giannelli

A margine di una serata quasi perfetta, non è mancata una nota stonata che ha fatto discutere sui social network. Durante la telecronaca in diretta, è stata riconosciuta e nominata solamente Paola Egonu, omettendo gli altri cinque campioni presenti. Una gaffe che ha suscitato diverse critiche online. Con grande eleganza e un pizzico di ironia, è stato lo stesso Simone Giannelli a commentare l’accaduto su Instagram: “Grazie ai telecronisti, solo Paola Egonu è famosa. Ma non prendiamocela… è stato bello lo stesso“. Una reazione di classe che ha smorzato le polemiche, mettendo in primo piano la gioia e l’onore per aver partecipato a un evento storico.

Il viaggio finale della fiamma

Dopo il passaggio tra le mani dei pallavolisti, la torcia ha proseguito il suo cammino verso l’Arco della Pace, dove due leggende degli sport invernali come Deborah Compagnoni e Alberto Tomba hanno avuto l’onore di accendere il braciere olimpico, dando ufficialmente il via ai Giochi di Milano Cortina 2026. Una conclusione spettacolare per una cerimonia che ha saputo celebrare lo sport in tutte le sue forme, unendo il Paese sotto il segno dei cinque cerchi.

Di nike

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