Ginevra – Il complesso scacchiere del disarmo nucleare globale si arricchisce di una nuova, cruciale variabile. Dalla prestigiosa cornice della Conferenza sul Disarmo di Ginevra, la Russia ha lanciato un messaggio chiaro e inequivocabile a Washington: la porta per nuovi negoziati sul controllo degli armamenti è aperta, ma il tavolo dovrà essere più ampio. L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Gennady Gatilov, ha dichiarato che Mosca è disposta a impegnarsi in un processo negoziale a condizione che vengano inclusi anche il Regno Unito e la Francia, due potenze nucleari e membri di spicco dell’Alleanza Atlantica.
Questa presa di posizione giunge in risposta alla recente iniziativa degli Stati Uniti, che hanno sollecitato l’avvio di colloqui a tre con Russia e Cina per definire nuovi limiti agli arsenali atomici, soprattutto in vista della recente scadenza del trattato New START, l’ultimo grande accordo bilaterale sul controllo delle armi strategiche tra Washington e Mosca.
La Condizione Russa: Un Nuovo Equilibrio Strategico
La richiesta di Mosca di allargare il formato dei negoziati non è casuale, ma riflette una precisa visione strategica. “La Russia sarebbe coinvolta in tale processo se fossero coinvolti anche Regno Unito e Francia, che sono alleati militari degli Stati Uniti nella NATO, la quale si è dichiarata un’alleanza nucleare”, ha affermato con nettezza l’ambasciatore Gatilov. Questa dichiarazione sottolinea come, dal punto di vista del Cremlino, non sia più possibile discutere di equilibri nucleari considerando unicamente gli arsenali di Stati Uniti e Russia, né tantomeno limitando il campo alla sola, crescente, potenza cinese. L’architettura della sicurezza globale, secondo Mosca, deve tenere conto della totalità delle capacità nucleari detenute dall’alleanza militare occidentale.
Il trattato New START, entrato in vigore nel 2011, limitava il numero di testate nucleari strategiche e dei relativi vettori per USA e Russia. La sua fine, avvenuta il 5 febbraio 2026, ha segnato la conclusione di un’era di controllo degli armamenti basata su accordi bilaterali, aprendo uno scenario di grande incertezza e il rischio concreto di una nuova corsa al riarmo.
La Posizione Americana e il “Fattore Cina”
Da parte loro, gli Stati Uniti hanno motivato la proposta di un dialogo trilaterale con la necessità di coinvolgere la Cina, il cui arsenale nucleare è in rapida espansione e opera in un regime di totale assenza di trasparenza e vincoli. Il sottosegretario di Stato americano per il controllo degli armamenti, Thomas DiNanno, aveva evidenziato a Ginevra come “l’intero arsenale nucleare cinese non ha limiti, non ha trasparenza, non ha dichiarazioni, non ha controlli”, definendo questa situazione un fattore di instabilità. L’amministrazione di Washington ritiene che il quadro bipolare ereditato dalla Guerra Fredda sia ormai inadeguato a garantire la stabilità in un mondo multipolare.
Tuttavia, la controproposta russa sposta ulteriormente l’asse della discussione, chiamando in causa direttamente le capacità nucleari di due storici alleati americani. La Francia e il Regno Unito, pur avendo arsenali significativamente inferiori a quelli di USA e Russia, rappresentano comunque una componente fondamentale della deterrenza nucleare della NATO.
Un Futuro Incerto per il Disarmo
La dinamica che si sta delineando apre scenari complessi e di difficile gestione.
- La complessità di un negoziato a cinque: Allargare il tavolo a cinque potenze nucleari (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito) renderebbe i negoziati esponenzialmente più complicati. Le dottrine nucleari, gli interessi strategici e le capacità militari di questi attori sono profondamente diversi.
- Il ruolo della NATO: La mossa russa mira a trattare la NATO come un blocco unico dal punto di vista nucleare, una prospettiva che Washington e i suoi alleati europei hanno sempre respinto, sottolineando la natura indipendente degli arsenali francese e britannico.
- La posizione di Pechino: La Cina ha finora mostrato scarsa inclinazione a partecipare a negoziati vincolanti sul proprio arsenale, sostenendo che le sue forze nucleari sono puramente difensive e non paragonabili per dimensioni a quelle delle due superpotenze storiche.
La scadenza del New START ha lasciato il mondo senza un trattato che limiti gli arsenali delle due maggiori potenze nucleari per la prima volta da decenni. Questa assenza di regole condivise e di meccanismi di verifica aumenta il rischio di errori di calcolo e di escalation. La proposta americana e la successiva controproposta russa, pur tra le difficoltà, segnalano almeno la volontà di mantenere aperto un canale di dialogo. Il mondo osserva con attenzione, nella speranza che la diplomazia possa prevalere sulla logica del riarmo, in un’epoca già segnata da profonde tensioni geopolitiche.
