Nel panorama letterario italiano, l’annuncio di una nuova candidatura al Premio Strega è sempre un momento di grande fermento culturale. Quest’anno, tra i nomi in lizza per l’edizione 2026, spicca quello di Graziella Bonansea con il suo ultimo romanzo, “Tu che non parli”. Pubblicato da VandAedizioni, una casa editrice indipendente milanese nota per il suo impegno nel pensiero femminista, il libro si presenta come un’opera corale e profonda, un’esplorazione delicata della perdita e della capacità umana di ricostruirsi.
Tre donne, un silenzio, una storia collettiva
Ambientato in una non meglio specificata città del Nord Italia nei primi anni Novanta, il romanzo intreccia le esistenze di tre donne appartenenti a generazioni diverse, unite da un comune destino di perdita e dalla ricerca di una nuova voce. La narrazione, come un mosaico finemente composto, segue le vicende di:
- Bianca, una giovane chimica che cerca un ordine nel caos delle sue emozioni attraverso la razionalità della scienza. Per lei, la tavola periodica degli elementi diventa una metafora di un mondo controllabile, un rifugio dal dolore per un amore finito che l’ha lasciata smarrita.
- Rachele, la nonna di origine sudamericana, una figura quasi sciamanica, dotata di una sensibilità visionaria. Il suo modo di affrontare il lutto è eccentrico e profondo: esplora le camere mortuarie, non per macabra curiosità, ma in una ricerca quasi metafisica di risposte sul confine tra la vita e la morte.
- Rosita, la bambina che, a seguito del trauma dell’abbandono materno, si chiude in un sonno profondo e perde la sua voce, che diviene “roca e rugginosa”. Sarà il suo percorso, attraverso la riscoperta dei colori, delle fiabe e della musica salvifica di un valzer di Šostakovič, a simboleggiare la possibilità di una rinascita.
Sullo sfondo di queste vicende personali, la grande Storia irrompe con violenza. Gli echi dei regimi totalitari sudamericani risuonano nella memoria di Rachele, mentre la televisione trasmette le immagini di una Sarajevo che brucia nel cuore di un’Europa che si credeva pacificata. La Bonansea, con la sua sensibilità da storica, riesce a tessere un legame indissolubile tra il dramma individuale e la tragedia collettiva, mostrando come le ferite della storia si imprimano nelle vite dei singoli.
L’autrice: una storica prestata alla narrativa
La candidatura di Graziella Bonansea non sorprende chi conosce il suo percorso accademico e letterario. Storica di formazione con studi tra Torino e Parigi, ha dedicato la sua ricerca alla Storia delle donne, tenendo corsi e seminari presso l’Università di Torino e del Piemonte Orientale. La sua partecipazione a progetti di ricerca europei su temi come “Corpi, memorie e confini” testimonia una profonda riflessione sulla soggettività e sul trauma, elementi che costituiscono la spina dorsale del suo nuovo romanzo. La sua non è una narrativa che fugge dalla realtà, ma che, al contrario, vi affonda le radici per trarne linfa e significato.
Una scelta editoriale di valore
La pubblicazione di “Tu che non parli” da parte di VandAedizioni è essa stessa una dichiarazione d’intenti. Fondata a Milano l’8 marzo 2013 da un gruppo di professioniste dell’editoria, la casa editrice si occupa di pensiero e pratica femminista. La scelta di candidare questo romanzo allo Strega sottolinea la volontà di portare all’attenzione del grande pubblico una letteratura che indaga l’universo femminile non in modo stereotipato, ma attraverso una narrazione complessa e potente, che valorizza la resilienza e le seconde possibilità.
L’incontro a Torino: un dialogo a più voci
L’attesa per conoscere più a fondo il romanzo è quasi terminata. Venerdì 20 febbraio alle ore 18:00, il prestigioso Circolo dei Lettori di Torino ospiterà la presentazione ufficiale del libro. Un evento che si preannuncia ricco di spunti critici e di emozioni, grazie alla partecipazione di figure di spicco del mondo accademico e culturale. A dialogare con l’autrice ci saranno:
- Paolo Bertinetti, professore emerito di Letteratura Inglese presso l’Università di Torino, critico letterario e traduttore di grande esperienza.
- Luisa Passerini, storica di fama internazionale e professoressa emerita, pioniera in Italia degli studi sulla memoria e sulle fonti orali.
Le letture di alcuni brani del romanzo saranno affidate alla voce dell’attrice Marvi Del Pozzo, che saprà certamente restituire la musicalità e l’intensità della prosa della Bonansea. Un appuntamento imperdibile per chi desidera immergersi in una delle opere più promettenti di questa stagione letteraria, un romanzo che parla di silenzi che gridano e di voci che, faticosamente, trovano la via per tornare a cantare.
