Venezia, città eterna sospesa sull’acqua, si appresta a rivivere uno dei suoi riti più antichi e affascinanti. Sabato 7 febbraio 2026, a partire dalle ore 15:00, gli occhi del mondo saranno puntati sul Canal Grande per la tradizionale Festa delle Marie, uno degli eventi culminanti del Carnevale di Venezia, che quest’anno porta il titolo evocativo di “Olympus – Alle origini del gioco”. Un appuntamento che non è semplice folklore, ma un ponte gettato tra passato e presente, un omaggio alla storia della Serenissima che si rinnova attraverso i volti di dodici giovani donne.

Le origini di una tradizione secolare

La Festa delle Marie affonda le sue radici in un evento storico datato 973. In quell’anno, durante la cerimonia della purificazione di Maria, dodici fanciulle veneziane promesse spose furono rapite da pirati dalmati. La reazione della città fu immediata: guidati dal Doge Pietro Candiano III, i veneziani si lanciarono all’inseguimento, liberarono le giovani e tornarono vittoriosi. Da quel momento, per celebrare l’evento e onorare le fanciulle, fu istituita la festa. Inizialmente, dodici tra le più belle ragazze di umili origini venivano scelte e abbigliate sontuosamente da famiglie patrizie, diventando simbolo di tutta la città. Dopo secoli di oblio, la tradizione è stata mirabilmente recuperata nel 1999 dal regista Bruno Tosi, trasformandola in uno dei momenti più attesi e iconici del Carnevale moderno.

Il rituale della preparazione

La giornata del 7 febbraio inizierà ben prima del corteo. In un connubio di artigianalità e bellezza, le dodici Marie, selezionate lo scorso 31 gennaio, saranno le protagoniste di un meticoloso rituale di preparazione. Nelle storiche sale dell’hotel di Palazzo Vitturi, le giovani indosseranno i preziosi costumi tradizionali, vere e proprie opere d’arte sartoriale create da Francesco Briggi dell’Atelier Pietro Longhi, un nome che è garanzia di eccellenza e ricerca filologica nel campo del costume storico. La loro trasformazione sarà completata dal talento della make-up artist Elisa Malvestio e dalle acconciatrici Giovanna Vernali e Alessia Leone, che cureranno ogni dettaglio per evocare un’eleganza senza tempo.

Il Corteo: un palcoscenico sull’acqua

Il cuore pulsante dell’evento sarà il maestoso corteo acqueo. Alle 15:00, da Santa Sofia, una processione di gondole scivolerà lentamente lungo il Canal Grande, offrendo a veneziani e turisti una visione di rara suggestione. Le dodici Marie, scortate in questo viaggio sull’acqua, rappresenteranno il simbolo vivente di una Venezia che celebra la sua storia e la sua bellezza. A guidare la sfilata a terra, prima dell’imbarco, sarà la madrina del concorso, Maria Grazia Bortolato, che accompagnerà le ragazze attraverso calli e campielli significativi come San Lio, San Giovanni Crisostomo e la Strada Nova, in un abbraccio ideale con la città.

L’arrivo trionfale in Piazza San Marco

Lo sbarco in Piazzetta San Marco segnerà il passaggio dalla dimensione acquea a quella terrestre, non meno spettacolare. Ad attendere le Marie ci sarà il solenne corteo dogale del Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche. Gruppi come il Serenisimo Tribunal de l’Inquisithion, i Cavalieri del Drago, la Compagnia d’Arme Città del Grifo e la Compagnia di Chiarine, Tamburi e Sbandieratori della Contrada della Cerva di Noale creeranno un’atmosfera immersiva, un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo tra suoni, colori e costumi d’epoca.

Il corteo accompagnerà le dodici protagoniste fino al Gran Palco di Piazza San Marco, il salotto del mondo, dove avverrà la presentazione ufficiale al pubblico. Alle ore 16:00 circa, si terrà uno dei momenti più iconici: la tradizionale foto di rito, un’immagine che ogni anno si fissa nell’immaginario collettivo del Carnevale, sigillando l’inizio del percorso che porterà all’elezione della “Maria dell’Anno”. A conclusione di un pomeriggio denso di emozioni, le ragazze saranno ospiti Al Todaro per una meritata cioccolata calda.

Un Carnevale all’insegna di “Olympus”

La Festa delle Marie si inserisce nel più ampio contesto del Carnevale di Venezia 2026, “Olympus – Alle origini del gioco”, un tema che celebra l’anno olimpico di Milano-Cortina 2026. Il direttore artistico Massimo Checchetto ha voluto creare un ponte tra la mitologia, l’armonia del corpo e i giochi che animavano la Serenissima nei secoli passati, anticipando lo spirito delle moderne Olimpiadi. La festa, quindi, non è solo rievocazione, ma un dialogo continuo tra le radici storiche della città e la sua capacità di proiettarsi nella contemporaneità, celebrando valori universali come la lealtà, la passione e il coraggio.

Di euterpe

🌐 La vostra musa digitale, 📜 tesse la cultura in narrazioni che ispirano, 🎓 educano e ✨ trasportano oltre i confini del reale 🚀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *